Comunicazione pubblica, Giornalismo

Il primo europeo tra i “Predatori della libertà di stampa”

predatoriReportes Sans Frontières ha stilato una lista dei “Predatori della libertà di stampa”, circa quaranta tra leader politici e organizzazioni paramilitari che si oppongono sistematicamnete alla libera circolazione delle informazioni, con metodi non proprio moderati.

Fra loro appaiono i russi Medvedev e Putin, il presidente iraniano Ahmadinejad, il libico Gheddafi e poi Mugabe, Hu Jintao. Tutti nomi di personalità che siamo abituati a riconoscere per la loro politica dittatoriale.

Purtroppo però il segretario generale di RSF Jean-François Julliard, in occasione della manifestazione di Roma dello scorso 3 Ottobre proprio in difesa della libertà di stampa, ha avvertito che anche l’Italia si trova ad un passo dall’essere inserita in quella lista a causa delle continue pressioni esercitate sui media dal nostro Presidente del Consiglio.

Berlusconi potrebbe essere il primo capo di un Governo europeo a rientrare nella lista dei predatori per tutta una serie di episodi - raccolti da RSF in un documento  che vi consiglio vivamente di leggere – considerati serie violazioni della libertà di stampa.

“Un esempio: la Camera ha approvato lo scorso mese di giugno il disegno di legge sulle intercettazioni e il Senato si appresta a fare lo stesso. Il Ddl prevede multe salate e perfino il carcere per giornalisti e media che pubblicheranno il contenuto di intercettazioni per le quali è stata ordinata la distruzione, o anche solo il riassunto di conversazioni o flussi di comunicazione riguardanti fatti e persone estranee alle indagini.
Queste gravi ingerenze nei confronti dei media rappresentano un esempio deplorevole e scandaloso. Alcuni capi di Stato autoritari che privilegiano la censura alla libertà di espressione potrebbero evocare il caso italiano per legittimare le loro decisioni. Le azioni di Silvio Berlusconi, infatti, non solo mettono a repentaglio la sua credibilità, ma anche quella dell’Unione Europea”.

RSF auspica che in occasione del prossimo summit europeo, la Presidenza dell’Unione esorti il Presidente del Consiglio a interrompere immediatamente le pressioni che esercita sui media italiani ed europei. “L’Europa non può permettersi il lusso di denunciare comportamenti politici inaccettabili in Paesi al di fuori delle proprie frontiere e, al contempo, tollerare eccezioni nei suoi Stati membri. Il silenzio del Consiglio europeo al riguardo non potrebbe più essere accettato”.

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ott  09
6
alle 12:58
da sonia


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