Il protezionismo dell’Associated Press
“Non possiamo più rimanere a guardare mentre gli altri si appropriano del nostro lavoro”, ha detto il manager di Ap, annunciando nuovi e più drastici provvedimenti per proteggere i contenuti dalla riproduzione illegale sul web.
Dean Singleton ha fatto sapere, durante il meeting annuale di San Diego, che l’agenzia sta sviluppando dei sistemi di tracciamento dei contenuti distribuiti online per determinare se siano usati legalmente. L’iniziativa, inoltre, prevede anche la creazione di nuove pagine di ricerca per indirizzare gli utenti verso fonti di notizie più autorevoli.
Un chiaro messaggio per tuttei quei siti – Google in primis – rei, secondo l’Ap, di produrre notizie di “seconda mano” a scapito del lavoro dei professionisti. Quale sarà l’esito di tali provvedimenti, ancora non è dato saperlo ma, di sicuro, c’è una grande confusione.Â
Anche Eric Schmidt, CEO di Google, che guarda caso si trovava proprio a San Diego per incrontrare gli editori alla conferenza della Newspaper Association of America ha dichiarato: “Noi di Google abbiamo un accordo multimilionario con la Associated Press non solo per distribuire i loro contenuti, ma anche per ospitarli sui nostri server. Sono dunque un po’ confuso dalle notizie concitate delle ultime 24 ore. Non ho ben capito a che cosa si riferiscano. Abbiamo un accordo molto, molto valido con AP e speriamo che possa continuare per molti anni”.
Nel suo intervento Schmidt ha invitato gli editori – che pare abbiano tenuto degli incontri non proprio formali, per vagliare la possibilità di imporre pagamenti per l’accesso ai contenuti digitali - a focalizzarsi di più sulle esigenze dei lettori, a creare un prodotto editoriale quanto più personalizzato possibile, capace di stimolare in loro la voglia di approfondire le notizie apprese dai semplici sommari degli aggregatori.
I cosumatori sono il vero business “and if you piss off enough of them, you will not have any more, right?”, che tradotto in una versione edulcorata sta a significare “se fate arrabbiare i vostri lettori rischiate di perderli”.Â
da sonia
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