Posts Taggati come ‘Fieg’
Google tratti con gli editori italiani
A proposito del procedimento aperto dall’Antitrust contro il motore di ricerca per abuso di posizione dominante - così come era stato richiesto dalla Fieg – il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha praticamente dichiarato che è meglio che Google scenda a patti con gli editori italiani, gli conviene. Continua a leggere… »
da sonia
Fieg contro Google a danno dei piccoli editori
Secondo il vicepresidente dell’Anso, l’Associazione nazionale stampa online, dietro l’iniziativa della Fieg di segnalare Google News all’Antitrust per abuso di posizione predominante, si nasconde una velata volontà di danneggiare la concorrenza.
Betto Liberati, commentando l’istruttoria avviata dal Garante della Concorrenza nei confronti della società che gestisce l’aggregatore di notizie, ha dichiarato: “Colpire Google News vuol dire rendere l’informazione meno libera e pluralista, danneggiando i piccoli editori locali, che spesso propongono sul web notizie ignorate dai mezzi d’informazione classici o che non sempre trovano adeguata risonanza. Continua a leggere… »
da sonia
Fair Use all’italiana
Dall’European Public Policy Blog a proposito di Google News Italia.
“E’ possibile che abbiate letto oggi sulla stampa italiana che l’Antitrust ci ha notificato un’indagine in relazione a Google News come conseguenza di una segnalazione della FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali). In questo momento stiamo rivedendo la notifica in dettaglio, ma nel frattempo abbiamo pensato che fosse utile fare chiarezza sul meccanismo con cui gli editori possono controllare i loro contenuti sul web.
Primo, l’obiettivo di Google News è sempre stato quello di mettere a disposizione prospettive diverse su una notizia e di portare i lettori di tutto il mondo sui siti degli editori. Noi non visualizziamo le notizie nella loro completezza, piuttosto il nostro approccio è simile a quello che adottiamo per la ricerca su web: mostriamo semplicemente il titolo della notizia, una o due righe di testo e poi il link al sito dell’editore. Insomma, giusto le informazioni utili perché il lettore sia invogliato a leggere l’intero articolo. Una volta che l’utente fa click sul link e viene reindirizzato all’articolo, sta all’editore decidere come trarre profitto dal contenuto. Il giornale può scegliere se far pagare il lettore per accedere all’intero articolo oppure può ospitare pubblicità sul proprio sito.
da sonia
Crisi dei giornali: le proposte di rilancio della Fieg
Il futuro della carta stampata, delineato dal presidente Carlo Malinconico all’assemblea annuale della Fieg, supportato dai dati del rapporto La Stampa in Italia 2006-2008, non è per niente roseo: “si rileva un aumento delle perdite del 100% ed una contrazione degli utili del 30%. È facile prevedere che i numeri peggioreranno ulteriormente nel 2009 se solo consideriamo che gli investimenti pubblicitari sui quotidiani nei primi due mesi di quest’anno sono diminuiti in media del 25%, con punte anche del 60% in alcuni giornali locali”.
Ancora più desolanti sono le proposte di rilancio del settore: un grido di aiuto all’insegna di ancora fondi, finanziamenti e crediti. Infatti, alla proposta del ministro Bonaiuti di istitiuire gli Stati Generali dell’editoria, accolta con interesse dagli editori, Malinconico ha risposto ricordando come in Francia la stessa iniziativa è stata accompagnata da un aumento del sostegno pubblico al settore “valutabile in circa 200 milioni di euro all’anno per i prossimi tre anni”. Continua a leggere… »
da sonia
Non sono un giornalista, riporto ciò che vedo
A proposito della raggiunta un’intesa tra il sindacato dei giornalisti e la federazione degli editori, per il rinnovo del contratto, il Presidente della Fnsi ha dichiarato: “Certo, non è il livello massimo che volevamo raggiungere ma il livello massimo raggiungibile, in questo tempo”. Franco Siddi si riferisce alla congiuntura economica e non sarò certo io a contraddirlo – non sono nemmeno una giornalista in possesso del tesserino – mi limito a riportare ciò che vedo.
Vedo quale sia il livello massimo raggiungibile in un sistema dell’informazione come il nostro. Vedo giornali che stanno a galla solo grazie ai contributi statali; uno Stato dove aleggia un conflitto di interessi grande come i numeri della raccolta pubblicitaria di Publitalia. Tutti gli altri raccolgono le rimanenze cercando di non pestarsi i piedi.
E siccome nessuno sputerebbe nel piatto in cui mangia, diventa difficile anche fare il mestiere del giornalista, a meno che il tuo nome non sia conteso dai grandi industriali. Continua a leggere… »
da sonia
Ultimo commento:
di Val Tidone il 01/1/70






