Archivi per giugno, 2009
Abruzzo: il terremoto e l’informazione negata
Questo blog da tempo porta avanti la sua personale battaglia per promuovere la libertà di informazione. A maggior ragione in un momento in cui in maniera più o meno velata, si intende mettere un neanche tanto velato bavaglio alla circolazione delle notizie.
Lo fa quotidianamente il presidente del Consiglio, affermando che tutto va bene e che nessuno scandalo metterà in discussione il suo governo. Anzi, sono sfasciti quei giornalisti che si ostinano a dare notizie sulla realtà, perché il loro unico scopo è deprimere l’opinione pubblica. Affermazioni condite da minacce esplicite di sospendere la pubblicità a quegli organi di stampa che si ostinano a parlare di veline e crisi. E più si cerca di mettere a tacere i fatti, più questi, in maniera paradossale, sgorgano in maniera incontrollata.
Ultima notizia in ordine di tempo, l’incontro a cena che avrebbe coinvolto ancora un volta il premier e un noto esponente della Corte costituzionale, che tra qualche tempo sarà chiamato a pronunciarsi sulla costituzionalità del Lodo Alfano. Un incontro che in un qualsiasi altro Paese avrebbe fatto indignare l’intera opinione pubblica. In Italia invece ancora una volta parlarne, raccontarne i dettagli, fare insomma il mestiere di giornalista diventa quantomai inopportuno. L’ultimo segnale negativo in questo senso, e ci spiace molto doverlo sottolineare, è arrivato ieri dal Presidente della Repubblica, che in un accesso di criticabile buonismo ha esortato tutti, politici e giornalisti, ad evitare polemiche fino al G8, quasi che le notizie e una corretta informazione, siano una sorta di servizio di corrente elettrica che si può interrompere quando e come si crede, con un clic di interruttore. Continua a leggere… »
da admin
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di Massimo Marchini il 01/1/70
Giornalismo hi-tech: se la notizia passa da Twitter
Siamo tutti d’accordo sul fatto che siamo nel pieno di una vera e propria rivoluzione tecnologica. Un cambiamento epocale che in particolare, sta trasformando in modo radicale il modo di fare giornalismo. Sempre più infatti il mestiere di raccontare le notizie va a braccetto con la tecnologia utilizzata per farlo. Contenuto e contenente diventano sempre più simbiotici, e l’uno senza l’altro rischia di essere inservibile. Ultimo esempio in ordine di tempo è quanto accaduto a Teheran, dove grazie all’ultima delle creature nate in Internet, Twitter, è stato possibile raccontare tutto quello che gli ayatollah avevano negato con la censura ai giornalisti stranieri accreditati. Per qualche giovane dimostrante iraniano è stato sufficiente avere un telefonino per poter
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Minzolini, in diretta, stronca il minzolinismo
Ma come è possibile che l’uomo che ha inventato uno stile professionale unico e particolare, al punto che tale forma di giornalismo ha preso il suo stesso nome, oggi la ripudi pubblicamente e senza neanche una parola di spiegazione? Augusto Minzolini, neo-direttore del Tg1 è apparso ieri sera in video per dire che l’informazione seria non si fa sulla base di “chiacchiericci” (sua parola testuale), ed è per questo che per giorni ha tenuto fuori dal suo autorevole giornale le notizie riguardanti il premier Berlusconi, e i presunti (presunti?) festini a base di escort e veline che si sarebbero tenuti presso due sue residenze ufficiali: Villa Certosa in Sardegna e Palazzo Grazioli a Roma. Ma come è possibile che l’inventore del minzolinismo, “forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte” (traduciamo: chiacchiericci) secondo una delle più autorevoli definizioni, improvvisamente si sia ravveduto sulla strada di Saxa Rubra e abbia deciso di dare solo notizie ammantate di ufficialità? Per anni abbiamo letto i retroscena di questo ottimo giornalista che
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da admin
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di Petzi Bear il 01/1/70
Il giorno in cui la carta stampata morì
Mad Avenue Blues è stata realizzata da L. McDuff. E’ una imitazione di American Pie di Don McLean e, ovviamente, in questa versione sono i media, piuttosto che la musica, a morire schiacciati da blog e internet. Io l’ho trovata sul blog Mediablog di Marco Pratellesi che a sua volta l’ha presa dal blog di Greenslade sul Guardian , che a sua volta è debitore di Peter Kirwan che l’ha lanciata sul sito della Press Gazette .
da dilliar
A proposito di intercettazioni e di informazione distorta
L’on. Giuseppe Giulietti interviene su Penne Digitali e sul sito di Articolo 21 sul tema della nuova legge sulle intercettazioni e sul pericolo che nel mondo dell’informazione, soprattutto televisiva, si affermi una sorta di censura preventiva.
Siamo sempre stati contrari ad ogni forma di via disciplinare al giornalismo e sempre lo saremo nei confronti di chiunque. Dobbiamo, tuttavia, rilevare che ogni qual volta un autore o un cronista prova ad illuminare uno dei tanti misteri italiani, immediatamente si alza un coro di mazzieri che chiede bavagli, provvedimenti disciplinari, espulsioni e sanzioni a carico di cronisti e di editori. Questo è anche il senso della legge bavaglio sull’intercettazione. Ogni qualvolta invece un giornale o un Tg decide addirittura di non dare una notizia di assoluto rilievo sociale
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Premio Ilaria Alpi: domani serata conclusiva con l’annuncio dei vincitori
Domani si terrà presso il Palazzo dei congressi di Riccione la serata conclusiva del premio giornalistico Ilaria Alpi, giunto al suo quindicesimo anno di vita. Anche per questa edizione del 2009 sono state numerose e in crescita le partecipazioni. Sono stati infatti ben 271 i giornalisti candidati nelle varie categorie, 175 uomini e 96 donne, con 233 servizi che sono passati al vaglio della giuria. Una giuria, presieduta anche quest’anno da Italo Moretti, che tra i componenti ha visto tra gli altri la presenza di Luca Ajroldi, Paolo Meucci, Roberto Morrione e Andrea Vianello. Come già avvenuto nelle passate edizioni, anche quest’anno i giurati sono stati chiamati ad esprimere il proprio giudizio su un numero rilevante di reportage e servizi provenienti non solo dall’Italia, ma da tutto il mondo. Le tre giornate conclusive dedicate al premio si sono aperte
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da admin
L’accesso alla Rete è diritto inviolabile
Finalmente una buona notizia: La Corte Costituzionale francese rimanda al mittente la legge per la diffusione e la protezione della creazione su Internet, perchè non conforme ai principi costituzionali. Le Conceil ha invocato l’articolo 11 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789.
La disconnessione forzata dopo tre avvertimenti, disposta dall’ autorità amministrativa Hadopi, per chi è colto a scaricare materiale dalla Rete illegalmente, è considerata una grave lesione del diritto di ogni unomo di esprimersi liberamente. ”Questa libertà si intende oggi - data l’ampia diffusione di Internet e la sua importanza per la partecipazione alla vita democratica e di esprimere idee e opinioni - la libertà di accesso a questi servizi di comunicazione online”.
da sonia
Reazioni alla legge bavaglio
Google Italia: Siamo nuovamente di fronte ad un provvedimento legislativo che va ad impattare sul mezzo di comunicazione Internet, senza tenere conto della sua specificità.
Stiamo parlando del comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge a proposito delle “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”, su cui il Governo ha posto ieri la questione di fiducia. Questa norma mira ad estendere anche ai “siti informatici” le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali”. In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale. L’utilizzo dell’espressione generica “siti informatici” è molto preoccupante, in quanto sembra comprendere sia tutti coloro che producono contenuti, siano essi operatori professionali (ad esempio, la testate giornalistiche online) o semplici utenti (ad esempio, i blogger amatoriali), sia le piattaforme che ospitano questi contenuti, come ad esempio i motori di ricerca, le piattaforme di contenuti creati dagli utenti come YouTube ed i social network come Facebook. Ai gestori di siti, pagine web e blog amatoriali non dovrebbero essere richiesti adempimenti propri dei mezzi di informazione professionali e quindi sproporzionati rispetto ad attività di tipo amatoriale o comunque non lucrative.
da sonia
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di domenico il 01/1/70






