Giornalismo, Internet

Fast Flip, Google fa pace con i giornali

fastflipQualche giorno fa parlando di  CheckOut, la piattaforma per i pagamenti che Google starebbe sviluppando per la Newspapers Association of America, avevamo insinuato che si trattasse soltanto di un tentativo della società di prendersi la sua fetta di mercato, nel caso che i micropagamenti avessero avuto successo, ma niente sostanzialemnte sarebbe cambiato nel suo rapporto con gli editori.

Nella documentazionei fatta pervenire alla NAA, e pubblicata in anteprima da Niemanlab, Google dichiarava il suo stesso scetticismo rispetto al paid-content. “We do not believe it will be the norm for accessing content”, riporta NiemanLab “Google’s document for the NAA also discusses publishers syndicating their content on third-party sites and sharing ad revenue, which sounds like what the Fair Syndication Consortium is proposing”.

E’ quindi nella spartizione dei guadagni che crede Google e dai suoi laboratori sforna il nuovissimo servizio Fast Flip: “letteralmente sfoglia veloce” spiega Massimo Sideri dal Corriere ” Cosa cambia rispetto a Google News?Sostanzialmente tutto. Prima di tutto: Fast Flip si baserà su accordi di «revenues sharing», cioè di condivisione dei ricavi. Solo i giornali partner compariranno nella ricerca, men­tre su Google News si veniva «re­clutati » automaticamente, anche se c’era la possibilità di richiede­re l’esclusione. Il quadro è quello noto: crisi della pubblicità sui print media, ricerca di nuovi mo­delli di business online per le pubblicazioni digitali, ruolo degli aggregatori o dei distributori di news su Internet.

Il servizio negli Usa — anche se sarà ospitato da Google Labs in attesa di comprenderne gli svi­luppi e la risposta di pubblico — nasce con tre dozzine di accordi. In prima linea oltre al Nyt e al WP , ci sono l’ Atlantic , Salon, Fast Company , Newsweek , Pro­Publica”.

” Ma oltre alla cornice di riferi­mento, Google Fast Flip è un ve­ro cambio di filosofia per l’azien­da di Mountain View: anche se di fatto rimane fuori dai media, co­me ha sempre detto di voler fare, è come se il gruppo californiano avesse deciso di farsi un proprio «foglio» per avere un posto in quella che, non si capisce ancora come, potrebbe essere una delle partite su cui puntare in futuro.

A dirlo è la «fame» di notizie in cir­colazione nonostante la crisi del modello di business dei giornali. Il servizio è pensato come un «giornale» di approfondimento da sfogliare. La differenza sostan­ziale con Google News (che reste­rà per le breaking news) è che in questo caso la ricerca mette in grande evidenza le «testate» che hanno prodotto il contenuto. Inoltre con il primo click si entra direttamente sulla home page del giornale. Ma non solo: Google fi­no ad oggi ha sempre puntato sul­la pubblicità text link, di cui do­mina il panorama mondiale, ma su Fast Flip verrà messa anche quella premium con tanto di spot. Insomma, la scommessa è economica. «La maggior parte dei ricavi sarà condivisa con gli editori» ha confermato via email al Corriere Richard Gingras ceo di Salon Media”.

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set  09
16
alle 12:39
da sonia


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