Archivi per aprile, 2009
L’Italia non è più un paese normale
Marco Travaglio,
discorso di ringraziamento alla consegna del premio annuale per il giornalismo libero, istituito dall’Associazione della Stampa tedesca DJV.
Io penso di essere un giornalista normale, in un Paese che non è più normale, da diversi anni. Quindi penso che questo premio, tramite me, vada a tutti quelli che fanno il mio stesso lavoro e continuano a farlo bene, e fortunatamente in Italia sono ancora tanti anche se – insomma – non fanno grande carriera e hanno diverse difficoltà .
Questo è premio che, se non onora il mio Paese, onora molto me. E lo voglio dedicare in particolare a un grandissimo giornalista, di cui in questi giorni ricorre il centesimo anniversario dalla nascita, e cioè Indro Montanelli, che io ho avuto la fortuna di avere come direttore per sette anni prima al Giornale e poi alla Voce.
Prima si diceva: la libertà di stampa esiste solo sulla carta, ma in realtà non molto sulla carta stampata e quasi per nulla sulla televisione. Continua a leggere… »
da sonia
Intergruppo parlamentare 2.0: “verso l’infinito e oltre”
In molti hanno affiancato la notizia dell’abrogazione dell’emendamento D’Alia a quella della nascita dell’Intergruppo Parlamentare 2.0 . Si è parlato di un “parlamento rinsavito”, di un nuovo spirito innovativo che pervade i nostri deputati.
In un primo momento mi è parso che questo Intergruppo 2.0 fosse uno spazio aperto dalla politica per dialogare con i cittadini, invece, sembra un po’ una pittaforma di e-learning, utile alla politica stessa per capire cosa sia questo Web, prima di farci su una nuova legge.Â
A parte lo stile giovanilistico che si è voluto imprimere all’iniziativa, del tipo “come è figo il 2.0″, tanti complimenti vanno ai 12 parlamentari che vi hanno aderito, per la volontà e l’apertura dimostrata – si spera che vorranno anche ascoltare i tanti suggerimenti che già iniziano ad arrivare dalla Rete - ma non c’era bisogno di un esperto di informatica per sostenere l’incostituzionalità dell’emendamento D’Alia. Continua a leggere… »
da sonia
Salvaguardare la NetNeutrality dai lobbysti
Il conflitto di interessi che ha compromesso la validità del verdetto emesso dal tribunale di Stoccolma contro i Pirati della Baia, è emblematico di ciò che si nasconde dietro le decisioni dei legislatori, un indizio chiaro di quali saranno gli interessi in gioco al Parlamento Europeo il prossimo 5 maggio, quando si voterà in sessione plenaria sul Telecoms Package, nella fattispecie, su tutti quegli emendamenti del pacchetto di legge che daranno il via libera al filtraggio del traffico da parte degli operatori di rete.
Per spiegare le conseguenze dell’approvazione di tali provvedimenti, come si farebbe con un bamabino, rubo le parole dell’esperto Guido Scorza: “Bisogna immaginare il gestore di un autostrada che a un certo punto decida di incolonnare tutte le auto gialle su un casello e tutte quelle rosse su un altro. E che decida di far andare le auto gialle al doppio della velocità di quelle rosse. O di dare la precedenza a quelle che portano il suo marchio, quello del gestore, perché sono le ’sue’ auto”.
Proprio così, i fornitori di accesso potrano dare priorità certi servizi piuttosto che ad altri a seconda del proprio riscontro economico, andando a ledere non solo il diritto alla privacy, all’informazione e alla libertà di espressione dei consumatori, ma anche il diritto di impresa che fino ad oggi ha permesso alla rete Internet di crescere e rinnovarsi. Continua a leggere… »
da sonia
Contributi all’editoria, scaramucce tra media di partito
Il Giornale accusa RedTv, l’emittente satellitare di D’Alema, di gravare sulle casse dello Stato per 4,1 milioni di euro. Come spiega Cristiano Gatti “Nessuno Tv, cioè l’editore ufficiale di Red, può accedere ai soldi pubblici in quanto organo dell’Associazione Ulisse. E che cosa sarà mai questa Associazione Ulisse? Fa capo a quattro parlamentari Pd e ad uno dell’Italia dei Valori. Red costa finora 5,4 milioni di euro. Di questi, il suo editore Nessuno deve però pagarne soltanto 1,3. Il resto? Offre la ditta. Noi.” Â
Verrebbe di dire “e allora?” RedTv non sarebbe il primo tra gli organi di informazione di partito ad accedere ai finanziamenti pubblici all’editoria. Sconcertante piuttosto è la risposta del direttore di rete Claudio Caprara: Continua a leggere… »
da sonia
On. Carlucci, come è umana lei
Alessandro Gilioli, giornalista, autore del blog de l’Espresso Piovono Rane, si è dimostrato forse uno dei più attivi nella battaglia per la difesa del diritto alla liberta della Rete. Si è impegnato più volte affinché la politica e i netizen si incontrassero all’interno di un dibattito democratico ed ha partecipato anche a quello organizzato da Altroconsumo presso la Camera dei Deputati, per discutere delle proposte di legge sul web con parlamentari e rappresentanti delle associazioni di categoria. Tra i presenti Antonio Palmieri (Pdl) Giovanna Melandri (Pd) Gabriella Carlucci (Pdl) e ovviamente il senatore Giampiero D’Alia (Udc). Gilioli è stato chiamato a moderare i loro interventi, ma ecco quale trattamento gli è stato riservato.
da sonia
Un consorzio per mettere pace nella guerra dei contenuti online
“Internet ha creato incredibili opportunità per condividere e distribiure le informazioni. I contenuti online raggiungono molte più persone che in passato. Il lato negativo è che questi contenuti vengono riutilizzati e monetizzati sensa alcun compenso per chi li ha prodotti originalmente” si legge dalla presentazione del Fair Syndication Consortium, un progetto ideato da Attributor Corp., una start-up della Silicon Valley che ha sviluppato una tecnologia in grado di tracciare in rete i contenuti duplicati.
Tra il mettere la testa sotto la sabbia ignorando il problema e adoperarsi per la rimozione completa del ”mal tolto”, Attributor ha individuato una via di mezzo: coinvolgere gli Ad-Networks affinché versino agli editori una parte dei guadagni provenienti dai siti che riprendono in versione integrale le informazioni senza citarne le fonti.
da sonia
Da YouTube a Facebook, la censura diffusa
Mi ero quasi – sottolineo quasi – abituata alle notizie sui politici che almeno una volta al mese presentano una legge per controllare la Rete – questo covo di pirati eversivi e pedofili - ma che siano gli stessi social network a censurare i contributi degli utenti mi lascia davvero perplessa.
Le prime segnalazioni arrivano sul blog di Vittorio Zambardino che racconta di come il giornalista antimafia Nino Randisi si sia visto da sparire da sotto gli occhi la sua pagina di Facebook. Pare fosse a causa di un difetto di software, e l’appello di Giacomo di Girolamo “Io per il terremoto non do’ un euro”, allora, che fine ha fatto?
Forse del terremoto in Abruzzo non si può parlare, perchè allo stesso modo da YouTube sparisce uno dei video di Claudio Messora: “Giuliani l’uomo che ci salvò la vita”. Ecco cosa scrive sul suo sito:
da sonia






