Posts Taggati come ‘contenuti a pagamento’
Sparire o violare l’anti-trust, il dilemma Murdoch
Ancora lui e ancora un altro annuncio che ha il tono di una minaccia: molto presto le testate online della News Corp saranno rese invisibili agli spider di Google, ma solo quando partirà il piano per l’accesso a pagamento – com’è noto – rimandato a data da destinarsi.
Inutile dilungarsi nuovamente su quanto sia errata questa scelta e come denoti una visione antiquata dei lettori, ma il lancio continuo di questi messaggi, da parte di un grande vecchio come Murdoch, potrebbe celare duplici finalità Continua a leggere… »
da sonia
Il successo di un sito a pagamento
Secondo le anticipazioni del bollettino ufficiale dell’Audit Bureau of Circulations, l’agenzia che attesta le vendite dei giornali americani, il Wall Street Journal si trova al primo posto tra i quotidiani più diffusi negli Stati Uniti.
Il quotidiano finanziario di proprietà di Ruperth Murdoch ha superato il popolare Usa Today, da anni in cima alle classifiche delle vendite. Ma più che un’ avanzata del Wsj, fermo complessivamente sui due milioni di copie, il cambio al vertice è da attribuire a una calo delle vendite di Usa Today, arretrate del 17% pari a 1,88 milioni. Continua a leggere… »
da sonia
I contenuti a pagamento non funzionano
Botta e risposta tra Eric Schmidt e il magnate dell’informazione Rupert Murdoch.
Il Ceo di Google intervenendo alla Royal Televison Society Convention, ha dichiarato: “In generale questo tipo di modelli (pay per view) non ha funzionato per il consumo di un pubblico generalista, dal momento che esistono parecchie fonti gratuite. Questo significa che il valore marginale del pagamento non è giustificato in base al valore incrementale della quantità ”. Continua a leggere… »
da sonia
Paid-content, l’industria editoriale tenta il suicidio
Niemanlab ha rivelato il progetto discusso dagli editori americani durante l’ultimo incontro di Chicago. Si tratterebbe di una piattaforma di distribuzione delle notizie che funga da intermediario tra i siti d’informazione online e i proprietari dei contenuti, una sorta di cartello degli editori pensato in modo da non infastidire troppo l’Antitrust.
E’ un’idea che sostanzialmente conferma la teoria del “suicidio rituale” avanzata dal giornalista Dan Conover. Scrive sul blog Xark: il concetto di paid-content, sebbene possa sembrare ragionevole – le persone pagano per leggere notizie prodotte da professionisti – nasconde, invece, la pretesa che il pubblico perda la consuetudine alle notizie gratuite – consuetudine acquisita in dieci anni d’informazione libera sul web – in favore del profitto dell’industria editoriale. Continua a leggere… »
da sonia






