Posts Taggati come ‘editori’
Conseguenze del pay per content
Roberto Venturini -giornalista/blogger, esperto di Internet Marketing – prova a delineare un possibile scenario in cui tutti gli editori si mettono d’accordo per costringerci a pagare i contenuti online:
“Probabilmente sopravviverebbe la free press” ipotizza Venturini “resterebbero probabilmente gratuiti i giornali fortemente ideologizzati, sostenuti da affiliati al movimento o da partiti. Molti utenti lascerebbero il sito e non comprerebbero le notizie, riducendo il bacino del giornale e quindi le opportunità per gli inserzionisti. Pensare di svuotare internet per riportare vendite verso carta e tv sarebbe una mossa tremendamente antistorica”. Continua a leggere… »
Come riportare il giornalismo alle persone: tre semplici domande
Luca De Biase ,pubblica oggi sul suo blog un test per capire cosa veramente interessa alle persone quando si parla di giornalismo. Si tratta di tre semplici domande, ovviamente di carattere retorico, scritte con l’intento di provare a mettere un punto alla sterile rissa in atto tra editori, aggregatori, internet s.p.a. Una diatriba – sostiene – che certamente interessa soltanto chi i giornali li vende. Ma è veramente così? Cosa interessa alle persone del giornalismo?
Vi ripropongo il test lanciato da De Biase invitandovi a rispondere e commentare, magari aggiungendo altri quesiti, domande che vorreste si ponessero gli stessi editori/giornalisti prima intraprendere una battaglia di principi. Continua a leggere… »
da sonia
Google, una nuova piattaforma per le news
Google sta per lanciare una piattaforma parallela per Google News. La decisione, apprende l’ADNKRONOS, dovrebbe essere annunciata nelle prossime ore. In pratica si tratta della conseguenza pratica dell’istrutturia avviata nell’agosto scorso dall’Antitrust italiana nei confronti di Google per abuso di posizione dominante nei confronti degli editori. Continua a leggere… »
da sonia
Paid-content, l’industria editoriale tenta il suicidio
Niemanlab ha rivelato il progetto discusso dagli editori americani durante l’ultimo incontro di Chicago. Si tratterebbe di una piattaforma di distribuzione delle notizie che funga da intermediario tra i siti d’informazione online e i proprietari dei contenuti, una sorta di cartello degli editori pensato in modo da non infastidire troppo l’Antitrust.
E’ un’idea che sostanzialmente conferma la teoria del “suicidio rituale” avanzata dal giornalista Dan Conover. Scrive sul blog Xark: il concetto di paid-content, sebbene possa sembrare ragionevole – le persone pagano per leggere notizie prodotte da professionisti – nasconde, invece, la pretesa che il pubblico perda la consuetudine alle notizie gratuite – consuetudine acquisita in dieci anni d’informazione libera sul web – in favore del profitto dell’industria editoriale. Continua a leggere… »
da sonia
Notizie a pagamento: la reazione degli editori italiani
Il Sole 24 Ore ha raccolto l’opinione dei manager di alcuni importanti gruppi editoriali italiani, a proposito delle intenzioni di Murdoch di far pagare l’accesso alle testate online della News Corporation. Avrebbe successo questo sistema in italia? Riuscirebbe a risollevare le sorti dei nostri giornali? Ecco cosa ne pensano:
Antonello Perricone, Rcs
Per ora da noi la questione non si pone Stiamo ancora lavorando sul modello di business, certo è che quello che ora dice Murdoch testimonia che nell’editoria la trasformazione è più veloce e profonda di quanto si pensa.
Lorenzo Pellicioli, De AgostiniÂ
Su internet il business model pubblicitario funziona, invece quello a pagamento finora è fallito. Se Murdoch pensa al Wsj come paradigma di un’informazione specializzata allora il discorso può funzionare. Ma l’informazione generalista la daranno gratuitamente i blog che hanno la pubblicità come sola forma di finanziamento.
Marco Benedetto, ex ad gruppo Espresso Continua a leggere… »
da sonia
Carta dei diritti degli autori sugli editori
Frontiere Digitali - organizzazione per la promozione del libero accesso alla cultura e all’informazione – insieme con Isotype e Free hardware foundation, stanno provando a stilare, una Carta dei Diritti degli autori sugli editori, ispirandosi al documento già diffuso da Scott McCloud, fumettista statunitense, che ha dato battaglia allo strapotere contrattuale degli editori con il suo “Bill of Rights for Comics Creators” .
Eccone alcuni passaggi fondamentali: Continua a leggere… »
da sonia
Gli editori premono su Google
Prima lo hanno guardato con sospetto, lo hanno accusato di infrangere le leggi sul diritto d’autore, ma oggi con la caduta verticale della raccolta pubblicitaria e il passaggio all’online di quotidiani e settimanali cominciano a mettere in campo i lobbisti per fare pressioni. Di chi parlo ? Degli editori e di Google. Oggi, con abbondante ritardo, scoprono che i loro contenuti non sono sufficientemente valorizzati dal motore di ricerca più famoso al mondo. Si accorgono che gli algoritmi di BigG non premiano a sufficienza le notizie “originali”.
Ma cosa chiedono gli editori? Al centro dell’azione di lobbying – che vede protagonisti player quali ESPN, Business Week e lo stesso New York Times
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da dilliar
Ultimo commento:
di luciano offeso il 01/1/70
Crisi dei giornali: da Google l’ultima minaccia
 Qualche giorno fa Google ha fatto sapere che inizierà a testare i link sponsorizzati anche all’interno del suo servizio di news. Dopo l’annuncio, tra gli editori si è diffuso lo stato di allerta: in un momento in cui i proventi pubblicitari sono in caduta libera, internet rappresentava ancora una speranza, ma se Google News inserisce la pubblicità , sarà quasi ovvio tutto l’interesse degli inserzionisti ad orientare gli investimenti verso un sito con un bacino di utenze così immensamente vasto.
C’è chi parla di concorrenza sleale, perchè Google News non è un sito di informazione, ma un semplice aggregatore di notizie che, sulla base di algoritmi, raccoglie ed indicizza articoli da altre fonti e fornisce link verso i loro siti. Adesso, tra tutti questi link, sarà possibile vedere anche quelli sponsorizzati: Continua a leggere… »
da sonia






