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Internet al sorpasso definitivo
Dopo aver superato, negli Usa, i quotidiani come fonte di informazione primaria, adesso Internet si aggiudica anche il primato della raccolta pubblicitaria.
Secondo le previsioni della società di ricerca Outsell, nel corso del 2010, la pubblicità online negli Usa supererà quella su giornali, riviste e su altri media come opuscoli e volantini. Continua a leggere… »
da sonia
Raccolta pubblicitaria: stampa ancora in perdita
Via Yahoo Finanza
Nel suo consuntivo 2009 Nielsen evidenzia che in Italia l’anno si chiude con una flessione degli investimenti in pubblicità del 13,4% a quota 8,51 miliardi di euro. Il dato di dicembre evidenzia invece un calo di soli 1,6 punti sul dicembre 2008 e invia un segnale di ripresa.
Nell’ultimo mese dello scorso anno i comparti della televisione, del cinema, della radio, di internet e altri ancora hanno registrato valori in crescita, mentre il trend dei quotidiano ha mostrato una flessione. Se in tutto l’anno la televisione (compresi i canali generalisti e satellitari) ha registrato un calo delle risorse pubblicitarie del 10,2% nel solo mese di dicembre il saldo con il dicembre precedente rivela invece una crescita del 2,5 per cento.
Il segmento della stampa rimane in forte affanno con un calo complessivo annuale del 21,6% in termini di raccolta pubblicitaria. Nello specifico perdono raccolta pubblicitaria i quotidiani a pagamento con una flessione del 16% complessiva; i quotidiani free press subiscono un danno maggiore dalla crisi con una contrazione del 26,6%. In difficoltà anche i periodici: perdono nell’anno il 28,7% dei loro investimenti pubblicitari.
A sorpresa il mese di dicembre rivela una crescita della radio del 24,6% dopo un anno in cui la flessione degli investimenti si è limitata al 7,7 per cento. Internet, infine, continua a crescere con saldo 2009 positivo del 5,1 per cento.
da sonia
La dieta mediatica degli Italiani
La presentazione dell’8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione esordisce affermando: ” La diffusione dei nuovi media non ha penalizzato quelli già esistenti: nella società digitale i nuovi mezzi di comunicazione non sostituiscono i vecchi, anzi, affiancandosi ad essi, creano nuovi stimoli al loro impiego secondo la logica della moltiplicazione e integrazione”.
Ne è un buon esempio la radio la cui diffusione è cresciuta del 12,4% grazie anche ai molteplici mezzi attraverso cui si può ascoltare: lettori mp3, telefonino web.
Ciò a cui si sta assistendo è in vece un’evoluzione dei consumi mediatici, influenzati soprattutto da quella che viene definita la prima vera grande crisi vissuta dalla società digitale, in cui si rileva l’espansione dei media gratuiti e la sostanziale battuta d’arresto di quelli a pagamento (ad eccezione della Tv digitale). Continua a leggere… »
da sonia
America, crollano i miti di carta
Sinite media venire ad me, disse sorniona la Rete ascoltando la notizia ufficiale che il gruppo Tribune, che pubblica il Chicago Tribune e il Los Angeles Times, ha chiesto l’accesso alle procedure di bancarotta a fronte di debiti per 13 miliardi di dollari. Lo ha reso noto la testata capofila sul suo sito web. E in condizioni non molto diverse è il mitico New York Times che ha deciso di accendere un ipoteca sulla nuova nuova sede realizzata da Renzo Piano. Il Nyt, che controlla anche il Boston Globe oltre all’International Herald Tribune, ha reso noto sul proprio sito di voler ipotecare la propria sede per raccogliere 225 milioni di dollari di liquidità . Anche il Miami Herald vincitore di ben 19 Pulitzer è in vendita. All’origine di tutta questa bufera che ha investito la carta stampata americana c’è il calo delle vendite stimato intorno al 20% e il calo della pubblicità , cartacea e online per circa il 15%. Ora una riflessione. Se un calo di vendite e pubblicità di dimensioni non eccezzionali mette nei guai un giornale, l’unica considerazione possibile è che i margini di guadagno dell’editoria sono molto esigui e basta poco per mettere in crisi l’editore. Oppure, lo dico con una certa malizia, il tempo della carta sta volgendo al tramonto e la crisi finanziaria ha portato allo scoperto le magagne di un sistema vecchio e superato. Forse sarebbe il caso di cominciare a pensare su cosa fare in casa nostra prima che l’onda dello tsunami ci si abbatta addosso.
da dilliar






