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Abruzzo: il terremoto e l’informazione negata
Questo blog da tempo porta avanti la sua personale battaglia per promuovere la libertà di informazione. A maggior ragione in un momento in cui in maniera più o meno velata, si intende mettere un neanche tanto velato bavaglio alla circolazione delle notizie.
Lo fa quotidianamente il presidente del Consiglio, affermando che tutto va bene e che nessuno scandalo metterà in discussione il suo governo. Anzi, sono sfasciti quei giornalisti che si ostinano a dare notizie sulla realtà , perché il loro unico scopo è deprimere l’opinione pubblica. Affermazioni condite da minacce esplicite di sospendere la pubblicità a quegli organi di stampa che si ostinano a parlare di veline e crisi. E più si cerca di mettere a tacere i fatti, più questi, in maniera paradossale, sgorgano in maniera incontrollata.
Ultima notizia in ordine di tempo, l’incontro a cena che avrebbe coinvolto ancora un volta il premier e un noto esponente della Corte costituzionale, che tra qualche tempo sarà chiamato a pronunciarsi sulla costituzionalità del Lodo Alfano. Un incontro che in un qualsiasi altro Paese avrebbe fatto indignare l’intera opinione pubblica. In Italia invece ancora una volta parlarne, raccontarne i dettagli, fare insomma il mestiere di giornalista diventa quantomai inopportuno. L’ultimo segnale negativo in questo senso, e ci spiace molto doverlo sottolineare, è arrivato ieri dal Presidente della Repubblica, che in un accesso di criticabile buonismo ha esortato tutti, politici e giornalisti, ad evitare polemiche fino al G8, quasi che le notizie e una corretta informazione, siano una sorta di servizio di corrente elettrica che si può interrompere quando e come si crede, con un clic di interruttore. Continua a leggere… »
da admin
Ultimo commento:
di Massimo Marchini il 01/1/70
L’informazione che andrebbe adottata
 Secondo uno studio condotto dall’associazione Articolo21, risulta che il tempo dedicato dai tg di Rai, Mediaset e La7, alle notizie di cronaca nera, cronaca giudiziaria e criminalità organizzata è passato dal 10,4% dei telegiornali del 2003, al 23,7% di quelli del 2007. In pratica, negli ultimi 5 anni lo spazio per questo genere di notizie si è raddoppiato.
Inversamente proporzionale è invece quello dedicato alle crisi umanitarie: sul rapporto annuale di Medici Senza Frontiere, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, si evince come negli ultimi anni le notizie sulle crisi, date dai tg delle reti nazionali, si siano ridotte dal 10% del totale delle notizie nel 2006, all’8% nel 2007 fino al 6% (4.901 notizie su un totale di 81.360) nel 2008. Il rapporto, conferma la tendenza, da parte dei nostri media, a parlare di contesti di crisi soprattutto laddove riconducibili a eventi e/o personaggi italiani o comunque occidentali.
Allora, sappiamo tutto, ma proprio tutto di Alberto Stasi, della casa di Cogne, della maglietta di Amanda, Continua a leggere… »
da sonia






