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Giornalismo hi-tech: se la notizia passa da Twitter
Siamo tutti d’accordo sul fatto che siamo nel pieno di una vera e propria rivoluzione tecnologica. Un cambiamento epocale che in particolare, sta trasformando in modo radicale il modo di fare giornalismo. Sempre più infatti il mestiere di raccontare le notizie va a braccetto con la tecnologia utilizzata per farlo. Contenuto e contenente diventano sempre più simbiotici, e l’uno senza l’altro rischia di essere inservibile. Ultimo esempio in ordine di tempo è quanto accaduto a Teheran, dove grazie all’ultima delle creature nate in Internet, Twitter, è stato possibile raccontare tutto quello che gli ayatollah avevano negato con la censura ai giornalisti stranieri accreditati. Per qualche giovane dimostrante iraniano è stato sufficiente avere un telefonino per poter
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da dilliar
Ultimo commento:
di Sasha il 01/1/70
Da YouTube a Facebook, la censura diffusa
Mi ero quasi – sottolineo quasi – abituata alle notizie sui politici che almeno una volta al mese presentano una legge per controllare la Rete – questo covo di pirati eversivi e pedofili - ma che siano gli stessi social network a censurare i contributi degli utenti mi lascia davvero perplessa.
Le prime segnalazioni arrivano sul blog di Vittorio Zambardino che racconta di come il giornalista antimafia Nino Randisi si sia visto da sparire da sotto gli occhi la sua pagina di Facebook. Pare fosse a causa di un difetto di software, e l’appello di Giacomo di Girolamo “Io per il terremoto non do’ un euro”, allora, che fine ha fatto?
Forse del terremoto in Abruzzo non si può parlare, perchè allo stesso modo da YouTube sparisce uno dei video di Claudio Messora: “Giuliani l’uomo che ci salvò la vita”. Ecco cosa scrive sul suo sito:
da sonia
Terremoto in Abruzzo: la paura in diretta sul web
Sentire le parole di questa donna, nel video, mi ha fatto rabbrividire. “Almeno faccia una cosa buona: venga ad illuminare”, ecco qual’è l’utilità dell’occhio indiscreto della telecamera. Eppure, i cronisti fanno il loro mestiere ed è sempre difficile stabilire il limite tra il racconto e il rispetto, la discrezione per il dolore altrui.
da sonia
Internet, D’alia, i senatori e i social network
Non so ancora se provare tristezza, pietà , rammarico, imbarazzo, per certi personaggi della nostra politica che come molte persone pontificano su ciò che non sanno. Allora, il Presidente dei senatori UdC Giampiero D’Alia ha presentato un emendamento, approvato dal Senato, al disegno di legge sulla sicurezza che prevede la repressione dei casi di apologia e incitamento via internet di associazioni mafiose, criminose, eversive, terroristiche, oltre che di violenza sessuale, discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale e religioso. Lo ha reso noto lo stesso D’Alia.”In caso di accertata apologia o incitamento, il ministro dell’Interno – si legge nel testo – dispone con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando ai fornitori di servizi di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine, applicando sanzioni pecuniarie per gli inadempienti». «In questo modo – commenta D’Alia – diamo concretezza alle nostre iniziative per ripulire la rete, e in particolare il social network «Facebook», dagli emuli di Riina, Provenzano, delle Br, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri cattivi esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio”.
Ancora una volta dunque non si capisce la portata della rete. Non si capisce e non si conosce il significato della parola “cache”. Si crede che tutto sia risolvibile con una ordinaria operazione di sequestro come se si trattasse di un reato a mezzo stampa. Ma insomma, perdiana, i nostri politici si circondano di consulenti, consiglieri, portaborse tutti lautamente pagati, possibile che non ci sia nessuno in grado di spiegarlgli che ha scritto delle corbellerie e che il senato ha approvato una norma difficilmente applicabile ? Oppure gli basta il gesto? E così tornerà a casa stasera, orgoglioso e dirà alla mogle: ” Fatto!”
da dilliar
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di MAURIZIO il 01/1/70






