Posts Taggati come ‘intercettazioni’
E’ ancora allarme intercettazioni
Partita l’inchiesta di Trani sul caso Rai-Agcom, è probabile che il Governo intenda in tutti modi accelerare sul ddl intercettazioni, di cui si è molto discusso nei mesi scorsi per poi cadere in qualche modo nel dimenticatoio.
Ma come non ha mancato di ricordare Guido Scorza, esperto giurista, il ddl è già stato approvato dalla Camera dei Deputati e presto, molto presto – viste le necessita – si tornerà a votarlo in Senato “senza che nessun emendamento della maggioranza venisse presentato per sottrarre la Rete da questo nuovo pericoloso attacco alla libertà di informazione.” Continua a leggere… »
da sonia
Semplicemente notizie?
Come deve comportarsi un giornalista quando viene in possesso di informazioni “sensibili”, magari ottenute da fonti non del tutto lecite, la cui rivelazione potrebbe scatenare un putiferio?
La questione è vecchia almeno quanto lo è il mestiere del giornalista, ma si ripropone con maggior insistenza oggi che i media tradizionali si trovano a competere con blog o, ancora peggio, con i super tempestivi servizi di microblogging.
Ciò che nel passato sarebbe stato ad esclusivo arbitrio del cronista, oggi non lo è più: scegliere di non pubblicare una notizia significa cedere lo scoop alla Rete. Molto spesso la stampa è costretta ad abbassare i propri standard dietro l’idea che certi “confidential documents”, verrebbero pubblicati ugualmente; è questa l’analisi che Poynter Online fa del recente caso “Twitter-TechCrunch”. Continua a leggere… »
da sonia
Un giornata di rumoroso silenzio contro il ddl Alfano
Come è risaputo, il ddl intercettazioni ha subito una battuta d’arresto. L’esame al Senato del disegno di legge – che tra le altre cose prevede il carcere per i giornalisti che pubblicano notizie su inchieste giudiziarie e assoggetta tutti siti web all’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa – è stato rimandato a settembre. Lo stesso ministro della Giustizia, Alfano, lo ha ritenuto “non così urgente da dover essere approvato entro luglio”.
Ma questa legge, anche se dovesse ritornare nelle aule di palazzo Madama con qualche modifica, i blogger non l’hanno digerita e hanno deciso di scioperare ugualmente, proprio oggi che avrebbe dovuto essere discusso il ddl e anche senza la presenza della Federazione dei giornalisti. Anzi, grazie al coordinamento di Alessandro Gilioli, Enzo Di Frenna e Guido Scorza, attraverso il network Diritto alla Rete, hanno proprio dato il via al primo sciopero dei blogger che si sia mai tenuto al mondo.
Le adesioni online sono state una vera e propria valanga. Continua a leggere… »
da sonia
A proposito di intercettazioni e di informazione distorta
L’on. Giuseppe Giulietti interviene su Penne Digitali e sul sito di Articolo 21 sul tema della nuova legge sulle intercettazioni e sul pericolo che nel mondo dell’informazione, soprattutto televisiva, si affermi una sorta di censura preventiva.
Siamo sempre stati contrari ad ogni forma di via disciplinare al giornalismo e sempre lo saremo nei confronti di chiunque. Dobbiamo, tuttavia, rilevare che ogni qual volta un autore o un cronista prova ad illuminare uno dei tanti misteri italiani, immediatamente si alza un coro di mazzieri che chiede bavagli, provvedimenti disciplinari, espulsioni e sanzioni a carico di cronisti e di editori. Questo è anche il senso della legge bavaglio sull’intercettazione. Ogni qualvolta invece un giornale o un Tg decide addirittura di non dare una notizia di assoluto rilievo sociale
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Skype pronta a collaborare nella lotta alla mafia
La più nota società fornitrice di softwere VoIp, per effettuare le telefonate on line, si è detta disponibile a collaborare con Eurojust, l’unità di cooperazione giudiziaria europea, per contrastare la criminalità organizzata. In realtà, ancora non si conoscono i termini di questa collaborazione: Skype dovrebbe acconsentire a svelare gli algoritmi e i codici di criptazione che fino ad oggi hanno assicurato l’assoluta riservatezza delle conversazioni.
La questione nasce diverso tempo fa’, quando i magistrati si accorgono che le telefonate su Skype sono praticamente impossibili da intercettare a causa dei già citati codici e del sistema di autenticazione degli utenti, basato su password monouso generate ad ogni nuova comunicazione. Così, mentre in Italia si ci accapigliava sulle intercettazioni ambientali e volti più o meno noti finivano in prima pagina, i boss organizzavano i loro traffici: “Per quei due chili ne parliamo poi su Skype”.
da sonia






