Archivi per ildicembre 15th, 2009
Il futuro nei Media digitali
Secondo i dati dell’Osservatorio New Tv & Media – promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano – nel 2009 il settore dei media italiani ha subito una flessione compresa fra l’otto e il 10 per cento, che si è concretizzata nella perdita di un miliardo e mezzo di euro.
Calcolando che l’anno non si è ancora concluso, l’analisi condotta dall’Osservatorio potrebbe rivelarsi ancora più negativa, soprattutto per i media cosiddetti “tradizionali”.
Come spiegato da Andrea Rangone, docente del Politecnico, nelle anticipazioni rilasciate a Repubblica, i giornali di carta stampata fanno i conti con il calo di circa il 20 per cento nel fatturato, soprattutto quello pubblicitario, e devono vedersela anche con un declino delle copie vendute altrettanto pesante.
“Il futuro quindi è nei media digitali, settore cresciuto nel suo complesso del 13 per cento e che ormai rappresenta poco meno di un terzo del mercato complessivo di media (precisamente il 29%), quando valeva il 24 per cento appena un anno fa e il 22 nel 2007. Stiamo parlando di meno di cinque miliardi di euro, dei quali 600 milioni aggiunti nell’ultimo anno, prova concreta dei successi degli ultimi dodici mesi”. Continua a leggere… »
da sonia
Ultimo commento:
di Tiziana il 01/1/70
Media partecipativi contro la violenza
E’ rivolto ai giovani l’appello congiunto di Caffè News Magazine e Agoravox Italia, apparso oggi su Facebook.
Giovani che si ritrovano in tempi che sembrano ricordare quelli del Commissario Calabresi, “tempi che non abbiamo vissuto e che non ci teniamo affatto a vivere”, scrive Paolo Esposito, direttore di Caffè News, il sito che si occupa di informazione locale nel napoletano, una zona d’Italia dove la violenza – o il terrorismo – sono ben altra cosa da ciò che è accaduto al Presidente del Consiglio a Milano.
E’ pur vero, però, che quella che vediamo oggi è un’Italia tutta in declino – proseguono gli autori dell’appello – a cominciare dall’incapacità di sintesi politica e da una certa sordità comunicativa che sfiducia, che allontana, che crea due paesi: uno sui tetti delle fabbriche e l’altro che contesta.
In mezzo ci sono i giovani e i giovanissimi, che non hanno mezzi, che si sentono condotti nel mezzo di uno sbandamento mediatico senza precedenti. Continua a leggere… »
da sonia






