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Giornalismo

American journalism, cenni di ricostruzione

A pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto sui media The Reconstruction of American Journalism - firmato da Leonard Downie Jr., vice president at large del Washington Post – in cui si conclude che la sopravvivenza del giornalismo indipendente potrà essere garantita soltanto da un sistema di finanziamenti governativi e donazioni private, proprio su quella testata appare, in fondo ad un articolo sul nucleare iraniano, un appunto: “Questo servizio è stato realizzato con il sostegno dell’International Reporting project, un programma di giornalismo non-profit che fornisce borse agli inviati all’estero, tutto finanziato da ong indipendenti”. Continua a leggere… »

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ott  09
26
alle 01:26
da sonia

Giornalismo, Leggi

Giornali, una specie in via di estinzione

engaged_newspapersNegli Stati Uniti si discute su come salvare i giornali e il giornalismo investigativo dalla crisi che li travolge. Dopo la chiusura del Rocky Mountain News, del Seattle Post-Intelligenser seguiti dal probabile fallimento del Boston Globe, si è riunita la sottocommissione al Senato delle Comunicazioni, della Tecnologia e di Internet, presieduta dal Senatore John Kerry, per valutare la proposta di legge, avanzata dal democratico Ben Cardin, di consentire ai quotidiani di operare come associazioni non-profit e, quindi, essere esonerati dal pagamento delle tasse sulle entrate pubblicitarie e sul fatturato conseguito con gli abbonamenti.

In questo modo i giornali verrebbero considerati come tutti gli istituti di formazione, le chiese, gli ospedali, le emittenti pubbliche che rientrano nell’ Internal Revenue Service del governo. Cardin ha chiarito che la legge non costituirebbe un paracadute per la carta stampata, ma un modo di preservare le testate locali.

Alcuni degli editori invitati a partecipare ai lavori della sotto-commissione, come Steve Coll – ex manager del Washington Post – e David Simon – produttore della serie televisiva “The Wire” – hanno avanzato delle serie obiezioni sulla proposta: non tutti i giornali accettaranno di cambiare il loro status in quello di associazioni non-profit e certamente un tale approccio non invoglierà le aziende editoriali a escogitare nuovi modelli economici per uscire dalla crisi. Continua a leggere… »

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mag  09
8
alle 12:33
da sonia

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