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Premium Publisher Network, i Murdoch d’Italia
Se ne è sentito parlare soprattutto per la sua assenza allo IAB Forum 2009, evento di punta per l’advertising online. Ma il Consorzio Premium Publisher Network, nato a novembre da RCS MediaGroup e Gruppo Editoriale L’Espresso, si propone in Italia come l’alternativa a Google e Yahoo.
In un’intervista rilasciata a WebNews, il direttore Giorgio Riva ne spiega le finalità.
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da sonia
Notizie a pagamento: la reazione degli editori italiani
Il Sole 24 Ore ha raccolto l’opinione dei manager di alcuni importanti gruppi editoriali italiani, a proposito delle intenzioni di Murdoch di far pagare l’accesso alle testate online della News Corporation. Avrebbe successo questo sistema in italia? Riuscirebbe a risollevare le sorti dei nostri giornali? Ecco cosa ne pensano:
Antonello Perricone, Rcs
Per ora da noi la questione non si pone Stiamo ancora lavorando sul modello di business, certo è che quello che ora dice Murdoch testimonia che nell’editoria la trasformazione è più veloce e profonda di quanto si pensa.
Lorenzo Pellicioli, De Agostini
Su internet il business model pubblicitario funziona, invece quello a pagamento finora è fallito. Se Murdoch pensa al Wsj come paradigma di un’informazione specializzata allora il discorso può funzionare. Ma l’informazione generalista la daranno gratuitamente i blog che hanno la pubblicità come sola forma di finanziamento.
Marco Benedetto, ex ad gruppo Espresso Continua a leggere… »
da sonia
El Pais: la crisi minaccia la libertà di stampa in Italia
E’ il titolo di un articolo apparso sul quotidiano spagnolo: ” Il Governo manovra per posizionare uomini di fiducia ai vertici dei periodici di maggior prestigio”.
Ad avallare questa tesi ci sarebbero i giornalisti italiani Giancarlo Santalmassi e Enzo Marzo. I due confermerebbero le voci secondo cui il Premier abbia nominato Giancarlo Rossella o Roberto Napoletano come possibili sostituti di Paolo Mieli alla guida del Corriere.
El Pais riassume: Napoletano è il direttore de “Il Messaggero” che si è reso famoso nell’ultima notte elettorale perchè pattuì, al telefono con il portavoce di Casini, il titolo del giornale da far uscire il giorno seguente; Rossella attuale direttore della Medusa Film, casa di distribuzione cinematografica di Berlusconi, già direttore di Panorama e Tg5, ha ricevuto l’appoggio del “periodico di famiglia”, oltre quello di Della Valle e Montezemolo.
” Però la parola di Berlusconi sarà decisiva, porque mentre la crisi angoscia i quotidiani, “il sistema bancario dipende interamente dal Primo Ministro”.
E a proposito di crisi, per attutire gli effetti di una recessione che deve ancora mostrare i suoi aspetti peggiori, il Presidente del Consiglio potrebbe collocare Napoletano al quotidiano di Confidustria, spostando De Bortoli al Corriere.
” Se non parlassimo dell’Italia” scrive il giornalista spagnolo, dopo averci paragonato alla Russia per il livello del controllo politico sui media “ tutta questa agitazione sembrerebbe inverosimile, se non fosse che tutte le fonti concordano nel segnalare manovre serie e reali il cui effetto produrrà un terremoto.
da sonia
Ultimo commento:
di elena il 01/1/70
Una buona sentenza per chi fa informazione
Dovranno ricredersi quanti fino ad oggi hanno pensato che raccontare ciò che avviene all’interno delle mura della casa del Grande Fratello, fosse inutile ai fini di una buona informazione. Proprio grazie al procedimento d’urgenza promosso da Mediaset nei confronti di Rcs, colpevole di aver riprodotto online alcuni frammenti tratti dal discusso reality show di Canale 5, il Tribunale di Milano ha potuto emettere una sentenza che fa un po’ di chiarezza sui confini tra il diritto di cronaca e quello di proprietà.
Il ricorso di Mediaset è stato presentato per ben 59 video che riportavano sul sito del Corriere della Sera, frammenti di varie trasmissioni, ma il giudice Stefano Rosa ha deciso di ordinare la rimozione soltanto per i 4 estratti dal Grande Fratello (che certo non hanno una grande valenza giornalistica).
Marco Pratellesi dal suo MediaBlog del Corriere.it, spiega: “Il tribunale di Milano, ha riconosciuto il diritto di cronaca e di critica per quanto riguarda tutti gli altri. Continua a leggere… »
da sonia






