Posts Taggati come ‘media’

Comunicazione pubblica

La dieta mediatica degli Italiani

La presentazione dell’8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione esordisce affermando: ” La diffusione dei nuovi media non ha penalizzato quelli già esistenti: nella società digitale i nuovi mezzi di comunicazione non sostituiscono i vecchi, anzi, affiancandosi ad essi, creano nuovi stimoli al loro impiego secondo la logica della moltiplicazione e integrazione”.

Ne è un buon esempio la radio la cui diffusione è cresciuta del 12,4% grazie anche ai molteplici mezzi attraverso cui si può ascoltare: lettori mp3, telefonino web.

Ciò a cui si sta assistendo è in vece un’evoluzione dei consumi mediatici, influenzati soprattutto da quella che viene definita la prima vera grande crisi vissuta dalla società digitale, in cui si rileva l’espansione dei media gratuiti e la sostanziale battuta d’arresto di quelli a pagamento (ad eccezione della Tv digitale). Continua a leggere… »

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nov  09
19
alle 09:01
da sonia

Comunicazione pubblica, Giornalismo, Internet

Federal Trade Commissioni preoccupata dalle sorti dell’informazione

Nota, ormai, ai blogger per aver inasprito le regole in materia di buzz marketing e sponsorizzazioni, la Federal Trade Commission, tiene alta l’attenzione sull’informazione, non soltanto quella dei blog, a rischio di essere manipolati delle aziende interessate a farsi pubblicità sulla rete, ma anche e soprattutto da quella dei giornali e dei media più tradizionali, tanto da pensare di organizzare dei workshops dal tema “Come sopravviverà il giornalismo nell’era di Internet”.
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ott  09
13
alle 08:10
da sonia

Comunicazione pubblica, Giornalismo

Il primo europeo tra i “Predatori della libertà di stampa”

predatoriReportes Sans Frontières ha stilato una lista dei “Predatori della libertà di stampa”, circa quaranta tra leader politici e organizzazioni paramilitari che si oppongono sistematicamnete alla libera circolazione delle informazioni, con metodi non proprio moderati.

Fra loro appaiono i russi Medvedev e Putin, il presidente iraniano Ahmadinejad, il libico Gheddafi e poi Mugabe, Hu Jintao. Tutti nomi di personalità che siamo abituati a riconoscere per la loro politica dittatoriale.

Purtroppo però il segretario generale di RSF Jean-François Julliard, in occasione della manifestazione di Roma dello scorso 3 Ottobre proprio in difesa della libertà di stampa, ha avvertito che anche l’Italia si trova ad un passo dall’essere inserita in quella lista a causa delle continue pressioni esercitate sui media dal nostro Presidente del Consiglio. Continua a leggere… »

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ott  09
6
alle 12:58
da sonia

Comunicazione pubblica, Giornalismo, Internet

Non proprio giornalismo, post-giornalismo

Come anticipato, ecco una sintesi dell’indagine svolta da Astra Ricerche per l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, in occasione della seconda edizione del convegno sul futuro del giornalismo.

banner-ilfuturo-del-giorna I risultati rivelano che il web è divenuto leader per le informazioni – come conferma la classifica dell’accesso quotidiano alle news, che lo vede stravincere (82%), seguito dalla tv (nazionali 63% e locali 32%), dal cellulare (48%) e dalla radio (48%), dai quotidiani (36%: locali e regionali 23%, nazionali 22%, specializzati 11%) – ma non ha ancora di fatto sostituito l’uso degli altri media.

Sul fronte, invece, della qualità dell’informazione è ancora la stampa a detenere un ruolo dominante per serietà e affidabilità. Web e mobile, hanno molte più attrattive dal punto di vista della brevità e la facile reperibilità delle notizie in ogni momento. Purtroppo, soltanto il 37% degli intervistati ritiene le web news affidabili. Continua a leggere… »

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ott  09
2
alle 08:18
da sonia

Ultimo commento:

di Pier Luca Santoro il 01/1/70

Sonia, - purtroppo alle volte non riesco a spiegarmi. La prima frase era sarcastica; inizierò ...

Giornalismo

I media raccontano sempre meno il mondo

Intervento di Alisa Miller alla conferenza mondiale TED, per promuovere le idee innovative.


qui la versione sottotilata

La Ceo della Public Radio International spiega con grafici e statistiche alla mano perché, malgrado gli americani abbiano più fame di notizie, i media USA raccontino il mondo sempre meno e come questa tendenza possa influenzare il nostro modo di percepire l’ambiente esterno.

Un ottimo spunto di riflessione: se questo accade nei liberalissimi Stati Uniti D’America, per cause “finanziarie”, cosa succede, allora, con l’informazione dei paesi semi liberi, come il nostro? E come è cambiata la nostra visione del mondo? Corrisponde ancora alla realtà?

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giu  09
5
alle 01:02
da sonia

Giornalismo

Mumbai: il fondamentalismo e il terrore


La mattanza di Mumbai, i morti, le fiamme, i terroristi ragazzini con i loro mitra, visti dalla parte di chi deve informare, hanno messo a nudo la vecchiaia del sistema. Il giornale non faceva in tempo a mettere in pagina che era già sorpassato dai fatti. Le dirette televisive hanno dato immagini, tante, ma a distanza. Il racconto dei fatti questa volta ( non è la prima ma è sicuramente la più importante) è arrivato dai cittadini e dai blogger. Le informazioni, le voci in diretta, il costante up to date è venuto da chi, computer, cellulare, viocamerina,ha trasmesso via internet tutte le sfaccettature dell’attacco.
L’India e Mumbai per prima, sono la patria del citizen journalism. E lo hanno dimostrato.
Non voglio, evidentemente, da vecchio giornalista, nascondere o sottovalutare il lavoro che stanno facendo i colleghi sul campo o in redazione. Voglio solo sottolineare che questo fatto tragico di terrorismo globale, capace di colpire così senza preavviso in modo militare, organizzato, pianificando il terore e la morte, anzi sfruttandoli a fini di propaganda, dovrà obbligare l’informazione a rivedere strumenti e mezzi per fornire una informazione mirata e puntuale. Come ha sempre fatto e spero, continuerà a fare.

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nov  08
28
alle 02:25
da dilliar