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La dieta mediatica degli Italiani
La presentazione dell’8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione esordisce affermando: ” La diffusione dei nuovi media non ha penalizzato quelli già esistenti: nella società digitale i nuovi mezzi di comunicazione non sostituiscono i vecchi, anzi, affiancandosi ad essi, creano nuovi stimoli al loro impiego secondo la logica della moltiplicazione e integrazione”.
Ne è un buon esempio la radio la cui diffusione è cresciuta del 12,4% grazie anche ai molteplici mezzi attraverso cui si può ascoltare: lettori mp3, telefonino web.
Ciò a cui si sta assistendo è in vece un’evoluzione dei consumi mediatici, influenzati soprattutto da quella che viene definita la prima vera grande crisi vissuta dalla società digitale, in cui si rileva l’espansione dei media gratuiti e la sostanziale battuta d’arresto di quelli a pagamento (ad eccezione della Tv digitale). Continua a leggere… »
da sonia
L’oppio dei popoli? L’informazione.
Chissà quando i quotidiani e i telegiornali cominceranno a fare una riflessione su quali servizi fare, su quale priorità dargli. Pensate che ancora oggi il conduttore televisivo di tg dice: ” e ora voltiamo pagina” per annunciare il cambio di argomento. Roba da giurassico.
Eppure già negli anni ‘70 negli Stati Uniti si diceva che la radio era la notizia, la tv le sue immagini e il quotidiano era l’informazione più ampia. Da noi questo concetto non è ancora arrivato. Continua ad vincere il principio dell’inzeppare più roba possibile. Ovvero l’enciclopedia della notizia! Eppure la presenza di nuovi media, internet in primis, dovrebbe aver insegnato qualche cosa. Che senso ha, per esempio, per i telegiornali, minimizzare il comportamento “pazzerello ed infantile” del nostro primo ministro a Trieste durante l’incontro ufficiale con il Cancelliere tedesco Angela Merkel ? Su tutta la rete era un susseguirsi di commenti. la radio lo aveva dato, Sky e il tg3 lo avevano dato con ampio risalto, mentre i tg serali di maggior ascolto, lo avevano messo tra le pieghe.
Ma,episodio a parte, c’è bisogno, secondo me, di pensare alla ri-costruzione di un sistema informativo integrato che superi il concetto degli Acta Diurna inaugurati da Giulio Cesare nel 70 aC.
Non più tutto il possibile dapertutto ma piuttosto ad un sistema-staffetta tra internet(l’immediatezza) la radio(subito dopo) e poi la tv quando c’è da vedere, quando ci sono le immagini, non il repertorio, e poi settimanali, mensili, approfondimenti. Ripensare il mestiere colleghi. Faticoso, certo, ma indispensabile. Altrimenti ci ritroveremo a scrivere per pochi affezzionati parenti, perchè i lettori se ne saranno andati.
da dilliar






