Stampa italiana parzialmente libera
Su un punteggio che va da 0 a 100, nell’annuale classifica sulla libertà di stampa stilata da Freedom House – organizzazione non-profit fondata negli Stati Uniti nel 1941, per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo – l’Italia ottiene solo 32 voti. E’ l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei Paesi con stampa libera a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è parziale, insieme con Israele, Taiwan e Hong Kong.
Tra le cause del declassamento, paradossalmente, Freedom House - “Casa della Libetà” - indica il ritorno al governo di Silvio Berlusconi: “il ritorno al ruolo di premier del magnate Silvio Berlusconi ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida”.
Non mancano frenquenti ricorsi ai tribunali e alle denunce per diffamazione per limitare la libertà di espressione e l’aumento di intimidazioni fisiche ed extralegali da parte sia del crimine organizzato, sia di gruppi di estrema destra. Questo declino, secondo, la fondazione, dimostrerebbe come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà.
Jennifer Windsor, direttore esecutivo di Freedom House, ha dichiarato: “La vulnerabilità della stampa potrebbe avere enormi implicazioni sulla democrazia, se i giornalisti non saranno capaci di mantenere il loro ruolo di cani da gurdia”.
da sonia
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