Archivi per febbraio, 2009

Giornalismo

La coda di Matrix

mediaset«Sconcertate», «inconcepibile», «grave caduta delle buone pratiche». La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi, il sindacato dei giornalisti) si schiera con i colleghi Silvia Brasca e Roberto Pavone ( e anche tutta la redazione di Communicagroup, se serve ribadirlo) per la lettera di richiamo inviata da Mediaset ai due giornalisti di Matrix che avevano sollevato perplessità sul comportamento di Mediaset sul caso Mentana. L’Fnsi chiede il ritiro della contestazione disciplinare. «La Fnsi è vicina ai colleghi, ne rivendica il diritto di espressione salvaguardato dalla Costituzione, dalle leggi e dalla disciplina del lavoro. Il dissenso sulle scelte opinabili non può essere compresso, né oggetto di censura o ritorsioni. A Mediaset la Fnsi chiede il ritiro della lettera di contestazione disciplinare e di voler evitare uno spiacevole, ingiustificato scontro».

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feb  09
28
alle 09:10
da dilliar

Internet

Skype pronta a collaborare nella lotta alla mafia

skype La più nota società fornitrice di softwere VoIp, per effettuare le telefonate on line, si è detta disponibile a collaborare con Eurojust, l’unità di cooperazione giudiziaria europea, per contrastare la criminalità organizzata. In realtà, ancora non si conoscono i termini di questa collaborazione: Skype dovrebbe acconsentire a svelare gli algoritmi e i codici di criptazione che fino ad oggi hanno assicurato l’assoluta riservatezza delle conversazioni.

La questione nasce diverso tempo fa’, quando i magistrati si accorgono che le telefonate su Skype sono praticamente impossibili da intercettare a causa dei già citati codici e del sistema di autenticazione degli utenti, basato su password monouso generate ad ogni nuova comunicazione. Così, mentre in Italia si ci accapigliava sulle intercettazioni ambientali e volti più o meno noti finivano in prima pagina, i boss organizzavano i loro traffici: “Per quei due chili ne parliamo poi su Skype”

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feb  09
27
alle 08:05
da sonia

Blog, Giornalismo

BlogMagazine, un primo esperimento di editoria virtuale

virale_blogmagazineInutile fare l’ennesima presentazione della rivista elettronica ideata dal blogger Giuliano Ambrosio, visto il tam tam scatenato dalla curiosa campagna pubblicitaria della G virale. L’aspetto più interessante è lo spirito pioneristico che anima il progetto, la voglia di oltrepassare la Blogosfera, ma senza perdere l’animo di partecipazione che la caratterizza.

Gli articoli pubblicati su BlogMagazine, vengono selezionati tra i tanti contributi liberi che giungono alla redazione e rilasciati sotto Licenza Creative Commons. Più in generale, il magazine, esattamente come avviene per qualsiasi blog, è in continuo aggiornamento, “con lo scopo di migliorare e introdurre nuove funzionalità”, come l’idea di pubblicarne una versione cartacea gratuita per “arrivare a persone non prettamente geek e divulgare la rete in modo semplice e intuitivo”.

Vengono comuque trattati anche altri temi, oltre Internet, gossip, cinema, serie tv, come si addice ad una rivista che si rispetti, ma con un piccolo segnale di cambiamento, una prima visione di come potrebbero essere i giornali in un prossimo futuro: una miscela di softwere, blogger e media tradizionali che a giudicare dai numeri (1700 copie scaricate in meno di 24 ore) era molto attesa.

 

 

 

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feb  09
26
alle 07:36
da sonia

Blog

Da Israele Piombo Fuso anche sul web

Dopo l’attacco militare nella striscia di Gaza, l’Operazione Piombo Fuso, Israele ha pensato bene di avviare una campagna ”per migliorare le relazioni pubbliche su Internet”.  

Ne da’ notizia, Vittorio Arrigoni, sul blog GuerrillaRadio “Il Ministero per l’Integrazione sta reclutando volontari sia tra gli ebrei recentemente immigrati in Israele sia tra quelli che vivono all’estero, che abbiano la possibilità di accedere ad un computer e che parlino almeno una lingua straniera”

“Ogni volta che il Ministero identificherà segnali di tendenze anti-israeliane in un blog in lingua straniera, in un sito di informazione o in qualunque altro tipo di sito web, lo segnalerà immediatamente ai volontari in modo che possano inondarlo di opinioni filo israeliane”.

Pare siano più di mille le candidature giunte al Ministero: a tutti i reclutati sono state date istruzioni su come operare questa sorta di “spamming” sull’unico mezzo di comunicazione che risulta davvero difficile limitare.

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feb  09
26
alle 07:19
da sonia

Internet

Internet: ancora due anni e poi ?

Entro due anni arriverà a saturazione il numero dei quattro miliardi di indirizzi internet attualmente disponibili e non sarà possibile crearne di nuovi se non si passerà alla nuova piattaforma Ipv6. Lo ha affermato Roberto Gaetano, vice presidente del Cda dell’Icann al seminario su “Internet del futuro”, promosso a Roma dalla Fondazione Ugo Bordoni. In vigore dal 1981, l’attuale protocollo degli indirizzi delle reti di Internet, l’Ipv4, consente di gestire fino a quattro miliardi di indirizzi di terminali, soglia – peraltro teorica – che secondo gli esperti sarà raggiunta entro un paio d’anni. Secondo Roberto Gaetano “l’Ipv6 porrebbe rimedio ai problemi dell’Ipv4, legati alla funzionalità di un protocollo ormai vecchio. Il fatto che l’autoconfigurazione e la sicurezza siano parte del nuovo protocollo”, ha detto il vice presidente del cda dell’ICANN, “permetterà inoltre di fornire soluzioni standard, senza il bisogno di inventare altre procedure”.”La strada è difficile”, ha sottolineato Nigel Titley, presidente del consiglio direttivo del Ripe Ncc, organismo europeo preposto alla gestione dei domini europei di Internet, “perché l’Ipv6 risolve problemi ma non produce nuove entrate per gli Isp. Ecco perché stenta a decollare”. Passare all’Ipv6 è però necessario, per evitare di arrivare ad una situazione in cui ci si muove spinti dalla necessità”.

Promotori del passaggio all’Ipv6 dovrebbero essere tutti i soggetti legati ad internet, dagli utenti finali ai service provider, ai governi.

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feb  09
24
alle 10:21
da dilliar

Giornalismo

Salvi i giornali di partito

Mi vergogno un po a riportare questa notizia, ma il dovere di cronaca mi obbliga.
Sono salvi i contributi ai giornali di partito e viene estesa la cassa integrazione anche ai giornalisti dei periodici. Sono le principali novità del pacchetto editoria, inserito nel maxiemendamento al dl milleproroghe su cui il Senato è chiamato a votare la fiducia al governo, che dá anche la priorità ai contributi diretti: «le erogazioni sono destinate prioritariamente ai contributi diretti e, per le residue diponibilità, alle altre tipologie di agevolazioni».
Per quanto riguarda i giornali di partito, in particolare, il requisito della rappresentanza parlamentare «non è richiesto per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali o organi di partiti o movimenti politici che, alla data del 31 dicembre 2005, abbiano già maturato il diritto ai contributi». È poi abrogata la norma che escludeva i giornalisti dei periodici dai benefici degli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda le crisi aziendali, è stabilito che il sostegno che si accolla lo Stato per i prepensionamenti è pari a 10 mln di euro per il 2009. Nel caso però gli editori presentino piani di esodo con effetti finanziari superiori ai 20 milioni di euro, dovranno versare all’Inpgi uno specifico contributo per il finanziamento dell’onere eccedente. Modificata, infine, la norma sulla titolarità delle imprese: le azioni possono essere intestate a società per azioni e la partecipazione di dette società può essere intestata a persone fisiche ma anche a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche.

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feb  09
11
alle 01:41
da dilliar

Ultimo commento:

di alberto il 01/1/70

Chiarissimo esempio di finanza creativa.Tremonti docet.

Giornalismo

Canale 5:le dimissioni di Mentana

E’ tutta retorica la domanda del CdR di Canale 5 : “Noi giornalisti del tg5 – conclude il cdr – chiediamo ai vertici aziendali un incontro urgente per chiarire se abbiamo ancora un ruolo e se l’informazione è ancora una delle priorità dell’azienda per la quale lavoriamo”.
Come se per Mediaset, l’informazione sia stata mai una priorità. E la dimostrazione lampante si era già avuta quando Mentana era stato indirizzato verso altri lidi ( Matrix ) e alla guida della testata si sono succeduti Direttori con delle “mission” ben precise: supportare la campagna elettorale prima e poi l’azione di Governo. E questo è avvenuto e avviene con il beneplacito, devo presumere, della redazione che fino ad oggi non ha manifestato alcuna insofferenza per il ruolo della testata. Ora Mentana, posto davanti ai fatti, non ha dubbi e si dimette dal suo incarico. Ha tutto il mio rispetto e la mia solidarietà. Ma al conteggio manca qualcuno. Il Direttore del TG5 dov’è ? Cosa dice? Non sente qualche formicolio ? Oppure lo stipendio è sufficiente ad assopire qualunque coscienza?

P.S. C’è già chi vede il ritorno di Mentana alla casa madre: la Rai. Possibile, certo. Specie ora che sono in tanti a chiamarla Raiset o Mediarai, come preferite. Tanto il Dominus, in vesti diverse, ma è lo stesso.

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feb  09
10
alle 02:50
da dilliar

Ultimo commento:

di caligola41 il 01/1/70

Nel rispetto dei propri ruoli, non vorrei sbagliarmi ma il SIG: Mentana non era un dipendente d...

Giornalismo

Kindle 2 il lettore digitale

Un calcolo paradossale ma intrigante quello di Nicholas Carlson analista di AlleyInside. Il New York Times spende all’incirca 644 milioni di dollari all’anno per stampare il giornale (cifra approssimativa perchè nella realtà dovrebbe essere molto più alta), mentre per regalare a tutti i suoi lettori – stimati nel numero di 830 mila – un Kindle per leggere il giornale in digitale costerebbe “appena” 297 milioni. Perchè questo ? Tutto sull’onda dello strepitoso successo di vendita di Kindle 2 mezzo milione di pezzi venduti in un soffio e su questa pagina di Amazon trovate prezzo e specifiche tecniche.Batterie a lunghissima durata, 230 mila titoli da scaricare e 1500 da tenere sempre in memoria. Il tutto in inglese, ovviamente. I titoli in italiano sono ancora pochissimi e questo spiega l’assenza di interesse e di comunicazioni sui nostri media. Ma io voglio azzardare un altro paradosso, legato a quello di Carlson. E se questa fosse la prima pietra per riempire la fossa in cui sono caduti i nostri giornali?

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feb  09
10
alle 01:06
da dilliar

Ultimo commento:

di » Soltanto il 5% dei lettori pagarebbe per le notizie online-La Notizia Giusta il 01/1/70

[...] Kindle 2 il lettore digitale [...]