Salvi i giornali di partito
Mi vergogno un po a riportare questa notizia, ma il dovere di cronaca mi obbliga.
Sono salvi i contributi ai giornali di partito e viene estesa la cassa integrazione anche ai giornalisti dei periodici. Sono le principali novità del pacchetto editoria, inserito nel maxiemendamento al dl milleproroghe su cui il Senato è chiamato a votare la fiducia al governo, che dá anche la priorità ai contributi diretti: «le erogazioni sono destinate prioritariamente ai contributi diretti e, per le residue diponibilità , alle altre tipologie di agevolazioni».
Per quanto riguarda i giornali di partito, in particolare, il requisito della rappresentanza parlamentare «non è richiesto per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali o organi di partiti o movimenti politici che, alla data del 31 dicembre 2005, abbiano già maturato il diritto ai contributi». È poi abrogata la norma che escludeva i giornalisti dei periodici dai benefici degli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda le crisi aziendali, è stabilito che il sostegno che si accolla lo Stato per i prepensionamenti è pari a 10 mln di euro per il 2009. Nel caso però gli editori presentino piani di esodo con effetti finanziari superiori ai 20 milioni di euro, dovranno versare all’Inpgi uno specifico contributo per il finanziamento dell’onere eccedente. Modificata, infine, la norma sulla titolarità delle imprese: le azioni possono essere intestate a società per azioni e la partecipazione di dette società può essere intestata a persone fisiche ma anche a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche.
da dilliar
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febbraio 11th, 2009 at 19:57
Chiarissimo esempio di finanza creativa.Tremonti docet.