Posts Taggati come ‘mediaset’
Immediatamente dopo la Cina
Time Magazine pubblica un lungo articolo dal titolo Berlusconi vs. Google: Will Italy Censor YouTube? Jeff Israely fa una cronca dettagliata del decreto Romani, definendolo una misura inaudita per una democrazia occidentale Continua a leggere… »
da sonia
Tribunale di Roma: YouTube non è un semplice provider
Il TgCom ha pubblicato l’ordinanza con cui il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di Mediaset contro YouTube per violazione del diritto d’autore. Una decisione, quella con cui il Giudice Istruttore Tommaso Marvasi ha disposto la rimozione immediata dei tutti i contenuti caricati illecitamente, definita storica.
“Per la prima volta” commentano dal sito “si accolgono le richieste dei broadcaster e degli editori che chiedono che vengano tutelati i diritti e l’esclusività dei propri contenuti, generati con importanti investimenti. L’ordinanza del Tribunale di Roma fornisce indicazioni chiare sul ruolo dei siti come Youtube: non si tratta di semplici provider di spazi web, ma di veri e propri editori che devono rispondere alle regole come tutti gli altri media. Anche Youtube ha quindi la responsabilità dei contenuti che sfrutta pubblicitariamente”. Continua a leggere… »
da sonia
Più in alto del Cielo
Via Reuters
La News Corp di Rupert Murdoch, che in Italia controlla la tv satellitare Sky, ha rinviato il lancio previsto per domani di “Cielo”, nuovo canale sul digitale terrestre, in attesa dell’autorizzazione da parte del ministero delle Comunicazioni. Lo annuncia un comunicato di Cielo. Continua a leggere… »
da sonia
Nelle televisioni italiane vietato parlare di tv
Che ci attendesse un autunno caldo in qualche modo lo sospettavo, ma tornare dalle vacanze e trovare questa notizia è a dir poco sconfortante. La Rai ha rifiutato il trailer del film di Erik Gandini, Videocracy, che ricostruisce la storia di Mediaset e, in particolare, i cambiamenti che le tv commerciali hanno provocato nel nostro paese.
Ebbene, la Fandango di Domenico Procacci, si è vista recapitare una lettera da Viale Mazzini in cui si asserisce che “il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto”.
Secondo quanto riportato da Procacci la censura dello spot viene così motivata: “Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata”, non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che “attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso”. Continua a leggere… »
da sonia
Ultimo commento:
di Fabio Pari il 01/1/70
Tivù Sat, dov’è la convenienza?
 Dice Sergio Zavoli, l’avvio di Tivù piattaforma satellitare gratuita nata dall’accordo tra Rai, Mediaset e La 7 ”rafforza il duopolio televisivo con prevalente potere a Mediaset”. ”Mi pare che l’identita’ del servizio pubblico rischi di essere cancellata”.
La scelta del cda Rai di ritirare dalla piattaforma Sky i canali Rai Sat a favore di una società che vede tra gli azionisti un’azienda della famiglia Berlusconi, la dice lunga su quale sia oggi l’identità della televisione pubblica. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai durante l’audizione del vice, Giancarlo Leone, e del presidente Rai, Paolo Garimberti, ha chiesto dove sia la convenienza di tale scelta.
Così facendo la Rai non solo contravviene al contratto di servizio con il Governo che la obbliga a trasmettere su tutte le piattaforme, perde i milioni di abbonati che guardano le trasmissioni tramite Sky, abbligandoli ad acquistare un nuovo decoder, e affossa una programmazione televisiva che ha rappresentato l’eccellenza dell’azienda. Tutto per una guerra tra televisioni commerciali che niente hanno (dovrebbero avere) a che vedere con l’offerta di un servizio pubblico. Continua a leggere… »
da sonia
La coda di Matrix
«Sconcertate», «inconcepibile», «grave caduta delle buone pratiche». La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi, il sindacato dei giornalisti) si schiera con i colleghi Silvia Brasca e Roberto Pavone ( e anche tutta la redazione di Communicagroup, se serve ribadirlo) per la lettera di richiamo inviata da Mediaset ai due giornalisti di Matrix che avevano sollevato perplessità sul comportamento di Mediaset sul caso Mentana. L’Fnsi chiede il ritiro della contestazione disciplinare. «La Fnsi è vicina ai colleghi, ne rivendica il diritto di espressione salvaguardato dalla Costituzione, dalle leggi e dalla disciplina del lavoro. Il dissenso sulle scelte opinabili non può essere compresso, né oggetto di censura o ritorsioni. A Mediaset la Fnsi chiede il ritiro della lettera di contestazione disciplinare e di voler evitare uno spiacevole, ingiustificato scontro».
da dilliar
Nè con Sky nè con Mediaset
Sul mio blog politicablog ieri ho scritto dell’aumento dell’iva sugli abbonamenti di Sky. !50 persone hanno commentato il provvedimento. Devo dire con grande buon senso sonostate prospettate diversi punti di vista, differenti posizioni e un pizzico di rimasuglio ideologico.
La mia posizione è chiara. L’adeguamento dell’IVA mette fine ad un aiuto studiato per favorire la nascita del satellite, per aiutare a spaccare un duopolio Rai Mediaset che sta strangolando l’informazione tv,i programmi, i palinsesti. Dunque ben venga l’IVA ridotta. Toglierla, oggi, non fa fare cassa ad uno stato alla frutta, ma è in grado di rallentare la crescita di Sky nel calcio, ridando fiato a Mediaset. Quello che però ho trovato insopportabile è stato il tono e i contenuti dello spot messo in onda da Sky. La peggiore retorica anni 60, il peggior trionfalismo di stampo sovietico per affermare una stupidaggine: colpire Sky è come colpire le famiglie. Invece di raccontare la verità , di spiegare la situazione ai suoi abbonati, la tv di Murdoch si nasconde dietro un dito e parla di occupazione, indotto, famiglie. Nella realtà ci troviamo di fronte due capitalisti da rapina che si combattono senza esclusione di colpi, usandoci e sfruttandoci. A nessuno dei due interessa l’utente, a tutti e due interessa il “parco buoi” da spremere fino all’ultimo centesimo. D’altronde il “parco buoi” glielo ha sempre consentito. Un canele satellitare per cui si paga l’abbonamento infarcito di pubblicità ? Ma dove si è visto? Una tv satelllitare che fa programmi generalisti? Una contraddizione in termini. Eppure, ben venga se servisse a farci uscire da quella palude che è diventato il nostro sistema radiotelevisivo.
da dilliar






