Posts Taggati come ‘rai’

rai

Nelle televisioni italiane vietato parlare di tv

Che ci attendesse un autunno caldo in qualche modo lo sospettavo, ma tornare dalle vacanze e trovare questa notizia è a dir poco sconfortante. La Rai ha rifiutato il trailer del film di Erik Gandini, Videocracy, che ricostruisce la storia di Mediaset e, in particolare, i cambiamenti che le tv commerciali hanno provocato nel nostro paese.

Ebbene, la Fandango di Domenico Procacci, si è vista recapitare una lettera da Viale Mazzini in cui si asserisce che “il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto”.

Secondo quanto riportato da Procacci la censura dello spot viene così motivata: “Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata”, non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che “attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso”. Continua a leggere… »

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ago  09
27
alle 09:25
da sonia

Ultimo commento:

di Fabio Pari il 01/1/70

VIDEOCRACY - APPELLO A TUTTI I BLOGGER - Giornata di diffusione di massa Come molti di voi ben...

rai

Tivù Sat, dov’è la convenienza?

nosignal Dice Sergio Zavoli, l’avvio di Tivù piattaforma satellitare gratuita nata dall’accordo tra Rai, Mediaset e La 7 ”rafforza il duopolio televisivo con prevalente potere a Mediaset”. ”Mi pare che l’identita’ del servizio pubblico rischi di essere cancellata”.

La scelta del cda Rai di ritirare dalla piattaforma Sky i canali Rai Sat a favore di una società che vede tra gli azionisti un’azienda della famiglia Berlusconi, la dice lunga su quale sia oggi l’identità della televisione pubblica. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai durante l’audizione del vice, Giancarlo Leone, e del presidente Rai, Paolo Garimberti, ha chiesto dove sia la convenienza di tale scelta.

Così facendo la Rai non solo contravviene al contratto di servizio con il Governo che la obbliga a trasmettere su tutte le piattaforme, perde i milioni di abbonati che guardano le trasmissioni tramite Sky, abbligandoli ad acquistare un nuovo decoder, e affossa una programmazione televisiva che ha rappresentato l’eccellenza dell’azienda. Tutto per una guerra tra televisioni commerciali che niente hanno (dovrebbero avere) a che vedere con l’offerta di un servizio pubblico. Continua a leggere… »

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ago  09
3
alle 09:09
da sonia

rai

Anche la conoscenza è protezione civile

speculationVoglio commentare la notizia dell’istruttoria della Rai a carico della trasmissione Anno Zero, non come osservatrice di ciò che accade nel mondo dei media, ma come cittadina, residente in un’aria ad altro rischio sismico. Guardare le immagini del terremoto in Abruzzo, da qui, da un paese della Sicilia orientale dove fino a qualche anno fa gli sfollati del sisma del 1990 vivevano ancora nei containers, non è stato penoso, è stato terrificante. Si è sentita chiara e forte la certezza che se la terra dovesse tornare a tremare, i morti potrebbero essere il doppio di quelli abruzzezi. Come possiamo evitarlo se le amministrazioni locali glissano e nessuno denuncia?

Con l’informazione che è stata fatta in questi giorni possiamo sperare al massimo di essere raggiunti in tempo dai soccorsi e, per chi ha la fortuna di sopravvivere, di rimanere in tenda per i successivi dieci o quindici anni. A cosa serve un’informazione che trasforma una tragedia in una scampagnata? A cosa serve un cronista che racconta quanto sia stata bella la Pasqua degli aquilani, mentre dierto di lui si svolge una scena che non si vedeva dai tempi del dopo-guerra: la gente in fila in attesa di un piatto caldo.

Qui in Sicilia, come in Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo c’è bisogno di sapere che esistono dei piani di prevenzione, regole  urbanistiche e norme di sicurezza che avrebbero potuto evitare tante perdite umane e materiali. Bisogna che qualcuno si assuma l’onere di mostrare che dietro le morti non c’è il destino, ma la speculazione.

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apr  09
13
alle 08:20
da sonia

Giornalismo, rai

Un presidente di garanzia:Garimberti

stor_8896145_20270jpgCome si fa a non essere soddisfatti quando un bravissimo collega, esperto, serio e con cui, per buona sorte, hai anche avuto la fortuna di lavorare, diventa Presidente della Rai, la più importante azienda culturale e d’informazione del paese ? Bisognerebbe correre a congratularsi con Dario Franceschini che ne ha proposto il nome e, addirittura, congratularsi con il Premier che dopo tanti “niet” ha dato il suo assenso e espresso giudizi lusinghieri sull’uomo e sul professionista. E allora perchè sono assalito dal dubbio che Paolo Garimberti venga usato come “foglia di fico”, come “merce di scambio” in un’operazione Direttori che coinvolge Il “Corriere della Sera”, ” Il Sole 24Ore”,” Il Messagero” e forse anche altri media ?
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mar  09
24
alle 06:07
da dilliar

Comunicazione pubblica

Il Presidente della Rai

rai-romaChissà perchè gli uomini politici, nuovi o vecchi, navigati o ingenui, commettono sempre lo stesso errore: scelgono (quasi) sempre le persone inadatte. Lucia Annunziata, ottima giornalista, cosa c’azzeccava con la presidenza della rai? Nulla. E difatti durò poco. Petruccioli, un politico di mestiere, per ottenere l’incarico è dovuto diventare un pattinatore. Ora Franceschini, neo segretario PD suggerisce un’altro nome, quello di Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24ore. Quale logica perversa avrà seguito per questa scelta? Quale scellerata associazione di idee lo avrà guidato nel fare questo nome? Mistero. De Bortoli, fortunatamente, è uomo capace e saggio e ha detto subito di no preferendo il suo mestiere a quello di Presidente della Rai. Eppure, persone capaci, che conoscono l’Azienda come le loro tasche, conoscono gli uomini e i trabocchetti sistemati al 7° piano di viale Mazzini ce ne sono in abbondanza.
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mar  09
9
alle 03:36
da dilliar

Giornalismo

Nè con Sky nè con Mediaset

Sul mio blog politicablog ieri ho scritto dell’aumento dell’iva sugli abbonamenti di Sky. !50 persone hanno commentato il provvedimento. Devo dire con grande buon senso sonostate prospettate diversi punti di vista, differenti posizioni e un pizzico di rimasuglio ideologico.
La mia posizione è chiara. L’adeguamento dell’IVA mette fine ad un aiuto studiato per favorire la nascita del satellite, per aiutare a spaccare un duopolio Rai Mediaset che sta strangolando l’informazione tv,i programmi, i palinsesti. Dunque ben venga l’IVA ridotta. Toglierla, oggi, non fa fare cassa ad uno stato alla frutta, ma è in grado di rallentare la crescita di Sky nel calcio, ridando fiato a Mediaset. Quello che però ho trovato insopportabile è stato il tono e i contenuti dello spot messo in onda da Sky. La peggiore retorica anni 60, il peggior trionfalismo di stampo sovietico per affermare una stupidaggine: colpire Sky è come colpire le famiglie. Invece di raccontare la verità, di spiegare la situazione ai suoi abbonati, la tv di Murdoch si nasconde dietro un dito e parla di occupazione, indotto, famiglie. Nella realtà ci troviamo di fronte due capitalisti da rapina che si combattono senza esclusione di colpi, usandoci e sfruttandoci. A nessuno dei due interessa l’utente, a tutti e due interessa il “parco buoi” da spremere fino all’ultimo centesimo. D’altronde il “parco buoi” glielo ha sempre consentito. Un canele satellitare per cui si paga l’abbonamento infarcito di pubblicità ? Ma dove si è visto? Una tv satelllitare che fa programmi generalisti? Una contraddizione in termini. Eppure, ben venga se servisse a farci uscire da quella palude che è diventato il nostro sistema radiotelevisivo.

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dic  08
2
alle 04:57
da dilliar