Giornalismo

L’informazione che andrebbe adottata

crisi_media Secondo uno studio condotto dall’associazione Articolo21, risulta che il tempo dedicato dai tg di Rai, Mediaset e La7, alle notizie di cronaca nera, cronaca giudiziaria e criminalità organizzata è passato dal 10,4% dei telegiornali del 2003, al 23,7% di quelli del 2007. In pratica, negli ultimi 5 anni lo spazio per questo genere di notizie si è raddoppiato.

Inversamente proporzionale è invece quello dedicato alle crisi umanitarie: sul rapporto annuale di Medici Senza Frontiere, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, si evince come negli ultimi anni le notizie sulle crisi, date dai tg delle reti nazionali, si siano ridotte dal 10% del totale delle notizie nel 2006, all’8% nel 2007 fino al 6% (4.901 notizie su un totale di 81.360) nel 2008. Il rapporto, conferma la tendenza, da parte dei nostri media, a parlare di contesti di crisi soprattutto laddove riconducibili a eventi e/o personaggi italiani o comunque occidentali.

Allora, sappiamo tutto, ma proprio tutto di Alberto Stasi, della casa di Cogne, della maglietta di Amanda,  sappiamo perfino quanti denti mancano al romeno sospettato di stupro; mancanza che gli da’ quell’aria da pugile. Il risultato è che sentiamo la tensione crescere, la mancanza di sicurezza, il terrore ad ogni faccia da pugile che ci capita di incontrare. Però, non sappiamo se la casa farmaceutica a cui ci stiamo affidando specula sulla mancanza di farmaci nei paesi in via di sviluppo, oppure, se la nostra banca è coinvolta nella fabbricazione di armi. Non sappiamo cosa combinano le nostre forze armate in Afghanistan, né tanto meno cosa hanno lasciato in Somalia.

Per tutti questi motivi MSF ha deciso di lanciare la campagna “Adotta una crisi dimenticata”: per chiedere ai mezzi di informazione e alle trasmissioni della televisione e della carta stampata, della radio e di internet di agire concretamente per fare uscire le crisi umanitarie, e le persone che soffrono a causa di queste crisi, dall’oblio.

Con il patrocinio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, la campagna tenterà di coinvolgere i mezzi di comunicazione, ma anche le scuole di giornalismo e le università, riconducendole al loro scopo primario, quello di raccontare.

” Raccontare significa anche sollevare un problema che altrimenti rischia di rimanere sconosciuto, significa richiamare alle proprie responsabilità nei confronti delle popolazioni in pericolo i governi e le istituzioni, significa lanciare un grido d’allarme quando persino la nostra azione, l’azione umanitaria, viene ostacolata”, ha ricordato il direttore generale di MSF Italia.

 

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mar  09
13
alle 11:23
da sonia


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