Posts Taggati come ‘web’

Giornalismo, Internet, Leggi

La Mentana-condicio applicata al Web

Leggo che il Web avrebbe battuto 1-0 la televisione, da quando Mentana ha deciso di portare online i politici ai quali è stato vietato di andare in onda sui programmi in tv per via delle nuove regole sulla parcondicio.

mentanacondicio Quasi come se il Web libero se lo sia inventato proprio lui, chiedendo a De Bortoli uno spazio per un nuovo format: “Caro direttore” scrive “c’è un’occasione da non perdere per chi ama l’informazione. La vogliamo cogliere insieme? Se i faccia a faccia non si possono più fare in televisione allora facciamoli su Internet”. Continua a leggere… »

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mar  10
12
alle 05:17
da sonia

Comunicazione pubblica, Giornalismo, Internet

La sesta “W”

“Dal popolo viola allo sciopero dei migranti: come new media e social network cambiano il giornalismo”. E’ questo il tema dell’incontro organizzato da LeRane, il prossimo 22 febbraio a Roma.

le-6-W Continua a leggere… »

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feb  10
5
alle 05:31
da sonia

Ultimo commento:

di Notizie dai blog su La sesta W dell’informazione il 01/1/70

[...] La sesta “W” “Dal popolo viola allo sciopero dei migranti: come new media e social ne...

Internet, Leggi

Libera Rete in Libero Stato

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dic  09
26
alle 06:22
da sonia

Internet, Web 2.0

L’ICANN e gli indirizzi web

icannLa rivoluzione alfabetica del Web, secondo molti la più grande dalla creazione della Rete, inizia ufficialmente oggi: i membri del consiglio dell’ente internazionale per la regolamentazione e la gestione degli indirizzi ha votato ufficialmente, nella sessione annuale a Seul, per l’introduzione di domini scritti in arabo, cinese, crillico, greco e altri alfabeti.
Qualcuno lo giudica una vittoria. Il 50% del 1,6 miliardi di utenti che non usano i caratteri latini ( i nostri) hanno brindato. Eppure, secondo me è stato commesso un errore madornale. Internet è, per sua natura, planetaria. Permette a tutti,ovunque, di leggere ed informarsi, aggiornarsi, divertirsi. Da domani torneremo alle divisioni di sempre. Io non potrò leggere nulla di quanto scrivono i miei colleghi cinesi,arabi,indiani. Se questo vi sembra progresso…….

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ott  09
30
alle 02:17
da dilliar

Comunicazione pubblica, Giornalismo, Internet

Non proprio giornalismo, post-giornalismo

Come anticipato, ecco una sintesi dell’indagine svolta da Astra Ricerche per l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, in occasione della seconda edizione del convegno sul futuro del giornalismo.

banner-ilfuturo-del-giorna I risultati rivelano che il web è divenuto leader per le informazioni – come conferma la classifica dell’accesso quotidiano alle news, che lo vede stravincere (82%), seguito dalla tv (nazionali 63% e locali 32%), dal cellulare (48%) e dalla radio (48%), dai quotidiani (36%: locali e regionali 23%, nazionali 22%, specializzati 11%) – ma non ha ancora di fatto sostituito l’uso degli altri media.

Sul fronte, invece, della qualità dell’informazione è ancora la stampa a detenere un ruolo dominante per serietà e affidabilità. Web e mobile, hanno molte più attrattive dal punto di vista della brevità e la facile reperibilità delle notizie in ogni momento. Purtroppo, soltanto il 37% degli intervistati ritiene le web news affidabili. Continua a leggere… »

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ott  09
2
alle 08:18
da sonia

Ultimo commento:

di eorcdhgmufs il 01/1/70

ofo7cs ztipmnpsdsnv

Comunicazione pubblica, Internet

Una tassa sull’Adsl

E’ la proposta di Carlo De Benedetti, per risollevare le sorti dell’editoria italiana. Ripartire tra generatori di contenuti e operatori telefonici il fatturato degli abbonamenti adsl, per sostenere – così come è avvenuto per la televisione, nel passaggio dall’analogico al digitale – il passaggio dei giornali dalla carta al web. Continua a leggere… »

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set  09
24
alle 07:37
da sonia

Giornalismo

I voltafaccia di Google

Sembra di leggere il classico sondaggio sull’ambiente: tutti pronti a dare la vita per l’ambiente (a parole) per poi comportarsi al contrario nella pratica. E’ il caso di Google così come ce lo racconta Vittorio Zambardino nel suo ” Scene Digitali”. Dunque Google parla con le società di telecomunicazioni americane per avere un “trattamento prioritario” sulla rete a favore dei suoi contenuti. Facendo pagare l’utente, s’intende. In questo modo va a farsi benedire la neutralità della rete ovvero la base di tutto ciò che la rete è oggi ed i motivi per cui tutti la usiamo. A noi italiani potrebbe risultare un dibattito astratto, tanto paghiamo già tantissimo per avere pochissimo ed ogni aumento di velocità ci viene offerto a pagamento. E invece è un argomento fondamentale se vogliamo che la rete resti uno strumento libero, alla portata di tutti, disponibile a tutti.
Capisco il marketing, le logiche commerciali, i problemi di google, ma non facciamoceli ricadere sulle nostre spalle accettando passivamente il principio che con qualche euro in più….. Perchè come avrete capito benissimo non è quello il problema. Intanto cominciamo ad usare meno google e tutti i suoi giocattoli. Un segnale che a Mountain View noteranno di certo

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dic  08
15
alle 02:16
da dilliar

Giornalismo, Internet

Italia in controtendenza:cala internet

Cala la diffusione di internet in italia. Nel 2008 le famiglie che accedono alla rete sono il 42 per cento rispetto al 43 per cento del 2007. Si tratta di un caso unico nelle Ue: tutti gli altri 27 Paesi, infatti, mostrano un aumento della diffusione tra le mura domestiche.
Secondo i dati diffusi oggi da Eurostat, l’italia si colloca al terz’ultimo posto, peggio di noi solo la Bulgaria (25% ma in aumento rispetto al 2007) e la Romania (30% ma in aumento rispetto al 2007). Al top l’Olanda (86%), poi Svezia e Norvegia (84%), Danimarca (82%), Lussembeurgo (80%) e Germania (75%), Regno Unito (71%). In generale la media europea è del 60%.
L’Italia risulta indietro anche per quanto riguarda la diffusione della banda larga, presente nel 31% delle famiglie contro il 48% della media europea. Tuttavia, la percentuale è in netta crescita rispetto al 16% e al 25% registrati nel 2006 e nel 2007.
Nel nostro Paese risultano basse anche le percentuali di ‘informatizzazione’ di una serie di attività quotidiane: dai servizi bancari (15% contro il 28% nell’ue), ai rapporti con la pubblica amministrazione (15% contro il 28%), passando per la lettura dei giornali (17% contro il 26%), lo shopping online (7% contro il 25%) e la ricerca di un lavoro (7% contro il 13%).

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dic  08
2
alle 05:00
da dilliar