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Intergruppo parlamentare 2.0: “verso l’infinito e oltre”

In molti hanno affiancato la notizia dell’abrogazione dell’emendamento D’Alia a quella della nascita dell’Intergruppo Parlamentare 2.0 . Si è parlato di un “parlamento rinsavito”, di un nuovo spirito innovativo che pervade i nostri deputati.

In un primo momento mi è parso che questo Intergruppo 2.0 fosse uno spazio aperto dalla politica per dialogare con i cittadini, invece, sembra un po’ una pittaforma di e-learning, utile alla politica stessa per capire cosa sia questo Web, prima di farci su una nuova legge. 

A parte lo stile giovanilistico che si è voluto imprimere all’iniziativa, del tipo “come è figo il 2.0″, tanti complimenti vanno ai 12 parlamentari che vi hanno aderito, per la volontà e l’apertura dimostrata – si spera che vorranno anche ascoltare i tanti suggerimenti che già iniziano ad arrivare dalla Rete - ma non c’era bisogno di un esperto di informatica per sostenere l’incostituzionalità dell’emendamento D’Alia.

Sarebbe bastato attenersi al diritto di ognuno di esprimersi liberamente o, ad esempio, all’emendamento approvato dal Parlamento europeo secondo cui nessuna restrizione può essere imposta ai diritti fondamentali e alle libertà degli utenti finali, se non previa decisione dell’autorità giudiziaria.

Ricordiamo che l’articolo introdotto dal Sentore dell’Udc, all’interno del pacchetto sicurezza, prevedeva l’oscuramento per quei siti sospettati di <<istigazione a delinquere o disobbedire alle leggi, ovvero delitti di apologia di reato>>. Dietro disposizione del Ministero dell’Interno, i provider avrebbero dovuto applicare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a cessare l’attività “eversiva”, pena, il pagamento di una multa salatissima.

Come mi è capitato di leggere su Scambio Etico: nessuna società telefonica è mai stata citata in giudizio perché qualcuno ha commesso, o è stato aiutato a commettere, dei reati tramite chiamate telefoniche vocali. E questo piccolo concetto posso capirlo anch’io che non faccio parte dell’Intergruppo 2.0, come capisco che questa legge è assurda non solo perchè avrebbe leso al “WWebb due punto zero”, ma perchè ha portato alla ribalta il reato di opinione.

La buona notizia è che è stata abrogata con l’ultimo degli emedamenti presenati da Cassinelli e dall’on. Mannicci, alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. C’erano scritti appena 24 caratteri: sopprimere l’articolo 60. In pratica un emendamento twitterato, in pieno stile 2.0. 

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apr  09
29
alle 09:19
da sonia


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