Il teatrino dei giornalisti
Interessante e decisamente provocatoria l’intervista rilasciata dal direttore di Peacereporter all’agenzia Amisnet. Maso Notarianni dipinge un quadro a tinte fosche dello stato dell’informazione in Italia.
“Nei nostri quotidiani gli esteri sono in fondo e di solito trattano solo di Europa e Stati Uniti. Non è vero che gli esteri non interessano nessuno, come qualcuno dice. Il problema è come si raccontano le cose; se i giornalisti vanno nei grandi alberghi senza vedere quello che succede intorno, è difficile che venga fuori una notizia interessante. I grandi inviati italiani non esistono quasi più. Questo sicuramente perchè i giornali tendono al risparmio.
Ma io credo che molta della responsabilità è della categoria. Francamente penso che uno dei problemi grossi di informazione che esiste in italiana non derivi dal conflitto di interessi, ma derivi dal fatto che nella nostra categoria l’etica professionale non è al primo posto e all’attenzione quotidiana di tutti”.
Alla domanda su cosa Notarianni pensi della mobilitazione organizzata da Fnsi e Usig Rai, per il 19 Settembre a Roma, in difesa della libertà di stampa, il direttore appare ancora più duro: “Francamente questa levata di scudi mi sembra un po’ un teatrino. E’ un po’ tardi. Dovevamo accorgerci quindici o vent’anni fa[..] La nostra è una categoria fatta sicuramente da tantissimi precari, ma è anche una categoria dove chi conta non è precario, dove chi conta è potente e ha preferito godersi i proprio privilegi invece che occuparsi della propria libertà ”.
Daltronde che commento aspettarsi da chi non accedendo ad alcun finanziamento è costretto ad arrabbattarsi con le poche risorse che ha? Peacereporter dimostra, conquistando successo e attenzione dei lettori, che ci si può svincolare dalle cronache interne sempre in odore di gossip, realizzare un tipo d’informazione che a livello internazionale è già una realtà .
“Basta confrontare le prime pagine dei quotidiani italiani con quelli delle altre democrazie occidentali per rendersi conto della differenza di selezione delle notizie. I quotidiani ormai non fanno più distinzione tra fatti interni e internazionali, scegliendo le notizie solo in base alla loro rilevanza mondiale, al contrario della stampa italiana”
da sonia
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