Posts Taggati come ‘media’
Non proprio giornalismo, post-giornalismo
Come anticipato, ecco una sintesi dell’indagine svolta da Astra Ricerche per l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, in occasione della seconda edizione del convegno sul futuro del giornalismo.
 I risultati rivelano che il web è divenuto leader per le informazioni – come conferma la classifica dell’accesso quotidiano alle news, che lo vede stravincere (82%), seguito dalla tv (nazionali 63% e locali 32%), dal cellulare (48%) e dalla radio (48%), dai quotidiani (36%: locali e regionali 23%, nazionali 22%, specializzati 11%) – ma non ha ancora di fatto sostituito l’uso degli altri media.
Sul fronte, invece, della qualità dell’informazione è ancora la stampa a detenere un ruolo dominante per serietà e affidabilità . Web e mobile, hanno molte più attrattive dal punto di vista della brevità e la facile reperibilità delle notizie in ogni momento. Purtroppo, soltanto il 37% degli intervistati ritiene le web news affidabili. Continua a leggere… »
I media raccontano sempre meno il mondo
Intervento di Alisa Miller alla conferenza mondiale TED, per promuovere le idee innovative.
La Ceo della Public Radio International spiega con grafici e statistiche alla mano perché, malgrado gli americani abbiano più fame di notizie, i media USA raccontino il mondo sempre meno e come questa tendenza possa influenzare il nostro modo di percepire l’ambiente esterno.
Un ottimo spunto di riflessione: se questo accade nei liberalissimi Stati Uniti D’America, per cause “finanziarie”, cosa succede, allora, con l’informazione dei paesi semi liberi, come il nostro? E come è cambiata la nostra visione del mondo? Corrisponde ancora alla realtà ?
da sonia
Mumbai: il fondamentalismo e il terrore
La mattanza di Mumbai, i morti, le fiamme, i terroristi ragazzini con i loro mitra, visti dalla parte di chi deve informare, hanno messo a nudo la vecchiaia del sistema. Il giornale non faceva in tempo a mettere in pagina che era già sorpassato dai fatti. Le dirette televisive hanno dato immagini, tante, ma a distanza. Il racconto dei fatti questa volta ( non è la prima ma è sicuramente la più importante) è arrivato dai cittadini e dai blogger. Le informazioni, le voci in diretta, il costante up to date è venuto da chi, computer, cellulare, viocamerina,ha trasmesso via internet tutte le sfaccettature dell’attacco.
L’India e Mumbai per prima, sono la patria del citizen journalism. E lo hanno dimostrato.
Non voglio, evidentemente, da vecchio giornalista, nascondere o sottovalutare il lavoro che stanno facendo i colleghi sul campo o in redazione. Voglio solo sottolineare che questo fatto tragico di terrorismo globale, capace di colpire così senza preavviso in modo militare, organizzato, pianificando il terore e la morte, anzi sfruttandoli a fini di propaganda, dovrà obbligare l’informazione a rivedere strumenti e mezzi per fornire una informazione mirata e puntuale. Come ha sempre fatto e spero, continuerà a fare.
da dilliar






