Giornalismo, Web 2.0

Da YouTube a Facebook, la censura diffusa

claudiomessora_byobluMi ero quasi – sottolineo quasi – abituata alle notizie sui politici che almeno una volta al mese presentano una legge per controllare la Rete – questo covo di pirati eversivi e pedofili - ma che siano gli stessi social network a censurare i contributi degli utenti mi lascia davvero perplessa.

Le prime segnalazioni arrivano sul blog di Vittorio Zambardino che racconta di come il giornalista antimafia Nino Randisi si sia visto da sparire da sotto gli occhi la sua pagina di Facebook. Pare fosse a causa di un difetto di software, e l’appello di Giacomo di Girolamo “Io per il terremoto non do’ un euro”, allora, che fine ha fatto?

Forse del terremoto in Abruzzo non si può parlare, perchè allo stesso modo da YouTube sparisce uno dei video di  Claudio Messora: “Giuliani l’uomo che ci salvò la vita”.  Ecco cosa scrive sul suo sito:

Il video non conteneva alcuna colonna sonora, non ledeva quindi alcun diritto d’autore. Le immagini erano tratte interamente da riprese effettuate da me.
 Non era offensivo, non incitava al razzismo, non urtava la sensibilità di nessun credente.  Conteneva la testimonianza di una donna scampata alla tragedia del terremoto, la notte tra il cinque e il sei aprile scorso in Abruzzo, grazie al provvidenziale aiuto di Giampaolo Giuliani, il collaboratore Ente Ricerca che l’aveva avvisata telefonicamente dell’opportunità di trascorrere la notte all’aperto. L’intervistata, Stefania Pace, evidenziava come molte vite fossero state salvate dal tam tam originato dalle previsioni di Giuliani.

Raccontava anche di come un’operatore della protezione civile invitasse tutti a rientrare nelle proprie abitazioni, dopo la scossa di mezzanotte, e di come l’informazione ufficiale nei giorni precedenti al sisma avesse invitato tutti i cittadini a non dare retta ai ciarlatani che affermano di poter prevedere i terremoti.  Potete trovare la trascrizione integrale dell’intervista nel post L’informazione assassina.

 Su YouTube circolano contenuti di ogni tipo. Esiste un programma di partnership che garantisce alcuni privilegi, come la possibilità di caricare contributi più lunghi di dieci minuti e di partecipare ai proventi pubblicitari. Purtroppo non è disponibile per gli utenti italiani.
 Se tuttavia siete autori di scherzi telefonici, potreste venire premiati con un’offerta di partnership spontanea, ad insindacabile giudizio del portale. Se invece fate informazione libera, non ne potete usufruire: una mia richiesta di alcuni mesi fa è stata cordialmente declinata.

  Ho caricato il video su canali alternativi ed è già nuovamente disponibile al blog, ma ho una domanda per voi: quale norma della community viola il racconto di una madre di famiglia?  A chi stiamo dando fastidio?

Messora svolge delle inchieste e non poteva non approfondire i fatti che hanno preceduto la terribile notte del sisma, ma perchè YouTube si prenda la briga di censurarli, non ci è dato sapere.

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apr  09
24
alle 10:41
da sonia


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