Archivi per maggio, 2009
Marketing, ovvero, cosa bisogna fare per sopravvivere alla crisi
Due notizie apparentemente non in relazione tra loro.
La prima: i collaboratori di Panorama.it si vedono recapitare una mail che annuncia la chiusura del sito; dal 1° giungno verrà trasformato in un portale maschile, con direttore responsabile Marco Mazzei sotto la gestione della mondadori digital publishing, perche ormai “le news online non portano pubblicità ”. Chiamato in causa, Mazzei smentisce: “Panorama.it non chiude, decide di investire su un altro modello di progetto”, ma non viene specificata quale sarà la posizione degli attuali collaboratori né, tantomeno, la data di partenza e l’indirizzo web di questo nuovo progetto.
La seconda: il direttore dei Il Giornale risponde ad un lettore curioso di sapere come mai la notizia dell’evasione fiscale (800 milioni di euro) di Dolce&Gabbana non abbia fatto tanto scalpore e non sia stata ripresa da tutti i media. Giordano scrive: “Non sarà mica perché D & G spendono buona parte dei loro denari in pagine pubblicitarie sui quotidiani? Devo dire che il sito internet Dagospia ci aveva messo in guardia: appena uscito il nostro piccolo scoop l’aveva pubblicato on line con un titolo che aveva il sapore della sfida. «Quanti oseranno riprendere questa notizia?», si chiedeva Dago. E la risposta è arrivata subito. Nessuno. O quasi”. Continua a leggere… »
da sonia
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di sonia il 01/1/70
Carta stampata: aumentano le vendite mentre si pensa a come gudagnare dalle news online
Ho definito la scelta della Newspapers Association of America, di pubblicare la rivista mensile Presstime solo su internet, un segnale chiaro del declino e, perchè no, della lenta scomparsa della carta stampata. Ho dovuto ricredermi leggendo il resoconto della conferenza Power of Print 2009, indetta dalla World Association of Newspapers, in questi giorni a Barcellona. Molto spesso per giudicare l’andamento del mercato si prendono in considerazione Europa e Stati Uniti, senza tenere conto dei paesi in via di sviluppo. In Africa, Asia e America Latina, le vendite di giornali risultano, in fatti, in crescita e rappresentano ancora il più autorevole tra i media.
Nel 2008 la vendita globale di giornali ha raggiunto una media di 539 milioni di copie al giorno, aggiungendo i 40 milioni di copie quotidiane di giornali gratuiti, la circolazione della carta stampata nel mondo è aumentata dell’1, 3%. La fonte di gudagno principale continua ad essere la publicità e anche se gli introiti sono diminuiti del 5%, la carta stampata continua ad assorbire il 37% degli annunci pubblicitari, contro il 10% di Internet, soprattutto Google e Yahoo.
EÂ a proposito di portali internet Continua a leggere… »
da sonia
Giornalismo subordinato
Dopo il pacchetto di nomine varato il 20 giugno, Fnsi e UsigRai, firmano un comunicato congiunto contro la subordinazione RAI ai voleri della politica.
Secondo i due sindacati il comportamento degli amministratori “porta il segno offensivo di una decisione maturata fuori da viale Mazzini, con l’aggiunta del consueto scarso rispetto per le professionalità interne e con moltiplicazioni degli incarichi incompatibili con un’organizzazione razionale” e “contribuisce a rendere ancora più scuro il quadro dell’autonomia dell’informazione in Italia, già esposto ai rischi di una limitazione del diritto di cronaca con il ddl Alfano o alle reazioni minacciose nelle quali incorre il giornalismo che ancora si ostini a fare domande”.
Se c’è accordo nel condannare le modalità con cui sono stati scelti i direttori dei Tg e delle reti Rai, lo stesso non si può dire sul Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, varato dall’Autorità garante delle Comunicazioni, che ha visto il consenso dell’Ordine dei giornalisti, Fnsi, Rai, Mediaset ed emittenti radio tv. Il testo ha lo scopo di mettere un freno ai processi scimmiottati in tv o trasferiti impropriamente dalle aule di giustizia al piccolo schermo. Continua a leggere… »
da sonia
Solo online la rivista degli editori americani
La Newspaper Association of America ha annunciato che d’ora in poi il proprio magazine mensile sarà diffuso solo su Internet. A nulla è servito ricorrere ai consigli degli esperti del settore per rivedere da zero la mission di Presstime alla luce dei mutamenti che sta subendo il mercato dell’editoria. Gli abbonati si sono visti recapitare con la rivista una lettera d’accompagnamento con cui sono stati informati che quella che stringevano tra le mani sarebbe stata l’ultima copia cartacea distribuita.
Lo scorso Aprile, il presidente e Ceo dell’associazione, John Sturm, aveva già scritto ai dipendenti per annunciare tagli per ben il 50% del personale. Sturm si è giustificato dichiarando che la flessione del mercato è stata molto più severa di quanto si potesse prevedere, ma la NAA ha, comunque, necessità di rimanere un punto di riferimento per i suoi membri e andare incontro ai loro bisogni, riducendone ad esempio la quota associativa. Continua a leggere… »
da sonia
Storie di copertina
Il New Yorker ha esordito con la sua prima copertina interamente disegnata con un’applicazione dell’iPhone. A realizzarla Jeorge Colombo, disegnatore per il Ny dal 1994 ed ora già definito l’artista dell’iPhone.Â
Ecco condenzato in un video di pochi secondi, il lavoro che gli è costato un’ora in piedi fuori al museo Madame Tussaud’s Wax, di Times Square. Â
Il New Yorker svela come Colombo si sia dedicato ai supporti digitali solo perchè non riusciva a disegnare al buio. “he doesn’t see the fact that it’s a virtual finger painting as such a big deal”.
da sonia
Paghereste per leggere le notizie online? Impazzano i sondaggi
“Sareste disposti a pagare una notizia allo stesso prezzo di un Sms?” si legge su il Sole 24 Ore.
Su La Stampa la risposta: credo che l’informazione debba essere un bene di libero accesso al pubblico, pagato dalla pubblicità e/o dalle donazioni.
Eppure sta lentamente avanzando l’opinione che giornali senza soldi non potranno mai fare un’informazione valida e la colpa sia tutta da attribuire ad Internet che ha educato i lettori ad accedere alle notizie gratuitamente.
La sesta edizione di «Crescere tra le righe», iniziativa dell’Osservatorio permanente giovani-editori, è stata una buona occasione per ribadire il concetto: l’era del tutto gratis è finita perchè insostenibile e perchè se si vuole un’informazione corretta e indipendente (!) bisogna pagarla.
Su questo punto ci sarebbero da fare molte osservazioni Continua a leggere… »
da sonia
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di roberto il 01/1/70
Pirateria digitale: dilaga il clonflitto d’interesse
E’ giusto che il Direttore generale della Rai sia allo stesso tempo il Coordinatore del Comitato tecnico contro la pirateri digitale e multimediale? A giudicare dall’opinione di molti, no. Secondo l’avvocato Guido Scorza, dell’Istituto per le politiche dell’innovazione, sarebbe come dire al Direttore generale del più grande gruppo editoriale italiano di decidere le regole che avrebbero dovuto sovrintendere all’erogazione dei finanziamenti pubblici alla stampa. Cose che capitano in Italia. Continua a leggere… »
da sonia
Dottrina Sarkozy, si applicherà anche alla stampa online
Mentre il dibattito più acceso si è concentrato sul filesharing, la legge Hadopi, fortemente voluta dal presidente Sarkozy, contiene diversi emendamenti indirizzati a regolamentare lo status legale della stampa online.
I siti web che risponderanno a determinati requisiti, potranno usufruire di servizi e diritti fin’ora riservati alla carta stampata, come le agevolazioni sull’Iva, ad esempio. Secondo molti, questi provvedimenti arrivano in ritardo, rispetto alla velocità con cui in Francia si è diffusa l’informazione online indipendente.
Ad ogni modo, i siti ai quali verrà riconosciuto lo status di “online press service”, dovranno dimostrare di produrre contenuti originali di interesse collettivo, regolarmente aggiornati e che non siano strumento di promozione commerciale. Inoltre, all’interno della redazione dovrà essere impiegato almeno un giornalista professionista. Tutti gli altri siti internet, quelli personali e quelli pubblicati senza alcuno scopo professionale, come i blog, non saranno travolti dalla loi Création et Internet.
da sonia






