Posts Taggati come ‘media’
Media responsabili del clima di xenofobia
Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana commenta così la ricera presentata dall’Osservatorio della Camera su razzismo.
Se tra i ragazzi circolano paura, ignoranza, stereotipi negativi, noi dell’informazione siamo chiamati direttamente in causa: per le tante volte in cui enfatizziamo singoli casi di cronaca; per le troppe volte in cui agli stessi reati diamo titoli e spazi molto diversi, a seconda che gli immigrati siano nella parte dei colpevoli o nella parte delle vittime. La ricerca conferma una volta di piu’ l’esigenza che il giornalismo italiano divenga piu’ consapevole degli effetti che sta producendo e cambi strada”.
(ASCA)
da sonia
Raccolta pubblicitaria: stampa ancora in perdita
Via Yahoo Finanza
Nel suo consuntivo 2009 Nielsen evidenzia che in Italia l’anno si chiude con una flessione degli investimenti in pubblicità del 13,4% a quota 8,51 miliardi di euro. Il dato di dicembre evidenzia invece un calo di soli 1,6 punti sul dicembre 2008 e invia un segnale di ripresa.
Nell’ultimo mese dello scorso anno i comparti della televisione, del cinema, della radio, di internet e altri ancora hanno registrato valori in crescita, mentre il trend dei quotidiano ha mostrato una flessione. Se in tutto l’anno la televisione (compresi i canali generalisti e satellitari) ha registrato un calo delle risorse pubblicitarie del 10,2% nel solo mese di dicembre il saldo con il dicembre precedente rivela invece una crescita del 2,5 per cento.
Il segmento della stampa rimane in forte affanno con un calo complessivo annuale del 21,6% in termini di raccolta pubblicitaria. Nello specifico perdono raccolta pubblicitaria i quotidiani a pagamento con una flessione del 16% complessiva; i quotidiani free press subiscono un danno maggiore dalla crisi con una contrazione del 26,6%. In difficoltà anche i periodici: perdono nell’anno il 28,7% dei loro investimenti pubblicitari.
A sorpresa il mese di dicembre rivela una crescita della radio del 24,6% dopo un anno in cui la flessione degli investimenti si è limitata al 7,7 per cento. Internet, infine, continua a crescere con saldo 2009 positivo del 5,1 per cento.
da sonia
La sesta “W”
“Dal popolo viola allo sciopero dei migranti: come new media e social network cambiano il giornalismo”. E’ questo il tema dell’incontro organizzato da LeRane, il prossimo 22 febbraio a Roma.
da sonia
Ultimo commento:
di Notizie dai blog su La sesta W dell’informazione il 01/1/70
Haiti: anche i media tra i beni di prima necessità
Quando si verifica un disastro umanitario come quello di Haiti, il flusso delle informazioni diventa di importanza vitale per le persone che hanno necessità di reperire cibo, medicine o mettersi in contatto con il loro cari.

fonte immagine: LaStampa
E’ in questa prospettiva che l’organizzazione internazionale per lo sviluppo dei media, Internews, sta disponendo sul territorio un team di specialisti per valutare il livello dei danni causati dal terremoto ai media che operavano sull’isola e in particolare nella capitale a Port-au-Prince.
Grazie anche alla donazione di 200mila dollari ricevuti da John S. and James L. Knight Foundation, nell’ultima settimana, 12 stazioni radio e un’emittente nazionale sono tornate a trasmettere. Continua a leggere… »
da sonia
Carcere per chi manifesta la libertà di espressione
Il Senatore del Pdl Raffaele Lauro propone un disegno di legge per introdurre, nel nostro ordinamento, il reato di istigazione e apologia dei delitti contro la vita e l’incolumita’ della persona, con l’aggravante per coloro che utilizzano strumenti informatici e telematici, come internet e in social network.
“Chiunque, comunicando con piu’ persone in qualsiasi forma, istiga a commettere uno o piu’ tra i delitti contro la vita e l’incolumita’ della persona, e’ punito, per il solo fatto dell’istigazione, con la reclusione da 3 a 12 anni. La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di uno o piu’ fra i delitti indicati. Se il fatto e’ commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica, la pena e’ aumentata”.
A parte le contraddizioni, di carattere strettamente normativo, ben evidenziate su blog più che autorevoli, come Punto-Informatico e l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, ciò che fa rabbrividire è la dichiarazione del senatore Lauro circa le motivazioni che lo hanno spinto ad avanzare una tale proposta. Continua a leggere… »
La dieta mediatica degli Italiani
La presentazione dell’8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione esordisce affermando: ” La diffusione dei nuovi media non ha penalizzato quelli già esistenti: nella società digitale i nuovi mezzi di comunicazione non sostituiscono i vecchi, anzi, affiancandosi ad essi, creano nuovi stimoli al loro impiego secondo la logica della moltiplicazione e integrazione”.
Ne è un buon esempio la radio la cui diffusione è cresciuta del 12,4% grazie anche ai molteplici mezzi attraverso cui si può ascoltare: lettori mp3, telefonino web.
Ciò a cui si sta assistendo è in vece un’evoluzione dei consumi mediatici, influenzati soprattutto da quella che viene definita la prima vera grande crisi vissuta dalla società digitale, in cui si rileva l’espansione dei media gratuiti e la sostanziale battuta d’arresto di quelli a pagamento (ad eccezione della Tv digitale). Continua a leggere… »
da sonia
Federal Trade Commissioni preoccupata dalle sorti dell’informazione
Nota, ormai, ai blogger per aver inasprito le regole in materia di buzz marketing e sponsorizzazioni, la Federal Trade Commission, tiene alta l’attenzione sull’informazione, non soltanto quella dei blog, a rischio di essere manipolati delle aziende interessate a farsi pubblicità sulla rete, ma anche e soprattutto da quella dei giornali e dei media più tradizionali, tanto da pensare di organizzare dei workshops dal tema “Come sopravviverà il giornalismo nell’era di Internet”.
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da sonia
Il primo europeo tra i “Predatori della libertà di stampa”
Reportes Sans Frontières ha stilato una lista dei “Predatori della libertà di stampa”, circa quaranta tra leader politici e organizzazioni paramilitari che si oppongono sistematicamnete alla libera circolazione delle informazioni, con metodi non proprio moderati.
Fra loro appaiono i russi Medvedev e Putin, il presidente iraniano Ahmadinejad, il libico Gheddafi e poi Mugabe, Hu Jintao. Tutti nomi di personalità che siamo abituati a riconoscere per la loro politica dittatoriale.
Purtroppo però il segretario generale di RSF Jean-François Julliard, in occasione della manifestazione di Roma dello scorso 3 Ottobre proprio in difesa della libertà di stampa, ha avvertito che anche l’Italia si trova ad un passo dall’essere inserita in quella lista a causa delle continue pressioni esercitate sui media dal nostro Presidente del Consiglio. Continua a leggere… »
da sonia






