Blog, Giornalismo

Abruzzo: il terremoto e l’informazione negata

Questo blog da tempo porta avanti la sua personale battaglia per promuovere la libertà di informazione. A maggior ragione in un momento in cui in maniera più o meno velata, si intende mettere un neanche tanto velato bavaglio alla circolazione delle notizie.

Lo fa quotidianamente il presidente del Consiglio, affermando che tutto va bene e che nessuno scandalo metterà in discussione il suo governo. Anzi, sono sfasciti quei giornalisti che si ostinano a dare notizie sulla realtà, perché il loro unico scopo è deprimere l’opinione pubblica. Affermazioni condite da minacce esplicite di sospendere la pubblicità a quegli organi di stampa che si ostinano a parlare di veline e crisi. E più si cerca di mettere a tacere i fatti, più questi, in maniera paradossale, sgorgano in maniera incontrollata.

Ultima notizia in ordine di tempo, l’incontro a cena che avrebbe coinvolto ancora un volta il premier e un noto esponente della Corte costituzionale, che tra qualche tempo sarà chiamato a pronunciarsi sulla costituzionalità del Lodo Alfano. Un incontro che in un qualsiasi altro Paese avrebbe fatto indignare l’intera opinione pubblica. In Italia invece ancora una volta parlarne, raccontarne i dettagli, fare insomma il mestiere di giornalista diventa quantomai inopportuno. L’ultimo segnale negativo in questo senso, e ci spiace molto doverlo sottolineare, è arrivato ieri dal Presidente della Repubblica, che in un accesso di criticabile buonismo ha esortato tutti, politici e giornalisti, ad evitare polemiche fino al G8, quasi che le notizie e una corretta informazione, siano una sorta di servizio di corrente elettrica che si può interrompere quando e come si crede, con un clic di interruttore.

Insomma siamo davvero in un periodo di giornalismo al guinzaglio, con una sorta di informazione militarizzata. E non sembri esagerata la definizione. Emblematici in questo senso gli stralci che riportiamo di seguito e che fanno parte di un reportage della giornalista Anna Morelli, pubblicato sul sito Articolo 21 e che descrivono bene le difficoltà di raccogliere e diffondere notizie corrette dai luoghi del terremoto dell’Abruzzo e in particolare da L’Aquila.

…Tornarci magari come figlia di quella terra ingrata e bellissima e come giornalista in pensione per accorgersi che c’è una volontà ben precisa di dirigere l’informazione, convogliarla in innocui canali prefigurati e distrarre la gente, compresi i cittadini aquilani, da tutto il resto. L’Aquila è una città blindata e militarizzata, come fosse assediata da nemici con le armi spianate. Ragioni di sicurezza, si ripete all’infinito: sicurezza fisica per le persone comuni che le continue scosse possono pregiudicare ed ora anche sicurezza per i grandi della Terra che si apprestano ad arrivare . E allora accade che presentare un tesserino dell’Ordine dei giornalisti per ottenere un “pass” in un ufficio, dove si va per ragioni personali, faccia scattare l’allarme. E la giornalista venga presa in consegna da un militare, seguita in ogni suo passo nel dedalo di cemento della scuola della Guardia di Finanza, piantonata durante i colloqui con gli sbigottiti impiegati e riaccompagnata all’uscita con nessuna spiegazione…

…Se non si entra nel Centro storico non si vede e non si può documentare la devastazione del terremoto e quanta inerzia e noncuranza l’hanno seguito, ma poiché è “pericoloso” per l’incolumità fisica nessuno può entrare. E’ un circolo vizioso che impedisce la conoscenza e la consapevolezza da parte dei cittadini, che copre e nasconde le vere intenzioni sul futuro di questo territorio e mentre si esaltano e si amplificano le notizie “buone”( 50 metri di corso dalla Villa a piazza Duomo riaperti e documentati da tv di tutto il mondo) si impedisce di fatto l’esercizio della professione giornalistica nella zona oscurata…

…Delle altre censure si è parlato, anche se non abbastanza: la vita delle tendopoli è regimentata da un ordine paramilitare, e coloro che hanno una casa lesionata non sanno come, quando e con quali soldi potranno aggiustarla. Ora sono prioritari i lavori per il G8 e grande fermento c’è sull’autostrada e intorno all’aeroporto . Ma l’inverno all’Aquila arriva presto (spesso a metà agosto nevica sul Gran Sasso) e l’acqua e il gelo completeranno l’opera, in un silenzio ancora più assordante, quando sul palcoscenico dell’incontro dei potenti calerà il sipario.

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giu  09
30
alle 01:31
da admin

Ultimo commento:

di Massimo Marchini il 01/1/70

Gennaro Di Lieto Se mai leggera' questa nota, Le vorrei far presente un Suo clamoroso autogol. ...


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10 Commenti to “Abruzzo: il terremoto e l’informazione negata”

  1. IL SICILIANO dice:

    Quando nel 1986 ho letto “il grande fratello”di Orwell mi sembrò un libro di fantascienza,mai avrei immaginato,allora,da da lì a 20 anni molte cose dette nel libro si sarebbero “istituzionalizzate e blindate” nel mio Paese.Se a questo si aggiunono le armi della mistificazione apprese tramite l’amico Bush e quindi dalla CIA il quadro è completo.Siamo finiti in un sistema dove governano le Multinazionali che controllano: 1)l’informazione 2) L’economia 3) il sistema bancario assicurativo 5) l’elezione dei rappresentanti del popolo 5) la formazione della volontà degli organi di controllo democratico.

  2. Mauro dice:

    Una domanda ai lor signori giornalisti: come mai in Italia i giornali (e molte altre pubblicazioni, oltremodo di discutibile utilità sociale) scrivono quello che vogliono, magari distruggendo le vite di persone innocenti e non pagano mai? Come mai i giornali in Italia sono sovvenzionati con le tasse anche di chi i giornali non vuole leggerli (come il sottoscritto)? A me sembra che in Italia tutti vogliano farsi sovvenzionare mandando a lavorare solamente noi poveri ebeti con salari da fame (causate anche da un atassazione disumana!) Cosa mi serve la libertà di stampa se ogni mese faccio fatica a sfamare tutta la mia famiglia? I giornali dovrebbero preoccuparsi dei comuni mortali e non sparare “caz.zate”. La gente comune vuole fare la sua vita onestamente e campare con dignità. Il resto non ci interessa. Con il PIL non si mangia, capito?

  3. vladimiro dice:

    la libertà di stampa è come la pelle dei coglioni, la tiriamo a seconda di come ci fa comodo, la libertà di sputtanare, è uguale alla mancanza di libertà, mai un giornalista risponde dello sputtanamento che (eventualmente fa), la verità ha solo una faccia e gli scribacchini la fanno diventare poliedrica, i vari Travaglio, Grillo, ecc. non hanno sempre ragione, avvolte esagerano con lo sputtanamento, questo li rende perciò facilmente contestabili da parte dello (sputtanato di turno), l’esagerazione nei confronti del nemico, lo strafare, avvolte è controproducente.

  4. Gennaro Di Lieto dice:

    Nel leggere l’articolo in oggetto si nota subito l’imparzialità del giornalista.Stravolge i fatti e si deve credere a quello che dice lui.Ci si lamenta anche per l’ingresso nel centro storico dell’Aquila e mi chiedo,poichè la giornalista è di sinistra,perchè non si lamenta dell’nformazione in Russia,Cina,Corea ecc.Questi signori giornalisti “imparziali” e sensibili alle “sofferenze” del popolo che cosa dicono delle sommosse in Iran?Questi giornalisti vogliono solo “sputtanare” quello che fa egregiamente Berlusconi e quindi,per loro,non ne ” azzecca” una.In 15 anni non ha fatto niente di buono e solo la sinistra sa governare ma solo con l’appoggio della stampa “libera”Ma mi faccia il piacere…

  5. Gianfranco Molteni dice:

    non sono assolutamente d’accordo con lei per i seguenti motivi:
    1- l’informazione è giusto che sia guidata perchè i giornalisti non hanno il dono della scienza infusa e pertanto nell’esporre i fatti propongono sempre il loro punto di vista che non è detto sia sempre quello giusto!
    2- se un militare l’accompagna è perchè non la conoscono e il tesserino di giornalista non è certamente una garanzia contro il terrorismo, sa quanti falsi ci sono???
    3- la gestione della sicurezza per il G8 è una cosa seria e i giornalisti in questo caso possono solo osservare e non certo commentare o insegnare il mestiere alle forze dell’ordine perchè in tal caso potremmo far gestire la sicurezza pubblica dai giornalisti e non dal ministero dell’interno
    4- ed infine per ricostruire un centro storico non si può far entrare le ruspe e squadroni di operai perchè prima bisogna esaminare pezzo per pezzo le macerie …e ci vuole il suo tempo… oppure anche qui i giornalisti sarebbero stati capaci di fare meglio??
    In conclusione è ovvio che se contestate fate notizia mentre se descrivete solo i fatti ( senza il vostro personale commento o punto di vista) la notizia non è eclatante ma vi prego smettetela di dire che non c’è libertà di parola!!!

  6. Maria Ferdinanda dice:

    Gianfranco, con ogni probabilità ha bisogno di essere guidata la tua capoccia, non l’informazione.

    Ha bisogno di essere guidata a capire che i giornalisti, non avendo (appunto) la scienza infusa, indagano sui fatti di rilevanza collettiva, fanno domande e rendono pubbliche le relative risposte. Più domande è possibile fare, più il lettore avrà un’informazione completa su ciò che, essendo appunto di rilevanza collettiva,influenza da vicino anche la sua vita.

    Finchè quelli come te preferiranno l’ “informazione guidata” dai potenti, le uniche cose che funzioneranno in Italia, soprattutto per i povericristi, saranno calcio, televisione, tette e culi. Con relativi cetrioli, unico piatto disponibile per pranzo e cena. Cetrioli king size. Senza olio.

  7. Maria Ferdinanda dice:

    Gianfranco, con ogni probabilità ha bisogno di essere guidata la tua capoccia, non l’informazione.

    Ha bisogno di essere guidata a capire che i giornalisti, non avendo (appunto) la scienza infusa, indagano fui fatti di rilevanza collettiva, fanno domande e rendono pubbliche le relative risposte. Più domande è possibile fare, più il lettore avrà un’informazione completa su ciò che, essendo appunto di rilevanza collettiva,influenza da vicino anche la sua vita.

    Finchè quelli come te preferiranno l’ “informazione guidata” dai potenti, le uniche cose che funzioneranno in Italia, soprattutto per i povericristi, saranno calcio, televisione, tette e culi. Con relativi cetrioli, unico piatto disponibile per pranzo e cena. Cetrioli king size. Senza olio.

  8. Petzi Bear dice:

    Sono reduce da una settimana di volontariato come medico a Monticchio 1, Ospedale da Campo dell’Ass.Naz.Alpini. E’ forte l’impressione che ogni campo sia diventato una caserma. Chi ha fatto il militare come me ne conosce il clima: efficienza, disciplina ed organizzazione puntuale. Peccato che trionfi passività e dipendenza dalle risorse esterne, senza alcuna produzione di democrazia con decisioni prese dagli ospiti delle tendopoli. Non metto in discussione l’organizzazione della protezione civile, generosa ed intelligente, nè quella ad esempio dei Vigili del Fuoco o dei corpi militari intervenuti. Mi domando però quanto presto si ritornerà ad una vita normale: certo meno efficiente, forse senza garanzia di tre pasti al giorno (nelle mense delle tendopoli) ma anche liberati dai controlli in ingresso ed uscita, costretti più costretti al coprifuoco e comunque senza più tutela. Una tutela sempre più stretta e soffocante. Dimostrata anche dall’attività giornalistica tutta interna al campo con TendOpolis a cura della scuola di giornalismo dell’Università Cattolica di Roma: un esercizio scolastico per neogiornalisti in erba.

  9. Massimo Marchini dice:

    Basta l’incipit per capire con chi abbiamo a che fare
    “Questo blog da tempo porta avanti la sua personale battaglia”
    Il blog, caso mai, e’ “lo spazio nel quale nome e cognome sviluppa la sua perosnale battaglia”.
    “Portare avanti” e’ squallida prosa post-sessantottesca . Credevo che ormai non si usasse piu’. Mi sbagliavo.
    Vorrei sommessamente proporre a chi, giustamente, si lamenta dei disagi, una semplice riflessione:
    - I disagi sono stati causati da una calamita sena precedenti, non da una decisione politica
    - La velocita’ con cui si lavora per provvedere ad alleviarli (ovviamente e solo questo, fino alla completa ricostruzione delle case) e’ senza precedenti, certamente in Italia ma anche rispetto alla maggioranza dei Paesi
    - Per onesta’ intellettuale, chi ha il sacrosanto diritto di criticare, dovrebbe anche proporre un’analisi comparata dei precednti interventi dello Stato in situazioni simili, soprattutto nel Meridione.
    - Il Friuli non fa testo: se lo sono ricostruiti da soli i Friulani, con le loro mani e con i loro soldi, perche’ se aspettavano lo Stato … (c’e’ almeno un Friulano che mi legge?)

  10. Massimo Marchini dice:

    Gennaro Di Lieto
    Se mai leggera’ questa nota, Le vorrei far presente un Suo clamoroso autogol.
    Parlando di sinistra, oggi, 12.07.2009, Lei cita la Russia.
    Forse c’e’ qualcosa che non torna.
    Le auguro che non Le pesi fare un viaggetto da quelle parti, durante l’estate (l’inverno siamo a meno 25). Poi si accorgera’ che di sinistra, e grazie a Dio, non c’e’ proprio piu’ niente.
    E non ne vogliono sentir parlare. Sono piu’ che vaccinati.
    Saluti

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