Archivi della categoria ‘rai’
Nelle televisioni italiane vietato parlare di tv
Che ci attendesse un autunno caldo in qualche modo lo sospettavo, ma tornare dalle vacanze e trovare questa notizia è a dir poco sconfortante. La Rai ha rifiutato il trailer del film di Erik Gandini, Videocracy, che ricostruisce la storia di Mediaset e, in particolare, i cambiamenti che le tv commerciali hanno provocato nel nostro paese.
Ebbene, la Fandango di Domenico Procacci, si è vista recapitare una lettera da Viale Mazzini in cui si asserisce che “il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto”.
Secondo quanto riportato da Procacci la censura dello spot viene così motivata: “Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata”, non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che “attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso”. Continua a leggere… »
da sonia
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di Fabio Pari il 01/1/70
Tivù Sat, dov’è la convenienza?
Dice Sergio Zavoli, l’avvio di Tivù piattaforma satellitare gratuita nata dall’accordo tra Rai, Mediaset e La 7 ”rafforza il duopolio televisivo con prevalente potere a Mediaset”. ”Mi pare che l’identita’ del servizio pubblico rischi di essere cancellata”.
La scelta del cda Rai di ritirare dalla piattaforma Sky i canali Rai Sat a favore di una società che vede tra gli azionisti un’azienda della famiglia Berlusconi, la dice lunga su quale sia oggi l’identità della televisione pubblica. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai durante l’audizione del vice, Giancarlo Leone, e del presidente Rai, Paolo Garimberti, ha chiesto dove sia la convenienza di tale scelta.
Così facendo la Rai non solo contravviene al contratto di servizio con il Governo che la obbliga a trasmettere su tutte le piattaforme, perde i milioni di abbonati che guardano le trasmissioni tramite Sky, abbligandoli ad acquistare un nuovo decoder, e affossa una programmazione televisiva che ha rappresentato l’eccellenza dell’azienda. Tutto per una guerra tra televisioni commerciali che niente hanno (dovrebbero avere) a che vedere con l’offerta di un servizio pubblico. Continua a leggere… »
da sonia
Teste di gatto
Antonio Balducci, autore di questo servizio è stato sospeso dal Tg3.
da sonia
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di Ghibellino1943 il 01/1/70
Minzolini, in diretta, stronca il minzolinismo
Ma come è possibile che l’uomo che ha inventato uno stile professionale unico e particolare, al punto che tale forma di giornalismo ha preso il suo stesso nome, oggi la ripudi pubblicamente e senza neanche una parola di spiegazione? Augusto Minzolini, neo-direttore del Tg1 è apparso ieri sera in video per dire che l’informazione seria non si fa sulla base di “chiacchiericci” (sua parola testuale), ed è per questo che per giorni ha tenuto fuori dal suo autorevole giornale le notizie riguardanti il premier Berlusconi, e i presunti (presunti?) festini a base di escort e veline che si sarebbero tenuti presso due sue residenze ufficiali: Villa Certosa in Sardegna e Palazzo Grazioli a Roma. Ma come è possibile che l’inventore del minzolinismo, “forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte” (traduciamo: chiacchiericci) secondo una delle più autorevoli definizioni, improvvisamente si sia ravveduto sulla strada di Saxa Rubra e abbia deciso di dare solo notizie ammantate di ufficialità? Per anni abbiamo letto i retroscena di questo ottimo giornalista che
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da admin
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di Petzi Bear il 01/1/70
A proposito di intercettazioni e di informazione distorta
L’on. Giuseppe Giulietti interviene su Penne Digitali e sul sito di Articolo 21 sul tema della nuova legge sulle intercettazioni e sul pericolo che nel mondo dell’informazione, soprattutto televisiva, si affermi una sorta di censura preventiva.
Siamo sempre stati contrari ad ogni forma di via disciplinare al giornalismo e sempre lo saremo nei confronti di chiunque. Dobbiamo, tuttavia, rilevare che ogni qual volta un autore o un cronista prova ad illuminare uno dei tanti misteri italiani, immediatamente si alza un coro di mazzieri che chiede bavagli, provvedimenti disciplinari, espulsioni e sanzioni a carico di cronisti e di editori. Questo è anche il senso della legge bavaglio sull’intercettazione. Ogni qualvolta invece un giornale o un Tg decide addirittura di non dare una notizia di assoluto rilievo sociale
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Premio Ilaria Alpi: domani serata conclusiva con l’annuncio dei vincitori
Domani si terrà presso il Palazzo dei congressi di Riccione la serata conclusiva del premio giornalistico Ilaria Alpi, giunto al suo quindicesimo anno di vita. Anche per questa edizione del 2009 sono state numerose e in crescita le partecipazioni. Sono stati infatti ben 271 i giornalisti candidati nelle varie categorie, 175 uomini e 96 donne, con 233 servizi che sono passati al vaglio della giuria. Una giuria, presieduta anche quest’anno da Italo Moretti, che tra i componenti ha visto tra gli altri la presenza di Luca Ajroldi, Paolo Meucci, Roberto Morrione e Andrea Vianello. Come già avvenuto nelle passate edizioni, anche quest’anno i giurati sono stati chiamati ad esprimere il proprio giudizio su un numero rilevante di reportage e servizi provenienti non solo dall’Italia, ma da tutto il mondo. Le tre giornate conclusive dedicate al premio si sono aperte
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da admin
Giornalismo subordinato
Dopo il pacchetto di nomine varato il 20 giugno, Fnsi e UsigRai, firmano un comunicato congiunto contro la subordinazione RAI ai voleri della politica.
Secondo i due sindacati il comportamento degli amministratori “porta il segno offensivo di una decisione maturata fuori da viale Mazzini, con l’aggiunta del consueto scarso rispetto per le professionalità interne e con moltiplicazioni degli incarichi incompatibili con un’organizzazione razionale” e “contribuisce a rendere ancora più scuro il quadro dell’autonomia dell’informazione in Italia, già esposto ai rischi di una limitazione del diritto di cronaca con il ddl Alfano o alle reazioni minacciose nelle quali incorre il giornalismo che ancora si ostini a fare domande”.
Se c’è accordo nel condannare le modalità con cui sono stati scelti i direttori dei Tg e delle reti Rai, lo stesso non si può dire sul Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, varato dall’Autorità garante delle Comunicazioni, che ha visto il consenso dell’Ordine dei giornalisti, Fnsi, Rai, Mediaset ed emittenti radio tv. Il testo ha lo scopo di mettere un freno ai processi scimmiottati in tv o trasferiti impropriamente dalle aule di giustizia al piccolo schermo. Continua a leggere… »
da sonia






