Archivi per marzo, 2009

Giornalismo

Dall’Huffington Post un fondo per rilanciare il giornalismo d’inchiesta

huffingtonpostSarà per questa propensione a colmare i vuoti di un’informazione stagnante, che l’Huffington Post, nato nel 2005 come blog e oggi annoverato tra i più noti giornali online, con 20 milioni di utenti unici mensili, non risente degli effetti della crisi che sta mettendo a dura prova l’industria dei giornali.

Infatti, nel presentare la nascita del Fondo per il Giornalismo investigativo, la direttrice Arianna Huffington spiega molto bene come una delle preoccupazioni più forti per il settore è la possibile scomparsa del giornalismo d’inchiesta, dovuta ai drastici tagli delle redazioni. Mai come adesso, però, diventa indispensabile preservare il buon giornalismo che ha sempre giocato un ruolo fondamentale per la nostra democrazia.

Nasce così l’Huffington Post Investigative Fund: 1,75 milioni di dollari a sostegno di reporter e freelance, ma anche giornalisti licenziati o costretti al prepensionamento, che hanno ancora le loro storie da proporre. Continua a leggere… »

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mar  09
31
alle 05:15
da sonia

Giornalismo

Se il cronista non ha il tesserino

2483832Pino Maniaci, cronista dell’emittente televisiva “Telejato” di Partinico, nel palermitano, la tv più volte minacciata, querelata e contestata dai boss della zona, è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista. La “citazione diretta” è stata disposta dal pubblico ministero di Palermo Paoletta Caltabellotta. Il processo è stato fissato davanti al giudice monocratico di Partinico l’8 maggio prossimo.
Secondo l’accusa, Maniaci, “con più condotte, poste in essere in tempi diversi ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso”, avrebbe esercitato abusivamente l’attività di giornalista in assenza della speciale abilitazione dello Stato. Maniaci infatti conduce ogni giorno il tg di Telejato ma non ha mai voluto prendere il tesserino di giornalista pubblicista.
Proprio per aver denunciato più volte le attività criminose dell’area di Partinico, Maniaci l’anno scorso era stato minacciato da un figlio di un boss della famiglia dei Vitale, detti “Fardazza”, da lui più volte criticati e attaccati durante i telegiornali.

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mar  09
30
alle 03:25
da dilliar

Internet, Leggi

Leggi anti-Internet: da qualche parte bisogna cominciare

meetthemediaguru
Per capire ciò che legislativamente sta accadendo in Italia, bisogna volgere lo sguardo oltre oceano, verso gli Stati Uniti, come se guardassimo in uno specchio che riflette la nostra immagine rovesciata. Illuminante, in questo senso, è l’intervista rilasciata alla Stampa.it, da Lowrence Lessing, l’ultimo dei Guru intervenuti all’incontro milanese sui nuovi media.

Lessing  – professore di legge, esperto di diritto della Rete, fondatore dei Creative Commons - è un collaboratore di Obama, nonché fautore della campagna elettorale del neo-presidente USA, che ha finito per mutare irrimediabilemnte il rapporto tra i cittadini e la politica:  ” Da quando c’è Barak Obama è tramontata l’idea che il governo sia un’entità che deve tenersi alla larga dalle vicende dei cittadini”. Continua a leggere… »

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mar  09
30
alle 11:53
da sonia

Internet, Leggi

Una legge per la Rete: neutralità, open source, partecipazione

Lo Stato italiano [..] promuove a livello internazionale una “Carta dei Diritti” volta a garantire l’accesso universale degli uomini e delle donne del pianeta alla rete Internet senza alcuna discriminazione o forma di censura.

Si conclude con queste parole il 1° articolo del Disegno di legge per la Rete, depositato in Senato lo scorso 20 marzo, dai senatori del PD Luigi Vimercati e Vincenzo Vita. Un proposta davvero rivoluzionaria, forse un po’ in ritardo ma, in linea con le ultime raccomandazioni giunte dall’Ue, tiene conto della Rete nella sua globalità, uscendo dalla polemica, nata propio in seno alla sinistra, se i blog siano o meno equiparabili alla stampa .

 Si prefigge molteplici obiettivi: dalla garanzia di un accesso neutrale alle reti di comunicazione elettronica, alla promozione dei diritti di cittadinanza attiva al fine di rafforzare la partecipazione e il processo decisionale democratico; sostenere lo sviluppo e la valorizzazione dei sistemi informativi pubblici garantendo il pluralismo informatico anche con l’uso del software libero; diffondere l’uso delle nuove tecnologie della comunicazioni presso il sistema delle imprese; rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso alle reti di comunicazione dei cittadini che versano in condizioni di disabilita, disagio economico e sociale e di diversità culturale.

Sono assenti riferimenti a termini come reato, oscuramento, censura, diritti d’autore,  Continua a leggere… »

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mar  09
28
alle 01:10
da sonia

Ultimo commento:

di Marco il 01/1/70

Sul tipo di "pluralismo informatico" che il DDL garantirà se non vengono fatte alcune modifiche,...

Internet, Leggi

La fine della Rete come la conosciamo

lobbyDietro i tentativi dei Governi di controllo sulla Rete – e non mi riferisco alle connessioni a singhiozzo della Cina, quanto alle ultime sortite dei primi ministri europei – non c’è  soltanto il timore provocato dall’unico mezzo di comunicazione che prevede la partecipazione diretta dei cittadini, o le questioni di sicurezza nazionale, c’è molto di più: ci sono le grandi società di telecomunicazioni, l’industria dell’intrattenimento e l’industria delle tecnologie informatiche di controllo del traffico di rete. 

Ad affermarlo è l’Associazione Scambio Etico che sta conducendo una campagna di informazione e sensibilizzazione per scongiurare l’applicazione di alcuni degli emendamenti del Pacchetto Telecom, l’insieme delle direttive europee in materia di telecomunicazioni, attualmente in discussione a Bruxelles.  
Le modifiche che saranno votate dalle commissioni Mercato Interno (IMCO) e Industria, ricerca e energia (ITRE) il prossimo 31 marzo, potrebbero consentire ai provider il trattamento del traffico e il filtraggio dei contenuti. 

“Le conseguenze saranno terribili” – avverte l’Associazione – “Ogni operatore commerciale, ogni gestore di un sito Web non avrà più la possibilità di raggiungere la totalità dei cittadini della Rete. Di converso, ogni navigatore del Web vedrà solo quella parte del Web che il fornitore di accesso gli consentirà di vedere. Continua a leggere… »

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mar  09
27
alle 10:55
da sonia

Ultimo commento:

di 3my78 il 01/1/70

Senza parole :-| Complimenti per l'articolo.

Giornalismo

Passione Reporter, quando i giornalisti fanno la differenza

Passione ReporterPassione Reporter non è altro che il proseguimento del lavoro svolto con il libro, “Il Paese della Vergogna” – mi spiega Daniele Biacchessi, giornalista, viceaporedattore di Radio 24-Il Sole 24 Ore, ormai alla sua diciottesima opera come scrittore.

Dopo aver raccontato le grandi stragi che hanno insanguinato l’Italia fino allo scorso decennio, ricordandoci come tante di quelle vicende siano rimaste impunite, Biacchessi, non poteva non ricordare chi ha lavorato alla ricerca della verità, finendo molto spesso per rimetterci la vita. “Per fatti come quello di Piazza Fontana, i giornalisti, hanno fatto la differenza, senza il loro impegno ci saremmo accontentati delle versioni ufficiali”, non sempre depositarie della verità.

Passione Reporter racchiude, allora, qualcosa di più di semplici storie di giornalisti:  Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Antonio Russo, Enzo Baldoni erano testimoni diretti, prima ancora che vittime, della profonda  ingiustizia della guerra e l’hanno raccontata con tutto il suo carico di orrori, connivenze e tragiche responsabilità.

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mar  09
25
alle 05:05
da sonia

Giornalismo, Internet

Gli editori premono su Google

dire_15214771_02510Prima lo hanno guardato con sospetto, lo hanno accusato di infrangere le leggi sul diritto d’autore, ma oggi con la caduta verticale della raccolta pubblicitaria e il passaggio all’online di quotidiani e settimanali cominciano a mettere in campo i lobbisti per fare pressioni. Di chi parlo ? Degli editori e di Google. Oggi, con abbondante ritardo, scoprono che i loro contenuti non sono sufficientemente valorizzati dal motore di ricerca più famoso al mondo. Si accorgono che gli algoritmi di BigG non premiano a sufficienza le notizie “originali”.
Ma cosa chiedono gli editori? Al centro dell’azione di lobbying – che vede protagonisti player quali ESPN, Business Week e lo stesso New York Times
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mar  09
25
alle 02:42
da dilliar

Ultimo commento:

di luciano offeso il 01/1/70

gli editori fuori dalla rete e dalle palle, viva google indipendente

Giornalismo, rai

Un presidente di garanzia:Garimberti

stor_8896145_20270jpgCome si fa a non essere soddisfatti quando un bravissimo collega, esperto, serio e con cui, per buona sorte, hai anche avuto la fortuna di lavorare, diventa Presidente della Rai, la più importante azienda culturale e d’informazione del paese ? Bisognerebbe correre a congratularsi con Dario Franceschini che ne ha proposto il nome e, addirittura, congratularsi con il Premier che dopo tanti “niet” ha dato il suo assenso e espresso giudizi lusinghieri sull’uomo e sul professionista. E allora perchè sono assalito dal dubbio che Paolo Garimberti venga usato come “foglia di fico”, come “merce di scambio” in un’operazione Direttori che coinvolge Il “Corriere della Sera”, ” Il Sole 24Ore”,” Il Messagero” e forse anche altri media ?
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mar  09
24
alle 06:07
da dilliar