Posts Taggati come ‘media’
La dieta mediatica degli Italiani
La presentazione dell’8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione esordisce affermando: ” La diffusione dei nuovi media non ha penalizzato quelli già esistenti: nella società digitale i nuovi mezzi di comunicazione non sostituiscono i vecchi, anzi, affiancandosi ad essi, creano nuovi stimoli al loro impiego secondo la logica della moltiplicazione e integrazione”.
Ne è un buon esempio la radio la cui diffusione è cresciuta del 12,4% grazie anche ai molteplici mezzi attraverso cui si può ascoltare: lettori mp3, telefonino web.
Ciò a cui si sta assistendo è in vece un’evoluzione dei consumi mediatici, influenzati soprattutto da quella che viene definita la prima vera grande crisi vissuta dalla società digitale, in cui si rileva l’espansione dei media gratuiti e la sostanziale battuta d’arresto di quelli a pagamento (ad eccezione della Tv digitale). Continua a leggere… »
da sonia
Federal Trade Commissioni preoccupata dalle sorti dell’informazione
Nota, ormai, ai blogger per aver inasprito le regole in materia di buzz marketing e sponsorizzazioni, la Federal Trade Commission, tiene alta l’attenzione sull’informazione, non soltanto quella dei blog, a rischio di essere manipolati delle aziende interessate a farsi pubblicità sulla rete, ma anche e soprattutto da quella dei giornali e dei media più tradizionali, tanto da pensare di organizzare dei workshops dal tema “Come sopravviverà il giornalismo nell’era di Internet”.
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da sonia
Il primo europeo tra i “Predatori della libertà di stampa”
Reportes Sans Frontières ha stilato una lista dei “Predatori della libertà di stampa”, circa quaranta tra leader politici e organizzazioni paramilitari che si oppongono sistematicamnete alla libera circolazione delle informazioni, con metodi non proprio moderati.
Fra loro appaiono i russi Medvedev e Putin, il presidente iraniano Ahmadinejad, il libico Gheddafi e poi Mugabe, Hu Jintao. Tutti nomi di personalità che siamo abituati a riconoscere per la loro politica dittatoriale.
Purtroppo però il segretario generale di RSF Jean-François Julliard, in occasione della manifestazione di Roma dello scorso 3 Ottobre proprio in difesa della libertà di stampa, ha avvertito che anche l’Italia si trova ad un passo dall’essere inserita in quella lista a causa delle continue pressioni esercitate sui media dal nostro Presidente del Consiglio. Continua a leggere… »
da sonia
Non proprio giornalismo, post-giornalismo
Come anticipato, ecco una sintesi dell’indagine svolta da Astra Ricerche per l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, in occasione della seconda edizione del convegno sul futuro del giornalismo.
 I risultati rivelano che il web è divenuto leader per le informazioni – come conferma la classifica dell’accesso quotidiano alle news, che lo vede stravincere (82%), seguito dalla tv (nazionali 63% e locali 32%), dal cellulare (48%) e dalla radio (48%), dai quotidiani (36%: locali e regionali 23%, nazionali 22%, specializzati 11%) – ma non ha ancora di fatto sostituito l’uso degli altri media.
Sul fronte, invece, della qualità dell’informazione è ancora la stampa a detenere un ruolo dominante per serietà e affidabilità . Web e mobile, hanno molte più attrattive dal punto di vista della brevità e la facile reperibilità delle notizie in ogni momento. Purtroppo, soltanto il 37% degli intervistati ritiene le web news affidabili. Continua a leggere… »
da sonia
Ultimo commento:
di Pier Luca Santoro il 01/1/70
I media raccontano sempre meno il mondo
Intervento di Alisa Miller alla conferenza mondiale TED, per promuovere le idee innovative.
La Ceo della Public Radio International spiega con grafici e statistiche alla mano perché, malgrado gli americani abbiano più fame di notizie, i media USA raccontino il mondo sempre meno e come questa tendenza possa influenzare il nostro modo di percepire l’ambiente esterno.
Un ottimo spunto di riflessione: se questo accade nei liberalissimi Stati Uniti D’America, per cause “finanziarie”, cosa succede, allora, con l’informazione dei paesi semi liberi, come il nostro? E come è cambiata la nostra visione del mondo? Corrisponde ancora alla realtà ?
da sonia
Mumbai: il fondamentalismo e il terrore
La mattanza di Mumbai, i morti, le fiamme, i terroristi ragazzini con i loro mitra, visti dalla parte di chi deve informare, hanno messo a nudo la vecchiaia del sistema. Il giornale non faceva in tempo a mettere in pagina che era già sorpassato dai fatti. Le dirette televisive hanno dato immagini, tante, ma a distanza. Il racconto dei fatti questa volta ( non è la prima ma è sicuramente la più importante) è arrivato dai cittadini e dai blogger. Le informazioni, le voci in diretta, il costante up to date è venuto da chi, computer, cellulare, viocamerina,ha trasmesso via internet tutte le sfaccettature dell’attacco.
L’India e Mumbai per prima, sono la patria del citizen journalism. E lo hanno dimostrato.
Non voglio, evidentemente, da vecchio giornalista, nascondere o sottovalutare il lavoro che stanno facendo i colleghi sul campo o in redazione. Voglio solo sottolineare che questo fatto tragico di terrorismo globale, capace di colpire così senza preavviso in modo militare, organizzato, pianificando il terore e la morte, anzi sfruttandoli a fini di propaganda, dovrà obbligare l’informazione a rivedere strumenti e mezzi per fornire una informazione mirata e puntuale. Come ha sempre fatto e spero, continuerà a fare.
da dilliar






