Posts Taggati come ‘informazione’
A proposito di intercettazioni e di informazione distorta
L’on. Giuseppe Giulietti interviene su Penne Digitali e sul sito di Articolo 21 sul tema della nuova legge sulle intercettazioni e sul pericolo che nel mondo dell’informazione, soprattutto televisiva, si affermi una sorta di censura preventiva.
Siamo sempre stati contrari ad ogni forma di via disciplinare al giornalismo e sempre lo saremo nei confronti di chiunque. Dobbiamo, tuttavia, rilevare che ogni qual volta un autore o un cronista prova ad illuminare uno dei tanti misteri italiani, immediatamente si alza un coro di mazzieri che chiede bavagli, provvedimenti disciplinari, espulsioni e sanzioni a carico di cronisti e di editori. Questo è anche il senso della legge bavaglio sull’intercettazione. Ogni qualvolta invece un giornale o un Tg decide addirittura di non dare una notizia di assoluto rilievo sociale
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Come fanno in Francia
Ora per ora quello che succede a Gaza
Tutta l’informazione in un colpo d’occhio grazie al signor Marumushi. dal sito d’informazione rue89
da dilliar
L’informazione su internet batte la carta stampata
Secondo l’ultimo report di Pew Research Center, il 40 % del pubblico americano preferisce internet per informarsi, mentre solo il 35% resta ancorato al vecchio giornale di carta. La televisione, con il suo 70%, regna incontrastata, seppure in leggera flessione rispetto agli anni scorsi. Solo internet fa registrare una crescita poderosa, in termini di scelta e fiducia degli utenti, con un più 24% rispetto al settembre 2007.
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da dilliar
Ultimo commento:
di » Soltanto il 5% dei lettori pagarebbe per le notizie online-La Notizia Giusta il 01/1/70
Mumbai: il fondamentalismo e il terrore
La mattanza di Mumbai, i morti, le fiamme, i terroristi ragazzini con i loro mitra, visti dalla parte di chi deve informare, hanno messo a nudo la vecchiaia del sistema. Il giornale non faceva in tempo a mettere in pagina che era già sorpassato dai fatti. Le dirette televisive hanno dato immagini, tante, ma a distanza. Il racconto dei fatti questa volta ( non è la prima ma è sicuramente la più importante) è arrivato dai cittadini e dai blogger. Le informazioni, le voci in diretta, il costante up to date è venuto da chi, computer, cellulare, viocamerina,ha trasmesso via internet tutte le sfaccettature dell’attacco.
L’India e Mumbai per prima, sono la patria del citizen journalism. E lo hanno dimostrato.
Non voglio, evidentemente, da vecchio giornalista, nascondere o sottovalutare il lavoro che stanno facendo i colleghi sul campo o in redazione. Voglio solo sottolineare che questo fatto tragico di terrorismo globale, capace di colpire così senza preavviso in modo militare, organizzato, pianificando il terore e la morte, anzi sfruttandoli a fini di propaganda, dovrà obbligare l’informazione a rivedere strumenti e mezzi per fornire una informazione mirata e puntuale. Come ha sempre fatto e spero, continuerà a fare.
da dilliar
L’oppio dei popoli? L’informazione.
Chissà quando i quotidiani e i telegiornali cominceranno a fare una riflessione su quali servizi fare, su quale priorità dargli. Pensate che ancora oggi il conduttore televisivo di tg dice: ” e ora voltiamo pagina” per annunciare il cambio di argomento. Roba da giurassico.
Eppure già negli anni ‘70 negli Stati Uniti si diceva che la radio era la notizia, la tv le sue immagini e il quotidiano era l’informazione più ampia. Da noi questo concetto non è ancora arrivato. Continua ad vincere il principio dell’inzeppare più roba possibile. Ovvero l’enciclopedia della notizia! Eppure la presenza di nuovi media, internet in primis, dovrebbe aver insegnato qualche cosa. Che senso ha, per esempio, per i telegiornali, minimizzare il comportamento “pazzerello ed infantile” del nostro primo ministro a Trieste durante l’incontro ufficiale con il Cancelliere tedesco Angela Merkel ? Su tutta la rete era un susseguirsi di commenti. la radio lo aveva dato, Sky e il tg3 lo avevano dato con ampio risalto, mentre i tg serali di maggior ascolto, lo avevano messo tra le pieghe.
Ma,episodio a parte, c’è bisogno, secondo me, di pensare alla ri-costruzione di un sistema informativo integrato che superi il concetto degli Acta Diurna inaugurati da Giulio Cesare nel 70 aC.
Non più tutto il possibile dapertutto ma piuttosto ad un sistema-staffetta tra internet(l’immediatezza) la radio(subito dopo) e poi la tv quando c’è da vedere, quando ci sono le immagini, non il repertorio, e poi settimanali, mensili, approfondimenti. Ripensare il mestiere colleghi. Faticoso, certo, ma indispensabile. Altrimenti ci ritroveremo a scrivere per pochi affezzionati parenti, perchè i lettori se ne saranno andati.
da dilliar
L’Authority bacchetta i tg. E tutti se ne infischiano.
Mediaset e TG2 sono nel mirino dell’Authority per aver ampiamente superato, ma non solo loro, il limite del 33% da assegnare a maggioranza, minoranza e governo in carica. Vecchia regola del bilancino già diventata obsoleta visto e considerato che nasceva per tutlare i partiti all’interno delle coalizioni. Ma ora che i partiti sono diventati tre/quattro ha ancora un senso? Dunque, perfino la sonnacchiosa e distratta Authority è stata costretta a segnalre la distorsione: i telegiornali, tutti i telegiornali straparlano del governo, dei ministri, della maggiornza. E gli altri ? Briciole? Magari!
Facciamo qualche esempio significativo. Prendiamo le edizioni principali dei telegiornali, quelle che richiamano il maggior numero di ascoltatori. E prendiamo anche il “tempo di antenna”. Somma le parole del giornalista – che introduce un tema o un politico – alle parole del politico. A maggio, Studio Aperto dedica il 42,27% dello spazio al governo e un altro 18,22% al presidente del Consiglio. Al Tg5, il 28% è per Palazzo Chigi e un altro 15 per il premier. Il mese successivo – a giugno – Palazzo Chigi e premier superano quota 50%, sempre al Tg5.
A giugno 2008, il Tg2 assegna quasi il 32% all’esecutivo Berlusconi e un altro 14% a Berlusconi in persona. A luglio del 2008, il Tg4 non è poi così squilibrato con il governo, che ottiene uno spazio pari al 27%. Ma se poi sommiamo il 28,9 del Cavaliere, ecco superata la metà della torta disponibile.
Siamo a settembre ed esaminiamo tutte le edizioni dei telegiornali (pranzo e cena, le più importanti, ma anche quelle del mattino presto e della sera tardi). Nell’insieme dei notiziari Mediaset (Tg4, Tg5, Studio Aperto e TgCom), la maggioranza, il governo e Silvio Berlusconi sono sopra il 70%, mentre le opposizioni arrancano al 16,77%.
E i radicali? Hanno ottenuto 9 secondi al TG4,a maggio.E mentre il Partito Socialista risulta a zero secondi (sempre a maggio, in Rai), l’Udc di Casini potrà fare festa per il secondo, uno solo, che ottiene al Tg3 nel mese di maggio, per i tre secondi di agosto, per i 5 di settembre.
E fin quì abbiamo ragionato con la bilancia e con l’orologio. Ma come la mettiamo con la mistificazione nei contenuti? Con le dichiarazioni riportate senza domande, senza contraddittorio, senza tentare di farsi spiegare. Accettazione acritica, da registratore meccanico, non da giornalista.Vabbè che tutti teniamo famiglia, ma quando è troppo, è troppo.
da dilliar






