Posts Taggati come ‘giornali’
Come riportare il giornalismo alle persone: tre semplici domande
Luca De Biase ,pubblica oggi sul suo blog un test per capire cosa veramente interessa alle persone quando si parla di giornalismo. Si tratta di tre semplici domande, ovviamente di carattere retorico, scritte con l’intento di provare a mettere un punto alla sterile rissa in atto tra editori, aggregatori, internet s.p.a. Una diatriba – sostiene – che certamente interessa soltanto chi i giornali li vende. Ma è veramente così? Cosa interessa alle persone del giornalismo?
Vi ripropongo il test lanciato da De Biase invitandovi a rispondere e commentare, magari aggiungendo altri quesiti, domande che vorreste si ponessero gli stessi editori/giornalisti prima intraprendere una battaglia di principi. Continua a leggere… »
da sonia
Time Inc., sognando un tablet
Una breve dimostrazione di come potremmo leggere i giornali in un prossimo futuro.
da sonia
Usa: Internet prima fonte di informazione
Via Lsdi
Una ricerca del Centro di studi americano Pew mostra che alla fine di questo primo decennio del XXI° secolo Internet ha sorpassato i giornali come fonte di informazioni nazionali e internazionali per il 42% degli adulti americani. Anche se la televisione resta ancora parecchio davanti (71%), pur se in declino (-11% in dieci anni). Continua a leggere… »
da sonia
Libri e giornali destinati all’estinzione
Alle Venice Sessions , dove ci si interroga sulle conseguenze del futuro, sembra si dia già per scontata la scomparsa definitiva della carta stampata, di qualunque genere essa sia. La domanda allora è: spariranno prima i libri o i giornali?
da sonia
Una tassa sull’Adsl
E’ la proposta di Carlo De Benedetti, per risollevare le sorti dell’editoria italiana. Ripartire tra generatori di contenuti e operatori telefonici il fatturato degli abbonamenti adsl, per sostenere – così come è avvenuto per la televisione, nel passaggio dall’analogico al digitale – il passaggio dei giornali dalla carta al web. Continua a leggere… »
da sonia
Paid-content, l’industria editoriale tenta il suicidio
Niemanlab ha rivelato il progetto discusso dagli editori americani durante l’ultimo incontro di Chicago. Si tratterebbe di una piattaforma di distribuzione delle notizie che funga da intermediario tra i siti d’informazione online e i proprietari dei contenuti, una sorta di cartello degli editori pensato in modo da non infastidire troppo l’Antitrust.
E’ un’idea che sostanzialmente conferma la teoria del “suicidio rituale” avanzata dal giornalista Dan Conover. Scrive sul blog Xark: il concetto di paid-content, sebbene possa sembrare ragionevole – le persone pagano per leggere notizie prodotte da professionisti – nasconde, invece, la pretesa che il pubblico perda la consuetudine alle notizie gratuite – consuetudine acquisita in dieci anni d’informazione libera sul web – in favore del profitto dell’industria editoriale. Continua a leggere… »
da sonia
Carta stampata: aumentano le vendite mentre si pensa a come gudagnare dalle news online
Ho definito la scelta della Newspapers Association of America, di pubblicare la rivista mensile Presstime solo su internet, un segnale chiaro del declino e, perchè no, della lenta scomparsa della carta stampata. Ho dovuto ricredermi leggendo il resoconto della conferenza Power of Print 2009, indetta dalla World Association of Newspapers, in questi giorni a Barcellona. Molto spesso per giudicare l’andamento del mercato si prendono in considerazione Europa e Stati Uniti, senza tenere conto dei paesi in via di sviluppo. In Africa, Asia e America Latina, le vendite di giornali risultano, in fatti, in crescita e rappresentano ancora il più autorevole tra i media.
Nel 2008 la vendita globale di giornali ha raggiunto una media di 539 milioni di copie al giorno, aggiungendo i 40 milioni di copie quotidiane di giornali gratuiti, la circolazione della carta stampata nel mondo è aumentata dell’1, 3%. La fonte di gudagno principale continua ad essere la publicità e anche se gli introiti sono diminuiti del 5%, la carta stampata continua ad assorbire il 37% degli annunci pubblicitari, contro il 10% di Internet, soprattutto Google e Yahoo.
EÂ a proposito di portali internet Continua a leggere… »
da sonia
Gli editori premono su Google
Prima lo hanno guardato con sospetto, lo hanno accusato di infrangere le leggi sul diritto d’autore, ma oggi con la caduta verticale della raccolta pubblicitaria e il passaggio all’online di quotidiani e settimanali cominciano a mettere in campo i lobbisti per fare pressioni. Di chi parlo ? Degli editori e di Google. Oggi, con abbondante ritardo, scoprono che i loro contenuti non sono sufficientemente valorizzati dal motore di ricerca più famoso al mondo. Si accorgono che gli algoritmi di BigG non premiano a sufficienza le notizie “originali”.
Ma cosa chiedono gli editori? Al centro dell’azione di lobbying – che vede protagonisti player quali ESPN, Business Week e lo stesso New York Times
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da dilliar
Ultimo commento:
di luciano offeso il 01/1/70






