Archivi per ottobre, 2009
Giornalismo sempre più “social”
Riprendendo la discussione sulle nuove professionalità nate in seno all’informazione online, proprio oggi, vengono presentati due siti italiani frutto, appunto, di quel giornalismo imprenditoriale che trova spazio nella necessità di organizzare e mettere ordine nel flusso continuo di contenuti immessi nella Rete, così da poter offrire un prodotto più accessibile all’utente finale che non sempre sa leggere bene Internet.
Si tratta di Filt e To Report. Il primo ideato da Giuseppe Granieri e Sergio Maistrello, nasce con l’intento di “creare un posto in cui chi ha gli strumenti per informarsi mette la sua informazione a disposizione di chi è interessato ad averla”. Non si tratta di un semplice aggregatore di notizie, Filt, vuole essere un filtro per valorizzare la buona informazione, un filtro fatto dalle persone stesse perchè ” i social media non possono funzionare senza le persone, che frugano nei contenuti, li valutano e li segnalano ad altre persone che di loro si fidano”.
Di carattere apparentemente diverso potrebbe sembrare To Report, piattaforma online per la compravendita di contenuti giornalistici professionali, pensata per agevolare l’incontro tra i media e i reporter. In realtà, anche questo progetto nasconde una sua vena social: Continua a leggere… »
da sonia
Ultimo commento:
di sonia il 01/1/70
L’ICANN e gli indirizzi web
La rivoluzione alfabetica del Web, secondo molti la più grande dalla creazione della Rete, inizia ufficialmente oggi: i membri del consiglio dell’ente internazionale per la regolamentazione e la gestione degli indirizzi ha votato ufficialmente, nella sessione annuale a Seul, per l’introduzione di domini scritti in arabo, cinese, crillico, greco e altri alfabeti.
Qualcuno lo giudica una vittoria. Il 50% del 1,6 miliardi di utenti che non usano i caratteri latini ( i nostri) hanno brindato. Eppure, secondo me è stato commesso un errore madornale. Internet è, per sua natura, planetaria. Permette a tutti,ovunque, di leggere ed informarsi, aggiornarsi, divertirsi. Da domani torneremo alle divisioni di sempre. Io non potrò leggere nulla di quanto scrivono i miei colleghi cinesi,arabi,indiani. Se questo vi sembra progresso…….
da dilliar
Internet, spazio democratico per nativi digitali
I risultati dell’indagine Demos-Coop pubblicati oggi su Repubblica, confermano come attraverso le nuove tecnologie sia sempre più inscindibile il nesso tra informazione e democrazia, tra il tenersi al corrente su questioni di pubblico interesse e diventare per questo parte attiva della società. Difficilmente da quando è stato coniato il termine di Web 2.0, si potrà sentire qualcuno affermare “Non c’è niente che possa fare”; tutto ciò che accade ci riguarda da vicino. Esprimere anche solo un commento su un certo avvenimento o sulla vita politica del Paese ci rende immediatamente protagonisti e partecipi di quella vita. Continua a leggere… »
da sonia
Le nuove professioni dell’informazione online
Stando al susseguirsi di notizie rilasciate dai siti che si occupano specificatamente di giornalismo e nuovi media, appare sempre più chiaro come realmente Internet stia uccidendo i canali tradizionali di informazione: gli ultimi dati sulla diffusione dei giornali riportano tutti un segno negativo, sia quelli rilasciati dall’Audit Bureau of Circulation, negli Usa, sia quelli dell’ADS in Italia. Allo stesso tempo, però, la Rete risulta essere luogo di grande stimolo per la professione giornalistica. Continua a leggere… »
da sonia
Salvare un servizio di pubblica informazione
Spiegano così, da Radio Radicale, l’iniziativa di avviare una raccolta di firme per scongiurare il mancato rinnovo della convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico per la trasmissione delle sedute del Parlamento. “Non si tratta di salvare una radio di partito, ma un servizio di pubblica utilità in una situazione in cui nessun altro svolge lo stesso servizio alle stesse condizioni”, come ampiamente dimostrato nel loro dossier sulle attività svolte per lo Stato. Continua a leggere… »
da sonia
American journalism, cenni di ricostruzione
A pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto sui media The Reconstruction of American Journalism - firmato da Leonard Downie Jr., vice president at large del Washington Post – in cui si conclude che la sopravvivenza del giornalismo indipendente potrà essere garantita soltanto da un sistema di finanziamenti governativi e donazioni private, proprio su quella testata appare, in fondo ad un articolo sul nucleare iraniano, un appunto: “Questo servizio è stato realizzato con il sostegno dell’International Reporting project, un programma di giornalismo non-profit che fornisce borse agli inviati all’estero, tutto finanziato da ong indipendenti”. Continua a leggere… »
da sonia
Libri e giornali destinati all’estinzione
Alle Venice Sessions , dove ci si interroga sulle conseguenze del futuro, sembra si dia già per scontata la scomparsa definitiva della carta stampata, di qualunque genere essa sia. La domanda allora è: spariranno prima i libri o i giornali?
da sonia






