Posts Taggati come ‘Internet’
La dieta mediatica degli Italiani
La presentazione dell’8° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione esordisce affermando: ” La diffusione dei nuovi media non ha penalizzato quelli già esistenti: nella società digitale i nuovi mezzi di comunicazione non sostituiscono i vecchi, anzi, affiancandosi ad essi, creano nuovi stimoli al loro impiego secondo la logica della moltiplicazione e integrazione”.
Ne è un buon esempio la radio la cui diffusione è cresciuta del 12,4% grazie anche ai molteplici mezzi attraverso cui si può ascoltare: lettori mp3, telefonino web.
Ciò a cui si sta assistendo è in vece un’evoluzione dei consumi mediatici, influenzati soprattutto da quella che viene definita la prima vera grande crisi vissuta dalla società digitale, in cui si rileva l’espansione dei media gratuiti e la sostanziale battuta d’arresto di quelli a pagamento (ad eccezione della Tv digitale). Continua a leggere… »
da sonia
Internet, spazio democratico per nativi digitali
I risultati dell’indagine Demos-Coop pubblicati oggi su Repubblica, confermano come attraverso le nuove tecnologie sia sempre più inscindibile il nesso tra informazione e democrazia, tra il tenersi al corrente su questioni di pubblico interesse e diventare per questo parte attiva della società. Difficilmente da quando è stato coniato il termine di Web 2.0, si potrà sentire qualcuno affermare “Non c’è niente che possa fare”; tutto ciò che accade ci riguarda da vicino. Esprimere anche solo un commento su un certo avvenimento o sulla vita politica del Paese ci rende immediatamente protagonisti e partecipi di quella vita. Continua a leggere… »
da sonia
Federal Trade Commissioni preoccupata dalle sorti dell’informazione
Nota, ormai, ai blogger per aver inasprito le regole in materia di buzz marketing e sponsorizzazioni, la Federal Trade Commission, tiene alta l’attenzione sull’informazione, non soltanto quella dei blog, a rischio di essere manipolati delle aziende interessate a farsi pubblicità sulla rete, ma anche e soprattutto da quella dei giornali e dei media più tradizionali, tanto da pensare di organizzare dei workshops dal tema “Come sopravviverà il giornalismo nell’era di Internet”.
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da sonia
Quotidiani francesi contro la crisi: “internet non prenderà il posto dei giornali “.
Voglio aprire un contest fra i lettori affinché cerchino di scoprire il significato recondito di una dichiarazione rilasciata ai media dal direttore di Le Figarò, Etienne Mugeotte, dopo l’annuncio della riorganizzazione della versione cartacea del quotidiano.
La notizia è stata diffusa dall’Ansa: Nella versione cartacea Le Figaro adotterà dal 21 settembre il formato “berlinese”, quello di Le Monde, e prevede una migliore qualità di stampa. La direzione assicura inoltre che la riduzione della quantità dei contenuti non supererà il 6% anche se i giornalisti temono che arriverà al 10%.
Fin qui nulla di eccezionale, ma perchè il direttore di Le Figarò, che aveva già rimodellatto la prima pagina del giornale ad immagine e somiglianza della sua versione online – nella speranza di attrarre almeno lo stesso numero di lettori del sito web piazzatosi primo tra i siti d’informazione più cliccati della Francia – affermando ” Il web non è il concorrente di un grande quotidiano, ma è il suo complemento indispensabile”, dichiara poi ” “internet non prenderà il posto dei giornali scritti, nei quali abbiamo una gerarchia di informazioni, una distinzione tra l’essenziale e l’accessorio”. Continua a leggere… »
da sonia
Internet: metà degli italiani non ha mai aperto una pagina web
E’ il dato rilevato dalla Commisione Europea in una relazione sulla competitività digitale.
Nel 2008 il 56% degli europei è divenuto un utilizzatore regolare di Internet, facendo così registrare un balzo in avanti di un terzo in più rispetto al 2004. Oggi più della metà delle famiglie e oltre l’80% delle aziende hanno una connessione a banda larga. “Si sta affacciando una nuova generazione di europei che padroneggiano il web e sono pronti ad applicarne le innovazioni”. E l’Italia? Continua a leggere… »
da sonia
Ultimo commento:
di Max il 01/1/70
Giornali, una specie in via di estinzione
Negli Stati Uniti si discute su come salvare i giornali e il giornalismo investigativo dalla crisi che li travolge. Dopo la chiusura del Rocky Mountain News, del Seattle Post-Intelligenser seguiti dal probabile fallimento del Boston Globe, si è riunita la sottocommissione al Senato delle Comunicazioni, della Tecnologia e di Internet, presieduta dal Senatore John Kerry, per valutare la proposta di legge, avanzata dal democratico Ben Cardin, di consentire ai quotidiani di operare come associazioni non-profit e, quindi, essere esonerati dal pagamento delle tasse sulle entrate pubblicitarie e sul fatturato conseguito con gli abbonamenti.
In questo modo i giornali verrebbero considerati come tutti gli istituti di formazione, le chiese, gli ospedali, le emittenti pubbliche che rientrano nell’ Internal Revenue Service del governo. Cardin ha chiarito che la legge non costituirebbe un paracadute per la carta stampata, ma un modo di preservare le testate locali.
Alcuni degli editori invitati a partecipare ai lavori della sotto-commissione, come Steve Coll – ex manager del Washington Post – e David Simon – produttore della serie televisiva “The Wire” – hanno avanzato delle serie obiezioni sulla proposta: non tutti i giornali accettaranno di cambiare il loro status in quello di associazioni non-profit e certamente un tale approccio non invoglierà le aziende editoriali a escogitare nuovi modelli economici per uscire dalla crisi. Continua a leggere… »
da sonia
Gli editori premono su Google
Prima lo hanno guardato con sospetto, lo hanno accusato di infrangere le leggi sul diritto d’autore, ma oggi con la caduta verticale della raccolta pubblicitaria e il passaggio all’online di quotidiani e settimanali cominciano a mettere in campo i lobbisti per fare pressioni. Di chi parlo ? Degli editori e di Google. Oggi, con abbondante ritardo, scoprono che i loro contenuti non sono sufficientemente valorizzati dal motore di ricerca più famoso al mondo. Si accorgono che gli algoritmi di BigG non premiano a sufficienza le notizie “originali”.
Ma cosa chiedono gli editori? Al centro dell’azione di lobbying – che vede protagonisti player quali ESPN, Business Week e lo stesso New York Times
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da dilliar
Ultimo commento:
di luciano offeso il 01/1/70
Internet: ancora due anni e poi ?
Entro due anni arriverà a saturazione il numero dei quattro miliardi di indirizzi internet attualmente disponibili e non sarà possibile crearne di nuovi se non si passerà alla nuova piattaforma Ipv6. Lo ha affermato Roberto Gaetano, vice presidente del Cda dell’Icann al seminario su “Internet del futuro”, promosso a Roma dalla Fondazione Ugo Bordoni. In vigore dal 1981, l’attuale protocollo degli indirizzi delle reti di Internet, l’Ipv4, consente di gestire fino a quattro miliardi di indirizzi di terminali, soglia – peraltro teorica – che secondo gli esperti sarà raggiunta entro un paio d’anni. Secondo Roberto Gaetano “l’Ipv6 porrebbe rimedio ai problemi dell’Ipv4, legati alla funzionalità di un protocollo ormai vecchio. Il fatto che l’autoconfigurazione e la sicurezza siano parte del nuovo protocollo”, ha detto il vice presidente del cda dell’ICANN, “permetterà inoltre di fornire soluzioni standard, senza il bisogno di inventare altre procedure”.”La strada è difficile”, ha sottolineato Nigel Titley, presidente del consiglio direttivo del Ripe Ncc, organismo europeo preposto alla gestione dei domini europei di Internet, “perché l’Ipv6 risolve problemi ma non produce nuove entrate per gli Isp. Ecco perché stenta a decollare”. Passare all’Ipv6 è però necessario, per evitare di arrivare ad una situazione in cui ci si muove spinti dalla necessità”.
Promotori del passaggio all’Ipv6 dovrebbero essere tutti i soggetti legati ad internet, dagli utenti finali ai service provider, ai governi.
da dilliar






