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Giornalismo subordinato
Dopo il pacchetto di nomine varato il 20 giugno, Fnsi e UsigRai, firmano un comunicato congiunto contro la subordinazione RAI ai voleri della politica.
Secondo i due sindacati il comportamento degli amministratori “porta il segno offensivo di una decisione maturata fuori da viale Mazzini, con l’aggiunta del consueto scarso rispetto per le professionalità interne e con moltiplicazioni degli incarichi incompatibili con un’organizzazione razionale” e “contribuisce a rendere ancora più scuro il quadro dell’autonomia dell’informazione in Italia, già esposto ai rischi di una limitazione del diritto di cronaca con il ddl Alfano o alle reazioni minacciose nelle quali incorre il giornalismo che ancora si ostini a fare domande”.
Se c’è accordo nel condannare le modalità con cui sono stati scelti i direttori dei Tg e delle reti Rai, lo stesso non si può dire sul Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, varato dall’Autorità garante delle Comunicazioni, che ha visto il consenso dell’Ordine dei giornalisti, Fnsi, Rai, Mediaset ed emittenti radio tv. Il testo ha lo scopo di mettere un freno ai processi scimmiottati in tv o trasferiti impropriamente dalle aule di giustizia al piccolo schermo. Continua a leggere… »
da sonia
Non sono un giornalista, riporto ciò che vedo
A proposito della raggiunta un’intesa tra il sindacato dei giornalisti e la federazione degli editori, per il rinnovo del contratto, il Presidente della Fnsi ha dichiarato: “Certo, non è il livello massimo che volevamo raggiungere ma il livello massimo raggiungibile, in questo tempo”. Franco Siddi si riferisce alla congiuntura economica e non sarò certo io a contraddirlo – non sono nemmeno una giornalista in possesso del tesserino – mi limito a riportare ciò che vedo.
Vedo quale sia il livello massimo raggiungibile in un sistema dell’informazione come il nostro. Vedo giornali che stanno a galla solo grazie ai contributi statali; uno Stato dove aleggia un conflitto di interessi grande come i numeri della raccolta pubblicitaria di Publitalia. Tutti gli altri raccolgono le rimanenze cercando di non pestarsi i piedi.
E siccome nessuno sputerebbe nel piatto in cui mangia, diventa difficile anche fare il mestiere del giornalista, a meno che il tuo nome non sia conteso dai grandi industriali. Continua a leggere… »
da sonia
Ultimo commento:
di Val Tidone il 01/1/70
L’informazione che andrebbe adottata
Secondo uno studio condotto dall’associazione Articolo21, risulta che il tempo dedicato dai tg di Rai, Mediaset e La7, alle notizie di cronaca nera, cronaca giudiziaria e criminalità organizzata è passato dal 10,4% dei telegiornali del 2003, al 23,7% di quelli del 2007. In pratica, negli ultimi 5 anni lo spazio per questo genere di notizie si è raddoppiato.
Inversamente proporzionale è invece quello dedicato alle crisi umanitarie: sul rapporto annuale di Medici Senza Frontiere, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, si evince come negli ultimi anni le notizie sulle crisi, date dai tg delle reti nazionali, si siano ridotte dal 10% del totale delle notizie nel 2006, all’8% nel 2007 fino al 6% (4.901 notizie su un totale di 81.360) nel 2008. Il rapporto, conferma la tendenza, da parte dei nostri media, a parlare di contesti di crisi soprattutto laddove riconducibili a eventi e/o personaggi italiani o comunque occidentali.
Allora, sappiamo tutto, ma proprio tutto di Alberto Stasi, della casa di Cogne, della maglietta di Amanda, Continua a leggere… »
da sonia
La coda di Matrix
«Sconcertate», «inconcepibile», «grave caduta delle buone pratiche». La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi, il sindacato dei giornalisti) si schiera con i colleghi Silvia Brasca e Roberto Pavone ( e anche tutta la redazione di Communicagroup, se serve ribadirlo) per la lettera di richiamo inviata da Mediaset ai due giornalisti di Matrix che avevano sollevato perplessità sul comportamento di Mediaset sul caso Mentana. L’Fnsi chiede il ritiro della contestazione disciplinare. «La Fnsi è vicina ai colleghi, ne rivendica il diritto di espressione salvaguardato dalla Costituzione, dalle leggi e dalla disciplina del lavoro. Il dissenso sulle scelte opinabili non può essere compresso, né oggetto di censura o ritorsioni. A Mediaset la Fnsi chiede il ritiro della lettera di contestazione disciplinare e di voler evitare uno spiacevole, ingiustificato scontro».
da dilliar






