Ddl Pecorella-Costa: prepararsi al peggio
Secondo il giurista Guido Scorza, il disegno di legge degli onorevoli Pecorella e Costa, che intende estendere ai siti internet la legge sulla Stampa del 1948, costringerebe blogger e gestori di siti internet a soggiacere allo speciale regime aggravato di responsabilità previsto per le ipotesi di diffamazionea mezzo stampa o radiotelevisione.
E c’è da crederci vista la suscettibilità di cui soffrono ultimamente politici e personaggi pubblici. Ma l’equivoco, con tutte queste leggi tese a regolare la Rete, nasce sempre sulle definizioni: quali sono i siti Internet aventi natura editoriale? Anzi, quali non lo sono. Espimere un’opinione attraverso un blog, significa realizzare un prodotto editoriale?
Il Ddl non lo spiega, come non lo spiegavano le precedenti proposte. Si tratta di “un approccio inammissibileche non tiene in nessun conto della multiforme ed eterogenea realtà telematica e che mescola in un unico grande calderone liberticida blog, piattaforme di UGC, siti internet di dimensione amatoriale e decine di altri contenitori telematici che hanno, sin qui, rappresentato una preziosa forma di attuazione della libertà di informazione del pensiero.” Un approccio che non può essere considerato casuale, dal 2006 ad oggi, da Levi ad Alfano.
da sonia
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