Sparire o violare l’anti-trust, il dilemma Murdoch
Ancora lui e ancora un altro annuncio che ha il tono di una minaccia: molto presto le testate online della News Corp saranno rese invisibili agli spider di Google, ma solo quando partirà il piano per l’accesso a pagamento – com’è noto – rimandato a data da destinarsi.
Inutile dilungarsi nuovamente su quanto sia errata questa scelta e come denoti una visione antiquata dei lettori, ma il lancio continuo di questi messaggi, da parte di un grande vecchio come Murdoch, potrebbe celare duplici finalità : costringere Google – infondo bisognosa dei contenuti degli editori – a condividere con loro un po’ del suo dominio sul mercato dell’advertising, oppure, sperare che tutti gli altri editori si decidano a seguirlo nella sua stessa impresa.
Quando al tycoon sono state chieste spiegazioni più approfondite circa decisione di rinviare l’introduzione del pay-wall, ha glissato dichiarando che l’obiettivo del 2010 è saltato a causa dell’enorme mole di lavoro da portare avanti; specie quando si tratta di contattare gli editori rivali.
Pare, infatti, che prima di fare marcia indietro, News Corp. fosse in trattative – tra gli altri – con il gruppo britannico Telegraph. Non è chiaro se con lo scopo di fondare una joint venture per la condivisione di uno stesso sistema di pagamenti o per creare una specie di cartello di editori accordati sui prezzi dei contenuti per affossare Google e gli aggregatori in generale
In realtà , non si conosce la natura dei colloqui, ma che dei competitors discutano tra di loro delle strategie di mercato da assumere potrebbe di certo insospettire l’Anti-trust del Regno Unito, il che spiegherebbe la scelta di Murdoch di rimandare sulle notizie a pagamento e tornare a fare pressione sulla “cleptomane di Mountain View”.
da sonia
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