Bufale da web giornalismo, così non si migliora la qualità dell’informazione
Lunedì mattina, il Corriere.it decide di inserire in homepage una sequenza di foto del terremoto in Abruzzo inviate dagli stessi lettori. “Le forme di citizen journalism sono ormai diffuse in tutti i principali siti di informazione del mondo” scrive il responsabile, Marco Pratellesi “dalla Bbc (gli attentati nella metropolitana di Londra) al Nyt (la nevicata su New York)”, si potrebbe aggiungere la protesta dei monaci tibetani, il colpo di stato in Mdagascar, insomma la lista è davvero lunga.Â
Purtoppo, per il giornale nostrano, questa apertura verso l’esterno dura solo qualche ora: ”E’ successo che qualcuno si è divertito (ma cosa c’è di divertente in una tragedia con tanti morti!) a inviarci una foto del terremoto in Turchia. Noi l’abbiamo pubblicata. Non siamo stati così smaliziati da pensare che qualcuno potesse avere interesse a svenderci una foto di macerie per un’altra. Non abbiamo verificato e ce ne scusiamo. Ma come si potevano verificare delle macerie? L’autore dello scherzo (?) si è poi vantato sul suo blog e In rete è partito il tam tam sulla foto sbagliata di corriere.it”
Ho seguito il tam tam a cui si riferisce Pratellesi, molte lamentele sulla scarsa qualità dell’informazione. Non è che , invece, ognuno ha l’informazione che si merita? In tutto il mondo si plaude ad internet, alle nuove tecnologie che possono finalmente dare voce  alla gente comune, si sfrutta il gionalismo partecipativo per rompere i vecchi schemi di una stampa non sempre indipendente e noi rispondiamo con una burla, per di più su un avvenimento tragico.
Qualcuno ha parlato di pornografia del giornalismo via web, di morbosità dei lettori che fotografano tutto perché così “c’ero anch’io”. Non so quanta morbosità ci possa essere dietro il tentativo di ottenere quanta più visibilità possibile inviando una foto ai media nazionali, noti per la disinvoluta con cui passano da una tragedia all’altra. Mi permetto la presunzione di credere che il giornalismo partecipativo sia un modo di tenere alta l’attenzione.
 Mi permetto la presunzione di ritenere molto più pornografico un Tg che si vanta dei dati di ascolto ottenuti con la copertura del terremoto, spacciando questa masturbazione mentale per una notizia. Per fortuna non è tutto così, c’è anche chi considera la partecipazione una cosa seria.
da sonia
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