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Oscurare Internet per battere il terrorismo
E’ una delle decisioni prese durante la Conferenza dei ministri dell’Interno dei Paesi del Mediterraneo Occidentale (CIMO), che si è conclusa ieri a Venezia e ha visto la partecipazione di Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Malta, Marocco, Tunisia, Libia, Algeria e Mauritania, oltre alla Commissione Europea in veste di osservatore.
Per noi ha presieduto il ministro Roberto Maroni, il quale ha spiegato: “Abbiamo deciso di unire gli sforzi per prevenire la radicalizzazione ed il reclutamento dei terroristi ed impedire l’uso a fini terroristici delle nuove tecnologie di informazione come internet”.
“Si tratta di una decisione importante che ci impegna a collaborare per oscurare i siti attraverso lo scambio di informazioni tra i 10 Paesi, impedendo la diffusione dell’ideologia terrorista, il reclutamento e la raccolta dei finanziamenti”. Continua a leggere… »
da sonia
Internet, D’alia, i senatori e i social network
Non so ancora se provare tristezza, pietà , rammarico, imbarazzo, per certi personaggi della nostra politica che come molte persone pontificano su ciò che non sanno. Allora, il Presidente dei senatori UdC Giampiero D’Alia ha presentato un emendamento, approvato dal Senato, al disegno di legge sulla sicurezza che prevede la repressione dei casi di apologia e incitamento via internet di associazioni mafiose, criminose, eversive, terroristiche, oltre che di violenza sessuale, discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale e religioso. Lo ha reso noto lo stesso D’Alia.”In caso di accertata apologia o incitamento, il ministro dell’Interno – si legge nel testo – dispone con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando ai fornitori di servizi di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine, applicando sanzioni pecuniarie per gli inadempienti». «In questo modo – commenta D’Alia – diamo concretezza alle nostre iniziative per ripulire la rete, e in particolare il social network «Facebook», dagli emuli di Riina, Provenzano, delle Br, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri cattivi esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio”.
Ancora una volta dunque non si capisce la portata della rete. Non si capisce e non si conosce il significato della parola “cache”. Si crede che tutto sia risolvibile con una ordinaria operazione di sequestro come se si trattasse di un reato a mezzo stampa. Ma insomma, perdiana, i nostri politici si circondano di consulenti, consiglieri, portaborse tutti lautamente pagati, possibile che non ci sia nessuno in grado di spiegarlgli che ha scritto delle corbellerie e che il senato ha approvato una norma difficilmente applicabile ? Oppure gli basta il gesto? E così tornerà a casa stasera, orgoglioso e dirà alla mogle: ” Fatto!”
da dilliar
Ultimo commento:
di MAURIZIO il 01/1/70
Mumbai: il fondamentalismo e il terrore
La mattanza di Mumbai, i morti, le fiamme, i terroristi ragazzini con i loro mitra, visti dalla parte di chi deve informare, hanno messo a nudo la vecchiaia del sistema. Il giornale non faceva in tempo a mettere in pagina che era già sorpassato dai fatti. Le dirette televisive hanno dato immagini, tante, ma a distanza. Il racconto dei fatti questa volta ( non è la prima ma è sicuramente la più importante) è arrivato dai cittadini e dai blogger. Le informazioni, le voci in diretta, il costante up to date è venuto da chi, computer, cellulare, viocamerina,ha trasmesso via internet tutte le sfaccettature dell’attacco.
L’India e Mumbai per prima, sono la patria del citizen journalism. E lo hanno dimostrato.
Non voglio, evidentemente, da vecchio giornalista, nascondere o sottovalutare il lavoro che stanno facendo i colleghi sul campo o in redazione. Voglio solo sottolineare che questo fatto tragico di terrorismo globale, capace di colpire così senza preavviso in modo militare, organizzato, pianificando il terore e la morte, anzi sfruttandoli a fini di propaganda, dovrà obbligare l’informazione a rivedere strumenti e mezzi per fornire una informazione mirata e puntuale. Come ha sempre fatto e spero, continuerà a fare.
da dilliar






