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Dal lancio del Duomo al suolo di Piazza del Popolo

Incuteva un certo timore il Consiglio dei Ministri dal quale avrebbero dovuto essere emanati i decreti per bacchettare la libertà di espressione, ma la riunione si è tenuta e l’esito è stato ben diverso da ciò che si ci aspettava: il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha avanzato la sua proposta per una legge di contrasto ai reati commessi via Internet, con l’obiettivo principale di ottenere la rimozione dei contenuti ritenuti illeciti.

In particolare il Ministro ha proposto che venga costituito presso il Ministero dello sviluppo economico, un gruppo di lavoro a cui parteciperanno rappresentanti dei fornitori di connettività e di servizi internet per elaborare un codice di autoregolamentazione per i siti web. Quindi, nessuna legge speciale - ha assicurato Maroni – ma potenziamento delle attuali norme e più strumenti alla magistratura.

In quanto a filtri e meccanismi di censura, le associazione dei provider si sono espresse sull’inutilità di tali sistemi, certi di come gli utenti trovino sempre il metodo per aggirarli.

Su questo fronte l’On. Cassinelli – già intervenuto per scongiurare l’applicazione dell’emendamento D’Alia – ha dato la sua assicurazione: “la rimozione dovrà essere limitata al contenuto incriminato, ed il tutto dovrà avvenire senza pregiudizio alcuno per l’accesso ad altre pagine”.

“Un provvedimento simile sarebbe prima di tutto una forma di tutela nei confronti di chi usa la rete in maniera intelligente, e non potrebbe in alcun modo considerarsi una forma di bavaglio o di censura: chi, in queste ore, urla allo scandalo lo fa per ignoranza o con la volontà di diffondere timore tra gli utenti”.

Parole che però non hanno placato i timori dei blogger, che si sono immediatamente attivati per nuove dimostrazioni contro i provvedimenti del Governo. La prima si terrà proprio il prossimo 23 Dicembre a Roma. Sarà una manifestazione silenziosa: tutti sdraiati e imbavagliati.

Lo slogan: Libera Rete in libero Stato. L’ideatore dell’insolito sit-in: Enzo Di Frenna che ha diffuso la proposta tramite il network Diritto alla Rete. Hanna già dato la loro adesione sia il popolo del No B Day che l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione. Si prospetta una manifestazione piuttosto variegata.

Intanto, mentre sul web italiano si dibatte sull’oscurantismo della politica, pare si stia consumando un vero e proprio giallo sulle foto dell’aggressione al Presidente del Consiglio, sparite da Google. Censura o ritardo nell’indicizzazione?

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  • Wikio
dic  09
18
alle 06:59
da sonia


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