Crisi dei giornali: le proposte di rilancio della Fieg
Il futuro della carta stampata, delineato dal presidente Carlo Malinconico all’assemblea annuale della Fieg, supportato dai dati del rapporto La Stampa in Italia 2006-2008, non è per niente roseo: “si rileva un aumento delle perdite del 100% ed una contrazione degli utili del 30%. È facile prevedere che i numeri peggioreranno ulteriormente nel 2009 se solo consideriamo che gli investimenti pubblicitari sui quotidiani nei primi due mesi di quest’anno sono diminuiti in media del 25%, con punte anche del 60% in alcuni giornali locali”.
Ancora più desolanti sono le proposte di rilancio del settore: un grido di aiuto all’insegna di ancora fondi, finanziamenti e crediti. Infatti, alla proposta del ministro Bonaiuti di istitiuire gli Stati Generali dell’editoria, accolta con interesse dagli editori, Malinconico ha risposto ricordando come in Francia la stessa iniziativa è stata accompagnata da un aumento del sostegno pubblico al settore “valutabile in circa 200 milioni di euro all’anno per i prossimi tre anni”.
Il discorso del presidente della Fieg, non appare comunque del tutto distante dalla realtà, è incontestabile che la stampa si trovi stretta tra la morsa di Internet, un mercato pubblicitario che tende a favorire le tv e la cronica disaffezione alla lettura degli italiani. Malinconico, però, commette lo stesso errore di valutazione di tutti gli altri editori, Murdoch in testa, dichiarando che il web “si alimenta dell’assenza di regolazione e dell’appropriazione dei contenuti editoriali altrui”.
Un’affermazione smentita proprio da Google, che ha dimostrato di contribuire a dirottare almeno un miliardo divisite dai suoi siti a quelli degli editori, e dai dati Auduweb, riportati sullo stesso rapporto Fieg: “Tra i siti di notizie e di informazioni, quelli gestiti dagli editori di quotidiani sono in testa alla classifica dei più visitati”.
Eppure, gli editori si ostinano a non voler investire seriamente in nuovi modelli di business per l’online, anzi, si chiede al Governo di sostenere la distribuzione su carta“ il nocciolo duro delle attività di edizione e, tutto sommato, lo resterà finché il fatturato dell’online, pur promettente, non sarà tale da giustificare strategie aziendali diverse”.
Bisognerà capire, in un momento di crisi economica in cui è necessario tagliare il superfluo (con un occhio all’ambiente, come vuole la ricetta Obama) fin quando sarà sostenibile la spesa per la carta e se non è invece il caso, quantomeno, di snellire i giornali, un po’ sul modello della free press che, sebbene colpita dal calo della pubblicità, ha contribuito non poco alla crescita dei lettori.
da sonia
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