Giornalismo

Annunziata Vs Santoro

Una trasmissione sbilanciata? Una trasmissione pro Gaza ? Certamente si, vivaddio.Dopo l’infinito e stucchevole “politicamente corretto” un torto tu un torto io, la sofferenza tua ma anche io ho sofferto tanto, tu muori sotto le bombe ma io sotto i missili, e potremmo andare avanti all’infinito visto che da 60 anni israeliani e palestinesi si sparano addosso, si massacrano, fanno e si fanno saltare in aria. Ma se di giornalismo vogliamo parlare allora Santoro ha fatto una trasmissione ineccepibile. Ha raccontato oggi e adesso senza allargare alla Storia o alle storie. Condivisibile? Ognuno giudichi con la sua testa. Quello che non deve essere in discussione sono le motivazioni giornalistiche. In questo scenario, Lucia Annunziata ospite della trasmissione, se ne uscita con una critica all’impianto della puntata, troppo orientata verso le ragioni di Gaza e niente a quelle israeliane. Insomma, secondo lei, mancava il colpo al cerchio e uno alla botte che trasforma il giornalismo in un “giornalismo corretto”. Rigurgito del breve e travagliato periodo da presidente Rai di garanzia o memoria della disastrosa esperienza di Direttora al Tg3 ? Non è dato sapere. Santoro le ha chiesto se l’intemerata serviva ad acquisire crediti, lei si è offesa e se n’è andata. Sipario. E voi cosa pensate: voglia di protagonismo o astinenza dalla direzioni di un programma tv?

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alle 10:10
da dilliar

Ultimo commento:

di Massimo il 01/1/70

Il giornalismo o è corretto o non è!. Mi fate ridere, compreso l'articolista, voi che plaudite ...


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5 Commenti to “Annunziata Vs Santoro”

  1. Sonia dice:

    Sinceramente non capisco che ruolo potesse avere la Lucia Annunziata ieri, ma è proprio per questo giornalismo del politicamente corretto che l’informazione in Italia è in questo stato di servilismo.
    Per fortuna, ad ogni puntata, Santoro ci da una grande lezione di come va fatto questo mestiere. Raccontare il “qui e adesso”, non è sempre facile e fa storcere il naso a molti. Forse pensano che noi dobbiamo capire mai niente, chissà.
    Al di là dell’essere schierati da una parte o dall’altra, la verità è che i morti “qui e adesso”, stanno in Palestina, quei bambini sono palestinesi.
    Fine

  2. luca ajroldi dice:

    Da quando le destre vanno occupando posti in Italia e nell’informazione si cerca di far passare l’orrido principio che il giornalismo per essere credibile deve adottare la par condicio. Altrimenti è fazioso. Il principio di obiettività non più rivolto al giornalista, raccontare sinceramente cià che vede, ascolta, raccoglie. Ma piuttosto ascoltare tutti e far parlare tutti. Una forma raffinata di tribuna politica anni cinquanta a cui i peggiori di noi si sono subito adagiati poichè rappresentava il modo più semplice per non prendere posizione, scavare a fondo, dire cose sgradevoli. Ma il peggio è che chi ci obbliga a questo, chiede sempre di più. Non è mai soddisfatta. L’accusa di faziosità è pronta in qualunque momento. Ho letto l’illustre collega Valentini, oggi su Repubblica. Il suo esercizio di virtuosismo lessicale non mi ha convinto. Mi dispiace. Come mi dispiace dover pensare che l’ottima Lucia Annunziata possa essere implicata nelle prossime grandi manovre rai, invece di essere implicata in una grande inchiesta sul perchè israele non da seguito alle risoluzioni dell’ONU:

  3. Filomena Montopoli dice:

    La Annunziata ha pronunciato nella circostanza una parola a mio parere gravissima.ha detto:noi dobbiamo orientare l’opinione di che ci ascolta…. La parola orientare evoca un vuoto di conoscenza e di opinione da parte di chi ascolta e quindi la necessità da parte del giornalista di riempire questo vuoto con una sorta di analisi a tutti i costi obiettiva e razionale. Tutto ciò mi spaventa e mi spiega il livello infimo, discutibile delle nostre fonti di “informazione”.La Annunziata dovrebbe intuire che abbiamo ancora la facoltà di pensare e giudicare con la nostra testa!

  4. 4Lb3Rt0 dice:

    Il senso di questo post sarebbe “occhio per occhio, dente per dente”? Siccome tutti a parlare delle vittime israeliane “vivaddio” si parla solo di quelle palestinesi? A me non piace tanto come ragionamento, credo che se si fa giornalismo sia necessario proporre diverse visioni anche quelle opposte alle proprie, Santoro cerca di farlo normalmente (credo che l’Annunziata fosse li per questo) anche in trasmissioni palesemente schierate, mentre la trasmissione di settimana scorsa l’ho trovata con un non so che di fascistoide nella sua impostazione.

    In pratica chi non si è schierato con il tono generale della trasmissione sono stati:
    - Annunziata, apostrofata con il sempro caro motto “serva del padrone”
    - Una ragazza israeliana, vittima di attacchi palestinesi, che (come la ragazza palestinese contrapposta e come ha fatto notare l’Annunziata) non poteva avere la lucidità necessaria per affrontare un dibattito
    - Travaglio che ha osato ricordare a Vauro che insieme ai bambini palestinesi morti c’erano anche quelli israeliani e per questo è stato coperto dalle urla dello stesso Vauro prima e zittito per il resto della trasmissione poi
    - Una ragazza (intervenuta verso la fine) con un genitrore israeliano e uno palestinese e che è stata l’unica che ha fornito un messaggio diverso da “qui i buoni di la i cattivi”

    Nel complesso ne ho ricavato la sensazione che tutta la trasmissione fosse stata fatta per dire e sentirsi dire “palestinesi buoni, israeliani cattivi” e che si poteva (doveva) fare di meglio.

  5. Massimo dice:

    Il giornalismo o è corretto o non è!. Mi fate ridere, compreso l’articolista, voi che plaudite allo schierarsi in maniera così evidente da parte di Santoro rispetto ad un giornalismo, da voi considerato mi pare di capire evidentemente in modo negativo, che cerca di essere equilibrato.
    Il grosso equivoco che alberga nelle vostre menti è che un giornalista per far passare un’idea o un convincimento o debba poter dire qualsiasi cosa che gli passa per la mente, indipendentemente dalla realtà, o debba comunque far trasparire la sua opinione senza troppo nasconderla dietro ipocriti equilibrismi. Fino ad un certo punto potrebbe anche andar bene, anche se di fatto tranne il mitico Fede questo meccanismo funzione sempre e solo con evidente strabismo verso sinistra, peccato non capiate che per raccontare correttamente una realtà non sia sufficiente non dire delle fregnacce inventate di sana pianta, cosa che capita spesso a Santoro e Travaglio, e nemmeno raccontare o testimoniare una sola parte della realtà, ma evidenziare TUTTE le situazioni che concorrono a rappresentare quella realtà.
    Poi si può anche parteggiare ed esprimere la propria opinione, ma solo allora! Ciò che è stato raccontato ad Annozero doveva essere intitolato “La guerra di Gaza vista dai palestinesi”, chiarendo così fin da subito che le ragioni degli israeliani, che ci sono eccome, semplicemente non venivano rappresentate (tranne pochissime eccezioni con le quali Santoro magari pensava di lavarsi la coscienza).
    Peccato che la RAI sia ancora pubblica e si debbe pagare il canone e la grande maggioranza degli italiani ne ha piene le scatole di personaggi che gestiscono le trasmissioni come un qualcosa di personale e in modo arrogante e insofferente rispetto le opinioni altrui, tranne poi evocare a ogni piè sospinto il rischio di censura!
    Se poi invece che giornalismo si vuole fare attività politica o magari terroristica, si sia coerenti e si scelgano le vie dirette.
    In quanto all’Annunziata, chi la fa l’aspetti.

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