Posts Taggati come ‘Guardian’
Contenuti a pagamento, potrebbero arrestare la rivoluzione digitale
Via Internazionale
Secondo il direttore del Guardian, Alan Rusbridger, l’introduzione di sezioni a pagamento all’interno dei giornali online rappresenterebbe un vero fallimento.
Durante una lectio magistralis in onore del giornalista britannico Hugh Cudlipp, così si è espresso Rubridger: “Non è solo una tendenza digitale, è una tendenza che riguarda la società : come le persone si esprimono o come le società si organizzano riguardano un’idea nuova di democrazia e d’informazione, e una nozione molto cambiata di autorità . Se costruiamo un muro di contenuti a pagamento, vuol dire che ci tagliamo fuori da un mondo di contenuti che vengono condivisi. Forse ci possono essere delle ragioni commerciali per fare questo tipo di scelta, ma da un punto di vista editoriale significherebbe venir meno a uno dei motori principali del giornalismo. Continua a leggere… »
da sonia
Il Guardian diventa “local”
Si tratta ancora di un progetto in cantiere, ma il giornale britannico ha già annunciato che assumerà dei blogger per coprire la cronaca locale.
L’iniziativa si chiama Guardian Local e sarà lanciata a partire dal 2010 nelle città di Leeds, Cardiff e Edinburgh. “E’ un nuovo approccio sperimentale su piccola scala alla cronaca locale” spiega Emily Bell, direttore del settore sviluppo digitale Guardian News & Media. “Ci stiamo orientando per ora su tre città impegnate politicamente”.
Continua a leggere… »
da sonia
Salvare il giornalismo, non i giornali
Sembra prendere questa piega il dibattito degli ultimi giorni sulla crisi dei giornali e il futuro del giornalismo. Tutti gli interventi, da quello di Cory Doctorow , fondatore del blog Boing Boing, a Clay Shirky, professore alla New York University, all’immancabile Jaff Jarvis, concordano su un punto fondamentale: la società non ha bisogno di giornali, ma di giornalismo – per dirla come Shirky- oppure come Doctorow: alle persone interessa poco cosa succede ai grandi editori, alle persone interessa il giornalismo, non i giornali.
Si allunga la lista dei media che, sacrificando il “marchio”, tentando la strada delle Open Plataform: ultimo è il Guardian, dopo la Bbc e il NewYorkTimes, ad aprire i suoi data base per la libera fruizione dei contenuti attraverso l’utilizzo di API.
Continua a leggere… »
da sonia
Ultimo commento:
di robertino valentini il 01/1/70






