Gli editori premono su Google
Prima lo hanno guardato con sospetto, lo hanno accusato di infrangere le leggi sul diritto d’autore, ma oggi con la caduta verticale della raccolta pubblicitaria e il passaggio all’online di quotidiani e settimanali cominciano a mettere in campo i lobbisti per fare pressioni. Di chi parlo ? Degli editori e di Google. Oggi, con abbondante ritardo, scoprono che i loro contenuti non sono sufficientemente valorizzati dal motore di ricerca più famoso al mondo. Si accorgono che gli algoritmi di BigG non premiano a sufficienza le notizie “originali”.
Ma cosa chiedono gli editori? Al centro dell’azione di lobbying – che vede protagonisti player quali ESPN, Business Week e lo stesso New York Times
– ci spiega Giovanni Arata su Punto Informatico vi sarebbe la richiesta di criteri nuovi per l’indicizzazione e la presentazione dei risultati di ricerca. Perché, argomentano gli editori, gli algoritmi correnti non distinguono a sufficienza tra i contenuti di qualità e quelli “di seconda mano”, con il risultato che i prodotti originali sono spesso sopravanzati da quelli riusati.
Qualcuno dovrebbe avere la decenza di spiegarci cosa significa “qualità ”. Cos’è un prodotto col “bollino” del professionista o del grande editore è meglio e più qualitativo di quello di un blogger ? Balle. La semplicissima verità è che quei signori dopo essere arrivati alla frutta tentano ora di mettere le mani sul web contando sulla forza delle lobby. Credo che centinaia di milioni di utenti siano pronti a rispedire la richiesta al mittente.
da dilliar
Ultimo commento:
di luciano offeso il 01/1/70
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marzo 28th, 2009 at 09:19
gli editori fuori dalla rete e dalle palle, viva google indipendente