Il Partito dei Pirati al Parlamento europeo
Lo scopo ufficiale del sistema del copyright è stato sempre di trovare un equilibrio fra gli interessi degli editori e quelli dei consumatori, per promuovere la creazione e la diffusione di cultura. Oggi questo equilibrio si è completamente perso, siamo arrivati al punto che le leggi sul copyright limitano severamente la cosa stessa che sono supposte promuovere. Il Partito Pirata desidera ristabilire l’equilibrio nella legislazione sul copyright. L’uso e la copia non-commerciale di opere devono essere completamente libere. Il file sharing e i networks p2p devono essere incoraggiati anziché criminalizzati. La cultura e la conoscenza sono buone cose, che incrementano di valore all’aumentare della condivisione. Internet potrebbe diventare la più grande biblioteca pubblica mai creata. Il monopolio del possessore del copyright nello sfruttare commercialmente il lavoro creativo, deve essere limitato a cinque anni dalla pubblicazione. Gli odierni termini del copyright sono semplicemente irragionevoli.
E’ il primo dei tre punti del programma elettorale del Piratpartiet, il Partito Pirata, fondato in Svezia nel 2006. Argomentazioni che hanno riscontrato un certo successo, visto il risultato ottenuto alle urne: 7,1% dei voti. Significa che da oggi un pirata siederà tra i seggi di Strasburgo, una posizione strategica per poter cominciare a diffondere la cultura della condivisione del sapere, dell’opera intellettuale come bene comune.
“Potremo dar vita ad un nuovo corso per un’Europa che attualmente si sta dirigendo in una direzione molto pericolosa“ si legge nel programma.
Tra gli altri obiettivi dichiarati, oltre la riforma del copyright, anche l’abolizione del sistema dei brevetti e il rispetto del diritto alla privacy, tematiche molto sentite in Svezia dopo la vicenda giudiziaria di The Pirate Bay; lo dimostrano i 300.000 voti ottenuti dal Piratparitiet a questa tornata elettorale, rispetto ai 35.000 delle elezioni del 2006.
Quindi, il dibattito sulla libera circolazione delle opere, per qualcuno detta anche pirateria online, sembra appena cominciato. Proprio domani a Washington si aprirà il 2° Summit mondiale sul diritto d’autore, organizzato dalla Confederazione internazionale delle società d’autori e compositori (Cisac), una due giorni in cui interverranno più di 100 oratori tra produttori, creativi ed esperti di diritto. Saranno presenti anche i rappresentanti di Google, Microsoft e – attesissima – Christine Albanel, Ministro francese della Cultura, fautrice della legge Hadopi.
Proprio la Francia, che con questa legge aveva pensato di aver messo un freno al download illegale ed aver aperto la strada della lotta alla pirateria online, troverà finalmente in Europa un oppositore degno di tale titolo, si troverà faccia a faccia con un parlamentare pirata.
da sonia
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