Posts Taggati come ‘new york times’

Giornalismo, Internet

New York Times online a pagamento dal 2011

Qui l’annuncio ufficiale.
NYTpaywall_annunced
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gen  10
21
alle 06:46
da sonia

Giornalismo, Internet

Lettori troppo distratti per pagare

Secondo una ricerca svolta da Outsell su un campione di circa 3mila utenti americani, risulta che ben il 44% di coloro che accedono alle notizie tramite gli aggregatori, come Google News o Yahoo, si limitano soltanto a navigare tra titoli e lead, senza accedere direttamente ai siti dai quali quelle stesse notizie provengono.

Il dato, se da un lato avalla le teorie degli editori che accusano gli aggregatori di speculare sul lavoro dei veri giornalisti, dall’altro dovrebbe dissuderli dal voler limitare ulteriormente l’accesso all’online obbligando i lettori a pagare Continua a leggere… »

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gen  10
20
alle 07:45
da sonia

Ultimo commento:

di hrmysqmeyf il 01/1/70

9pETia fhxwwqzmkbyc

Giornalismo, Web 2.0

Living Stories, un nuovo modo di leggere le news su Google

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dic  09
9
alle 06:01
da sonia

Ultimo commento:

di Notizie dai blog su Living Stories: il nuovo modo di Google per fare informazione il 01/1/70

[...] Living Stories, un nuovo modo di leggere le news su Google Al momento è ancora un prototip...

Giornalismo, Internet

Fast Flip, Google fa pace con i giornali

fastflipQualche giorno fa parlando di  CheckOut, la piattaforma per i pagamenti che Google starebbe sviluppando per la Newspapers Association of America, avevamo insinuato che si trattasse soltanto di un tentativo della società di prendersi la sua fetta di mercato, nel caso che i micropagamenti avessero avuto successo, ma niente sostanzialemnte sarebbe cambiato nel suo rapporto con gli editori.

Nella documentazionei fatta pervenire alla NAA, e pubblicata in anteprima da Niemanlab, Google dichiarava il suo stesso scetticismo rispetto al paid-content. “We do not believe it will be the norm for accessing content”, riporta NiemanLab “Google’s document for the NAA also discusses publishers syndicating their content on third-party sites and sharing ad revenue, which sounds like what the Fair Syndication Consortium is proposing”.

E’ quindi nella spartizione dei guadagni che crede Google e dai suoi laboratori sforna il nuovissimo servizio Fast Flip: “letteralmente sfoglia veloce” spiega Massimo Sideri dal Corriere ” Cosa cambia rispetto a Google News?Sostanzialmente tutto. Continua a leggere… »

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set  09
16
alle 12:39
da sonia

Giornalismo

L’interesse pubblico e il prezzo della verità

Il giornalismo d’inchiesta costa, si sa. In tempo di crisi è un genere che rischia perfino di sparire. Svolgere un’indagine accurata può sfiorare dei costi esorbitanti, soprattuto se si tratta di un’indagione che riesce ad arrivare là dove anche gli organi giudiziari hanno fallito. 

400.000$, ad esempio, è costata l’ultima inchiesta apparsa sul magazine domenicale del New York Times. “The Deadly Choices at Memorial”, il pezzo di 13.000 parole a firma di Sheri Fink, è un resoconto dei presunti casi di eutanasia avvenuti al Memorial Medical Center sui malati terminali durante l’evaquazione dovuta all’uragano Katrina. Ci sono voluti due anni per raccogliere tutte le informazioni necessarie, ma oggi la storia si è rivelata una vera mina che sta travolgendo l’intero sistema politico-giudiziario e sanitario degli Usa.

Non solo, “The Deadly Choices at Memorial” si è inserita perfettamente all’interno del dibattiro sul giornalismo del futuro. Continua a leggere… »

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set  09
3
alle 10:08
da sonia

Giornalismo, Web 2.0

Corrispondenti da Twitter

twitterLa chiamano Twitter-mania, la moda del microblogging: 140 caratteri per far sapere al mondo - almeno a quella parte di mondo che ha deciso di “seguirti” – cosa stai facendo. Solo nell’ultimo anno, il sito ideato da Evan William, Jack Dorsey e Biz Stone, ha triplicato i suoi contatti, passando da uno a 35 milioni di visitatori; anche se alcuni dati della Nielsen Online hanno rivelato che il 60% degli utenti lo abbandona dopo appena un mese dall’iscrizione.

Ciò non di meno Twitter si sta rivelando un ottimo strumento per il giornalismo online, in alcuni casi riesce a fungere da vera e propria agenzia stampa, rilasciando notizie in tempo reale.

USA TODAY ha realizzato un’itera intervista sulle tendenze del capitalismo americano, attraverso i cinguettii di 21 dirigenti di azienda, con account Twitter attivo. Nessuna telefonata, nessuna e-mail, niente faccia a faccia – ha voluto chiarire il giornalista Dan Jones - only tweets e per la precisione ben 427 tweets raccolti in tre giorni. Continua a leggere… »

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giu  09
1
alle 05:47
da sonia

Web/Tech

I 9 pollici che salveranno i giornali

kindle-comparisonFinalmente è arrivata la terza versione dell’e-book reader di Amazon, il Kindle Dx, annunciato come una “genuina opportunità per il giornalismo, una via d’uscita dal baratro in cui l’industria del cartaceo sta cadendo”.

Il nuovo schermo da 9,7 pollici con una risoluzione pari a 1200 x 824 pixel, una densità di 150 dpi e 16 tonalità di grigi, ottimizzato sulle dimensioni di quotidiani e periodici, capace di dare una sensazione di lettura molto simile al reale, fa credere a molti editori strozzati dai costi di produzione distribuzione della carta stampata, di poter rieducare i lettori a pagare per le notizie, pigiare il tasto reset, come ha scritto il New York Times, e tornare ai modelli di business originali: vendita di abbonamenti e inserzioni pubblicitarie.

Già adesso il Kindle consente di scaricare oltre 58 quotidiani e periodici, tra cui Wall Street Journal, NYT e New Yorker, sottoscrivendo degli abbonamenti che si aggirano intorno ai 10 dollari. In occasione della presentazione del Kindle Dx, Boston Globe, Washington Post e altri, hanno annunciato che offriranno il nuovo dispositivo a prezzo ridotto ai lettori che vivono in aree dove la consegna a domicilio non è disponibile, sempre dietro sottoscrizione di un abbonamento a lungo termine.
 
Sembra tutto meraviglioso: scaricare “automagically” l’ultima edizione del tuo giornale preferito ovunque ti trovi. Continua a leggere… »

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mag  09
7
alle 02:34
da sonia

Giornalismo, Internet, Web 2.0

Fare comunità paga: una piccola lezione al New York Times

community_networkIl giornalismo iper-locale – quello fatto da e per i quartieri – costituisce, insieme ai micropgamenti e al ridimensionamento del cartaceo, uno dei modelli che, si ipotizza, potranno trascinare gli editori fuori da questa crisi.

Secondo il New York Times, l’esplosione attuale dell’hyper-local, che in realtà si sperimenta da più di una decade senza particolare successo, è dovuta all’urgenza dei lettori di compensare la scomparsa di moltissime testate locali. Ma c’è anche chi ha provato a reinventarsi un sistema del tutto nuovo, economicamente sostenibile e svincolato dal peso ereditario di giornali centenari. Si tratta delle community network di Richard M. Anderson, i VillageSoup: quattro portali d’informazione per altrettante cittadine del Maine con non più di 50mila abitanti.

Due terzi delle notizie presenti nell’home page dei VillageSoup, sono inviate dai cittadini e dalle imprese che hanno deciso di sponsorizzarsi attraverso i portali. I guadagni? 2.5 milioni di dollari all’anno, soltanto di entrate pubblicitarie, almeno secondo quanto dichiarato da Anderson “So far as I know, no other newspaper, not even The New York Times has been able to do this“.

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mag  09
6
alle 12:02
da sonia