Posts Taggati come ‘google’
Pagare per lo scoop
Il direttore esecutivo Tom Curley, durante un incontro dell’Hong Kong Foreign Correspondents’ Club, ha fatto sapere che Associated Press sta considerando l’opportunità di creare dei pacchetti di contenuti premium da rilasciare in esclusiva a quei clienti dell’online che saranno disposti a pagare per battere la concorrenza sul tempo.
Si tratterebbe di notizie corredate di materiale multimediale e metadati che i portali potrebbero ricevere con un anticipo di 20 o 30 minuti rispetto agli altri siti. Non è ancora chiaro come potrebbe effettivamente funzionare il servizio, ma sembra che AP voglia un po’ scatenare la battaglia tra le più importanti aziende della Rete. Continua a leggere… »
da sonia
I contenuti a pagamento non funzionano
Botta e risposta tra Eric Schmidt e il magnate dell’informazione Rupert Murdoch.
Il Ceo di Google intervenendo alla Royal Televison Society Convention, ha dichiarato: “In generale questo tipo di modelli (pay per view) non ha funzionato per il consumo di un pubblico generalista, dal momento che esistono parecchie fonti gratuite. Questo significa che il valore marginale del pagamento non è giustificato in base al valore incrementale della quantità”. Continua a leggere… »
da sonia
Google tratti con gli editori italiani
A proposito del procedimento aperto dall’Antitrust contro il motore di ricerca per abuso di posizione dominante - così come era stato richiesto dalla Fieg – il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha praticamente dichiarato che è meglio che Google scenda a patti con gli editori italiani, gli conviene. Continua a leggere… »
da sonia
Fast Flip, Google fa pace con i giornali
Qualche giorno fa parlando di CheckOut, la piattaforma per i pagamenti che Google starebbe sviluppando per la Newspapers Association of America, avevamo insinuato che si trattasse soltanto di un tentativo della società di prendersi la sua fetta di mercato, nel caso che i micropagamenti avessero avuto successo, ma niente sostanzialemnte sarebbe cambiato nel suo rapporto con gli editori.
Nella documentazionei fatta pervenire alla NAA, e pubblicata in anteprima da Niemanlab, Google dichiarava il suo stesso scetticismo rispetto al paid-content. “We do not believe it will be the norm for accessing content”, riporta NiemanLab “Google’s document for the NAA also discusses publishers syndicating their content on third-party sites and sharing ad revenue, which sounds like what the Fair Syndication Consortium is proposing”.
E’ quindi nella spartizione dei guadagni che crede Google e dai suoi laboratori sforna il nuovissimo servizio Fast Flip: “letteralmente sfoglia veloce” spiega Massimo Sideri dal Corriere ” Cosa cambia rispetto a Google News?Sostanzialmente tutto. Continua a leggere… »
da sonia
Contenuti a pagamento: anche Google vuole la sua parte
Google sta sviluppando una piattaforma per i micropagamenti, pensata apposta per l’industria dell’informazione online. Lo proverebbe un documento sottoposto dalla società di Mountain View alla Newspaper Association of America, nell’ambito di una ricerca svolta da quest’ultima tra i le più importanti sturt up e compagnie IT, per riuscire a trovare le migliori soluzioni nell’ambito del paid-content.
Google starebbe, quindi, pensando ad un “ecosistema di contenuti premium” che includa abbonamenti a più siti, accesso alla ricerca e diverse opzioni di pagamento, tra cui i micropagamenti per accedere a singoli articoli. Un modello di business che si ispira molto a quello di iTunes e che sfrutterebbe una versione estesa della già esistente piattaforma Google CheckOut, servizio per i pagamenti online simile a PayPal.
Dalla compagnia dicono: “un web aperto è un beneficio per utenti ed editori, ma “aperto” non significa necessariamente gratuito. Continua a leggere… »
da sonia
Fair Use all’italiana
Dall’European Public Policy Blog a proposito di Google News Italia.
“E’ possibile che abbiate letto oggi sulla stampa italiana che l’Antitrust ci ha notificato un’indagine in relazione a Google News come conseguenza di una segnalazione della FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali). In questo momento stiamo rivedendo la notifica in dettaglio, ma nel frattempo abbiamo pensato che fosse utile fare chiarezza sul meccanismo con cui gli editori possono controllare i loro contenuti sul web.
Primo, l’obiettivo di Google News è sempre stato quello di mettere a disposizione prospettive diverse su una notizia e di portare i lettori di tutto il mondo sui siti degli editori. Noi non visualizziamo le notizie nella loro completezza, piuttosto il nostro approccio è simile a quello che adottiamo per la ricerca su web: mostriamo semplicemente il titolo della notizia, una o due righe di testo e poi il link al sito dell’editore. Insomma, giusto le informazioni utili perché il lettore sia invogliato a leggere l’intero articolo. Una volta che l’utente fa click sul link e viene reindirizzato all’articolo, sta all’editore decidere come trarre profitto dal contenuto. Il giornale può scegliere se far pagare il lettore per accedere all’intero articolo oppure può ospitare pubblicità sul proprio sito.
da sonia
A scuola di giornalismo con YouTube
Google ha inaugurato Reporters’ Center, il nuovo canale video di YouTube che raccoglie lezioni e consigli di giornalisti di fama internazionale, per aiutare i citizen journalists a diventare degli ottimi reporter.
Katie Couric della CBS News, Bob Woodward, vera e propria leggenda del giornalismo investigativo al Washington Post e altri nomi illustri del Pulitzer Center e dell’Associated Press, spiegano come condurre una buona intervista o un’indagine giornalistica, rilasciano preziosi suggerimenti per produrre una storia anche solo con il supporto del telefono cellulare. Continua a leggere… »
da sonia
Carta stampata: aumentano le vendite mentre si pensa a come gudagnare dalle news online
Ho definito la scelta della Newspapers Association of America, di pubblicare la rivista mensile Presstime solo su internet, un segnale chiaro del declino e, perchè no, della lenta scomparsa della carta stampata. Ho dovuto ricredermi leggendo il resoconto della conferenza Power of Print 2009, indetta dalla World Association of Newspapers, in questi giorni a Barcellona. Molto spesso per giudicare l’andamento del mercato si prendono in considerazione Europa e Stati Uniti, senza tenere conto dei paesi in via di sviluppo. In Africa, Asia e America Latina, le vendite di giornali risultano, in fatti, in crescita e rappresentano ancora il più autorevole tra i media.
Nel 2008 la vendita globale di giornali ha raggiunto una media di 539 milioni di copie al giorno, aggiungendo i 40 milioni di copie quotidiane di giornali gratuiti, la circolazione della carta stampata nel mondo è aumentata dell’1, 3%. La fonte di gudagno principale continua ad essere la publicità e anche se gli introiti sono diminuiti del 5%, la carta stampata continua ad assorbire il 37% degli annunci pubblicitari, contro il 10% di Internet, soprattutto Google e Yahoo.
E a proposito di portali internet Continua a leggere… »
da sonia






